"LIBERATE LA PACE" è stata scritta pensando ai volontari di "Un ponte per", a tutti gli ostaggi in Iraq e nel mondo, alla memoria di Enzo Baldoni, alle vittime innocenti della strage in Ossezia e di tutte le stragi, le torture e le guerre nel mondo.
Il 30 giugno è la data dagli Usa fissata per il passaggio del comando in Irak nelle mani di un governo iracheno, e il ritorno nel paese delle Nazioni Unite, da cui Usa e Gran Bretagna aspettano una nuova risoluzione che induca altri paesi a mandare truppe e a partecipare alla ricostruzione. Crediamo sia molto importante che artiste e artisti rispondano mobilitandosi localmente, proponendo autonomamente iniziativa artistica e culturale o interagendo con quei momenti vivi che nel nostro paese da tempo e incessantemente manifestano un’opposizione netta al conflitto e all’occupazione dell’Irak e alla partecipazione dei nostri soldati al fianco dell’amministrazione USA.
29 giugno 2004 - Redazione
La cantautrice pacifista sta girando le piazze d'Italia (1)
Agnese ha cantato al presidio davanti a P.zza Montecitorio insieme agli "OSTINATI PER LA PACE" (iniziativa promossa da "Beati costruttori di Pace"); il 7 maggio interverrà con la sua musica per la pace anche al presidio di PeaceLink contro l'apertura della base Nato-Usa a TARANTO, con la presenza di padre Alex Zanotelli.
Il suo sito è http://www.agneseginocchio.it (e-mail: agnese.musica@katamail.com) E' fortemente impegnata nel movimento pacifista, collabora con PeaceLink, ha suonato nella Perugia Assisi 2003 e ha già scritto lo scorso anno una canzone dedicata a Rachel Corrie. In coda trovate il sui messaggio dedicato alle Carovane della pace Ecco la sua testimonianza.
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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