Il 23 settembre ci sarà la prima udienza in Consiglio di Stato contro la fabbrica di bombe RWM (Domusnovas, Sardegna) per il ricorso sporto da Italia Nostra, USB, CSS-Assotziu Consumadoris.
L'Unità per le autorizzazioni dei materiali d’armamento, con diplomatici della Farnesina e rappresentanti di altre amministrazioni, ha il compito di applicare la legge 185/1990 e gli indirizzi del Governo
22 marzo 2021 - Lidia Giannotti
I sauditi stanno sterminando il popolo yemenita usando bombe italiane: ora basta.
Mercoledì prossimo, 27 febbraio, ore 11, in piazza San Silvestro a Roma, ci sarà una Conferenza Stampa per denunciare i ministri che continuano ad autorizzare l'export di armi all'Arabia Saudita. Verrà anche annunciata una mozione del deputato LeU Stefano Fassina per bloccare le armi ai sauditi.
Nessuna decisione è stata presa dal Ministero degli Esteri dopo due mesi dalla richiesta del ministro della Difesa di rivedere il commercio di armi con l'Arabia Saudita
18 novembre 2018 - Alessandro Marescotti
La Relazione speciale della Corte dei Conti e la cupa posizione dei sindacati confederali
Sabato 28 marzo un corteo da piazza della Repubblica a San Giovanni. Il giorno prima, il concertone alla Città dell'altra economia a Roma. Oltre 700 sigle, migliaia di persone attese per dire no alla guerra, al riarmo e alle politiche autoritarie.
Il Parlamento europeo ferma le scansioni di massa di Chat Control in una votazione al cardiopalma. L'assemblea ha oggi bocciato il controllo automatizzato di foto e messaggi privati. Il segreto delle comunicazioni digitali torna in vigore.
L'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato questa dichiarazione, che condanna un sistema di sfruttamento che si è protratto per quattro secoli e un regime mondiale che ha codificato gli esseri umani e i loro discendenti come proprietà ereditaria, alienabile e perpetua.
La risoluzione riconosce l'impatto della schiavitù transatlantica, durata oltre 400 anni, che ha coinvolto milioni di africani deportati, famiglie distrutte e discriminazione razziale persistente. Tre voti contrari (Argentina, Israele e Stati Uniti) e 52 astensioni, tra cui Regno Unito e membri UE.
L'inchiesta pubblicata dal New York Times rivela i retroscena di una delle scommesse strategiche più azzardate della storia recente del Medio Oriente: l'ipotesi che una guerra avrebbe potuto trasformarsi nel detonatore di una rivoluzione popolare in Iran. Una scommessa persa.
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