La scrittura è stata il mio remo, con il quale ho iniziato piano piano a navigare nel mio fiume di dolore. Un remo che mi ha permesso di non andare alla deriva, che ha dato voce e parole a ciò che parole e voce non può avere. Che mi ha aiutata a trovare un significato – tutto mio e solo mio – a quanto era successo. Che mi ha permesso di rialzarmi in tutta la mia dignità dopo che un gigantesco tsunami aveva travolto la mia famiglia.
Da allora è cambiato poco o nulla: gli indigeni continuano ad essere invisibili, l’impunità avanza e le voci di golpe denunciate negli ultimi mesi dal presidente socialdemocratico Bernardo Arévalo fanno capire che a comandare è ancora l’oligarchia
Otto attivisti di Palestine Action sono detenuti da mesi in condizioni irregolari nelle carceri inglesi, la manifestazione del 23 dicembre era dedicata anche a loro
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