È quanto emerge dal rapporto 2025 del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), che fotografa la spesa militare del 2024. Emerge una realtà inquietante: siamo di fronte al più rapido aumento annuale dalla fine della Guerra Fredda.
6 maggio 2025 - Redazione PeaceLink
La Francia è diventata il secondo più grande fornitore di armi al mondo nel 2020-24
Gli Stati Uniti hanno consolidato la loro posizione come principali esportatori mondiali di armi, aumentando la loro quota dal 35% al 43% nel periodo 2020–24. Per la prima volta in due decenni, l'Europa ha superato il Medio Oriente come principale destinatario delle esportazioni di armi statunitensi
Prio e Sipri compiono rispettivamente 60 e 50 anni di attività. Se fossero considerati con più attenzione e intenzione dai governanti di tutto il mondo, avremmo salvato tantissime vite umane
29 agosto 2019 - Laura Tussi
Le bombe nucleari in Italia e i rapporti con USA-NATO-EUROPA
L’Unione Europea è oggi il principale esportatore mondiale di armamenti. Lo rivela uno studio dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), ripreso dal sito Unimondo.org.
Cresce la spesa militare, bene globale multiuso: foraggia le guerre, serve per tenere in vita le industrie nazionali, per buoni rapporti con i paesi produttori, con gli alleati, o per intascare tangenti dai venditori
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.
C'è una figura che ha incarnato il significato più alto della difesa della Costituzione, irritando non poco il Governo. È Roberta Marra, giudice di Brindisi. Ha rimesso alla Consulta il decreto Piantedosi che aveva fermato la nave di soccorso migranti Ocean Viking
Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.
Privatizzazioni selvagge, licenziamenti di massa nel settore pubblico e una nuova legge sull’impiego che punta a cancellare i diritti dei lavoratori e dei sindacati
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