Sono Chiara Castellani. Lavoro in Congo dal 1991. Prima ho lavorato 7 anni in Nicaragua. Nel 1992 ho perso il braccio destro in un incidente conseguenza di un agguato con dei militari allo sbando. Dopo l'amputazione ho lavorato 4 mesi in Angola dove ho visto altri amputati, al contrario di me non protesizzati. Per questo mi considero mio malgrado un testimone contro la guerra, tutte le guerre, soprattutto quelle "a bassa intensità" e quindi dimenticate.
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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