Visse nel XV secolo ed ereditò le idee di pace che erano state predicate da Wycliff. Fu il primo scrittore pacifista del Rinascimento, anticipando Erasmo da Rotterdam. Le sue idee vennero riprese da anabattisti, quaccheri e battisti.
Fu avviato dal padre, generale, alla carriera militare ma, dopo aver conosciuto Tolstoj, rinunciò alla divisa per dedicarsi all'attivismo per la pace. E' stato il biografo di Lev Tolstoj.
In occasione della serata dedicata a “ Tolstoj, profeta di nonviolenza”, a Roma il 15 dicembre 2010, nel corso “La pace è in cammino: attualità di maestri, esperienze e metodi”, organizzato dal Cipax in collaborazione con Adista, Archivio Disarmo, Cdb S.Paolo, Confronti, Lega Diritti dei Popoli, Ore Undici, Pax Christi Roma, Progetto Continenti, Religions for Peace-Italia, SAE gruppo omano, Servizio Rifugiati e Migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche
16 dicembre 2010 - Prof. Pier Cesare Bori, dell’Istituto di Scienze Religiose di Bologna
1- Alcuni caratteri del pensiero di Tolstoj 2- Come Gandhi conosce Tolstoj 3- La Lettera a un indù, di Tolstoj, conquista Gandhi 4- Carteggio Gandhi – Tolstoj 5- Che cosa Gandhi deve a Tolstoj 6 - Gandhi dice le differenze tra lui e Tolstoj 7 - Differenze oggettive Tolstoj-Gandhi
Prosegue il nostro viaggio alla scoperta di Tolstoj. Oltre il romanziere, la sua idea nonviolenta e pacifista e le implicazioni sulle scelte personali e politiche.
"un fenomeno unico che affascina sempre quanti sentono il bisogno di entrare nella vita riflessa e razional, per sentirsi un po' meno isolati, un po' meno 'orfani' in questo mondo misterioso e angoscioso" E. Marcucci (da Memorie)
"un fenomeno unico che affascina sempre quanti sentono il bisogno di entrare nella vita riflessa e razionale, per sentirsi un po’ meno isolati, un po' meno 'orfani' in questo mondo misterioso e angoscioso" E. Marcucci (da Memorie)
I collegamenti con le trame eversive e i rapporti con l'Alleanza Atlantica nel contesto della Guerra Fredda. Il ruolo di Gelli quale mandante della strage di Bologna del 1980. La prova regina: il "Documento Bologna". Il supporto operativo di Federico Umberto D'Amato, uomo cerniera con la NATO.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Commissione parlamentare e dai tribunali, il vincolo massonico avrebbe rafforzato il sodalizio fra le due personalità. Il generale piduista dei carabinieri Giovanni Battista Palumbo riferì che Gelli disse: «Io sono amico di Giulio».
La nonviolenza è attivissima. Per supplire all'efficacia dei mezzi violenti moltiplica i mezzi nonviolenti. La nonviolenza è una lotta continua contro le situazioni circostanti. Contro imperialismo, tirannia, sfruttamento, invasione, il metodo della nonviolenza è di non collaborare al male.
L'eccidio ci ricorda che il fascismo non è un capitolo chiuso. I suoi germi possono riaffiorare in ogni momento. È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, di minimizzare le atrocità commesse o semplicemente di far subentrare l'oblio.
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