We translate from the mailing list pace@peacelink.it three brief pieces of information about Ukraine. There, a senseless and cruel war is being fought that could be avoided by resorting to diplomacy and tools for expressing popular will.
The ones dying are young and inexperienced soldiers, sent to their deaths (with our weapons) in the prime of their lives, employed in suicidal operations to demonstrate that Ukraine does not give up. The valid core of the Ukrainian army has already withdrawn.
8 aprile 2023 - Alessandro Marescotti
The Pentagon’s long hand behind events in Ukraine?
Today, an impressive march for peace, starting in Times Square and ending with a packed rally at the nearby People’s Forum, called for ending NATO intervention in Ukraine as the key to stopping hostilities there. The slogan for the event says it all:
NATO EXPANSION – NO! || PEACE IN UKRAINE – YES!
Preoccupante è il silenzio e l'inazione della comunità internazionale e delle principali istituzioni globali. Le organizzazioni che un tempo simboleggiavano la sicurezza e la giustizia collettiva appaiono ora sempre più marginalizzate e inefficaci.
Le dichiarazioni di Trump mostrano un salto di qualità preoccupante. La guerra tende a diventare una opzione ordinaria. In questo quadro si inserisce anche la figura del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, interprete di una visione fanatica del cristianesimo che richiama le crociate medioevali.
La petroliera Rich Starry, 188 metri di lunghezza, partita dal Golfo Persico e diretta verso la Cina, ha attraversato lo Stretto di Hormuz sfidando di fatto un blocco navale statunitense. Quando la realtà smentisce l'esibizione della forza militare. Una riflessione per il mondo pacifista.
E ora? Adesso non dobbiamo demordere. Occorre spostare l'iniziativa sul piano europeo. Infatti è stata lanciata un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per la sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele.
Il progetto avrà un impatto pesantissimo sul fiume Xingu, sulla pesca artigianale, sull’agricoltura di sussistenza, e, più in generale, sulle popolazioni che vivono sul corso d’acqua. La battaglia delle donne indios non intende fermarsi.
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