Una moratoria per il centro oli in Abruzzo
Tutto fermo fino a fine anno per il centro oli sulla costa teatina. Dopo un acceso Consiglio Regionale circondato dalle proteste degli agricoltori e degli abitanti della zona, la Regione ha approvato un disegno di legge in virtù del quale fino al 31 dicembre 2008 non si potranno costruire industrie insalubri, al fine di garantire la conservazione dello stato dei luoghi nel tratto di costa tra Francavilla e San Salvo.
Un sub-emendamento sottolinea inoltre che, a tutela dell'immagine, della qualità e della salubrità delle produzioni vitivinicole, olivicole e frutticole di pregio, la Regione controllerà le variazioni delle caratteristiche biochimiche di aria, acqua e suolo. Provvedimenti che evidenziano le preoccupazioni di una regione che nell'ultimo anno ha scoperchiato il vaso di pandora dei problemi ambientali e che ora guarda con apprensione al futuro.
Tuttavia non c'è piena soddisfazione nel fronte del no, che reclama posizioni più decise e un blocco definitivo. Neppure le voci secondo le quali in caso di cancellazione del progetto l'Eni chiederebbe un risarcimento di 7 milioni di euro frenano la verve polemica di chi questa centrale non la vuole e basta. Di certo c'è che la decisione del Consiglio regionale va verso il superamento della fase del petrolio, così come già dichiarato dai consiglieri in una precedente seduta.
Il Consiglio è infatti compatto nella propria contrarietà al centro e il disegno di legge è stato votato da entrambi gli schieramenti. Ad essere ancora favorevole è soltanto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco il quale però, per ora, non può che incassare il colpo.
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