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22 agosto 2011 - Thierry Meyssan (Reseau Voltaire)

Libia, carta geografica

Contrariamente a quanto molti ritengono, non sono i ribelli che si battono contro l'esercito libico e i suoi riservisti, ma è la NATO. Lo schema è oramai ben rodato: gli elicotteri Apache attaccano una località bersagliando tutto quello che si muove. La popolazione fugge e l'esercito si ritira. I "ribelli" entrano allora nel villaggio. Issano la bandiera monarchica davanti alle cineprese della CNN e consorti. Si fanno fotografare facendo la V di vittoria, poi saccheggiano le case abbandonate. Quando la NATO si ritira, l'esercito libico ritorna e i "ribelli" fuggono, lasciando dietro di sé una città devastata. Ogni giorno il CNT proclama di avere conquistato una località che perde il giorno dopo. Nel momento in cui scrivo queste righe, l'esercito libico ha ripreso il controllo di Zwaya e della sua raffineria, di Brega e della sua raffineria, e soprattutto di quasi tutta la città di Misurata. La sola località importante in mano ai “ribelli" è Benghazi. Quindi, ci sono stati se non di passaggio, con la loro coorte di giornalisti al seguito. Con l'aiuto della NATO, i ribelli possono penetrare ovunque, ma senza l'aiuto della popolazione non riescono a fermarsi da nessuna parte.

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