26 Novembre, Giornata internazionale qualsiasi

Se nelle scuole e nelle famiglie si trasmettono quegli insegnamenti, non avremo più bisogno di Giornate dedicate alle donne o a qualsiasi minoranza sopraffatta perché debole.
26 novembre 2013
Arianna Tascone

Arianna Tascone alla commemorazione di Libero Grassi - Agosto 2012

Un elenco. Un lungo, interminabile elenco di nomi.

Ma quello non è un elenco come tutti gli altri, perché è un elenco di morte. E quei nomi, sono tutti nomi di donna.

Andando a leggere la vita che c’era dietro quel nome trovi la donna delle pulizie, la cassiera, la dottoressa, la prostituta. Trovi bambine, ragazze, anziane. La violenza di genere è una livella infallibile, non fa distinzioni di condizione sociale o età, l’unica certezza è che la vittima sarà una donna.

La violenza sulle donne è un argomento talmente complesso e ampio che una qualsiasi analisi risulterebbe inadeguata. Eppure occorre, seppur con dolore, immergersi in quelle storie e capire come possa un uomo arrivare ad uccidere una donna in quanto tale.

La mia personale e inadeguata analisi del fenomeno si basa su un approccio di tipo darwiniano. Una primordiale sensazione di superiorità maschile, giustificata dalla innegabile maggiore forza fisica, può portare ad un pericoloso rapporto fra predatore e preda. Un istinto quasi animale quello che fa credere di poter disporre della vita di una donna solo perché, grazie alla maggiore fisicità, se ne può disporre della morte. L’istinto predatorio diviene istinto omicida quando la preda si allontana, cioè quando una donna rifiuta tale sottomissione.

Negli ultimi mesi si è parlato molto della violenza contro le donne e la parola più (ab)usata è: emergenza. Eppure leggendo le statistiche non c’è un effettivo aumento dei casi di violenza, tanto che molti parlano più giustamente di emersione del fenomeno. Fino a qualche decennio fa il concetto di violenza domestica era molto diverso da quello attuale e la disuguaglianza tra uomo e donna decisamente più marcata. Uno stesso caso che oggi definiremmo di femminicidio, sarebbe stato giudicato come delitto d’onore. Si è avuta dunque un’importante e veloce evoluzione della società in tal senso a cui però non è corrisposta sempre un’evoluzione nella coscienza dei cittadini. In taluni, evidentemente, è rimasto quell’istinto animale di prevalere e pretendere perché più forti. Ogni manifestazione di detta forza è un nome che si aggiunge a quella lista di morte. Pur essendoci le leggi, le sanzioni, il giudizio dell’opinione pubblica, l’istinto prevale.
Ma allora come combattere un nemico così insidioso e nascosto? Con l’educazione, partendo dalle scuole ed insegnando ai bambini a non sentire mai la loro forza o intelligenza come una superiorità da imporre sugli altri.

Oggi è 26 novembre, non è nessuna “Giornata internazionale contro/per…”. Oggi  è solo un giorno qualsiasi, ma se nelle scuole e nelle famiglie si trasmettono quegli insegnamenti, non avremo più bisogno di Giornate dedicate alle donne o a qualsiasi minoranza sopraffatta perché debole.

Articoli correlati

  • Nella mia tribù muore una persona ogni settimana a causa dei combustibili fossili
    Ecologia
    Gli Stati Uniti e le "comunità da sacrificare".

    Nella mia tribù muore una persona ogni settimana a causa dei combustibili fossili

    I nostri pozzi sono così inquinati che ora la nostra tribù deve comprare l'acqua. I popoli nativi convivono con minacce vecchie e nuove del petrolio e del gas che contaminano il suolo, i fiumi, le falde acquifere e l'aria. Ciò accresce la crisi climatica e impatta sulla salute.
    7 gennaio 2021 - Casey Camp-Horinek
  • Liuba, le altre e i figli da buttare via
    Sociale
    Donne che non hanno paura

    Liuba, le altre e i figli da buttare via

    A volte la discriminazione è più sottile, e non è meno grave. Ma ascoltare quello che Liuba è costretta a subire, con altre donne dipendenti della multinazionale dell'abbigliamento Yoox, fa accaponare la pelle
    10 dicembre 2020 - Lidia Giannotti
  • Honduras: donne in pericolo
    Latina
    6.137 donne uccise negli ultimi 15 anni

    Honduras: donne in pericolo

    Tra gennaio e agosto 2020, l'Osservatorio sulla violenza ha registrato 218 tra morti violente e femminicidi, 138 dei quali durante i mesi di quarantena.
    28 ottobre 2020 - Giorgio Trucchi
  • Pandemia e violenza contro le donne
    Latina
    Honduras

    Pandemia e violenza contro le donne

    Per donne, bambini e bambine lo “state a casa” implica una maggiore vulnerabilità
    8 aprile 2020 - Giorgio Trucchi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.38 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)