Iniziativa di Cova Contro

A Potenza diossine e furani contaminano uova e latte

Gli inquinanti presenti negli alimenti prelevati a Bucaletto (contrada di Potenza) sono simili a quelli rinvenuti durante il monitoraggio dell'impianto siderurgico Sider di Potenza
6 agosto 2016
Giorgio Santoriello

In contrada Bucaletto, nell’ambito della raccolta fondi “Analizziamo la Basilicata” promossa dall’associazione di volontariato Cova Contro, abbiamo raccolto la richiesta di un gruppo di cittadini che hanno donato fondi e tempo per capire lo stato di salute del luogo. Ci siamo incentrati sulla ricerca dei microinquinanti organici, altamente tossici e persistenti nonché trascinabili nella catena alimentare, ricercandoli in suolo, latte caprino e uova. Negli alimenti abbiamo ricercato anche alcuni metalli e nel suolo gli idrocarburi policiclici aromatici. I prelievi risalgono ad aprile e dal link "Fonte" sopra riportato è possibile visionare i certificati d'analisi: tutti i campioni provengono dalla medesima contrada, Bucaletto.

Per la matrice uova, il laboratorio ha rinvenuto: 95 pg/g(picogrammi/grammi) di diossine-furani per un valore di tossicità equivalente di 4,24 a fronte del limite UE di 3. Per il latte di capra rilevati 158 pg/g per una tossicità equivalente di 6,95 a fronte di un limite di legge europeo di 3, previa considerazione che il limite di 3 pg è stato emendato da una raccomandazione di tenerlo sotto i 2 pg per entrambi gli alimenti. Nei suoli campionati a ridosso della matrice uova il livello di diossine-furani si attesta a 3,92 a fronte di un limite per le aree residenziali di 10 (in altre nazioni questo limite rappresenta già una pesante contaminazione). Oltre ai microinquinanti organici, degni di nota sono i tenori dei metalli pesanti: nelle uova di Bucaletto il piombo era oltre 0,011 mg/kg, (limite di legge 0,02), il mercurio e l’arsenico, non normati, a 0,002 e a 0, 019. Il medesimo trittico di metalli pesanti lo rinveniamo in analoghe concentrazioni anche nel latte di capra. Nei suoli invece rilevate tracce di: pirene, benzoperilene e naftalene oltre ad altri idrocarburi policiclici aromatici non normati.

Esaminando i generi di diossine – furani rinvenuti in eccesso, si denota un’impronta chimica analoga tra ciò che è stato rinvenuto nei suoli ed i contaminanti rinvenuti oltre soglia negli alimenti. Non sono stati analizzati i mangimi degli animali, allevati comunque a terra e non destinati al commercio ma all’autoconsumo. Il gruppo maggiormente presente di inquinanti organici tra alimenti ed i suoli sono: penta,esa,epta,octa clorodibenzodiossine e tetra,penta,esa clorodibenzofurani. Parliamo degli inquinanti tra i più tossici e persistenti in natura, nonché bio-accumulabili, cancerogeni e la cui tossicità, soprattutto se aggiunta ad altri contaminanti, non è ancora completamente nota. I microinquinanti organici possono trascinare i loro danni genetici anche alle generazioni successive, modificandone il DNA e causare anomalie genetiche ereditabili. Invece il mercurio presente nelle uova supererebbe anche i limiti raccomandanti per l’assimilazione settimanale di mercurio e suoi composti come stabilito dall’autorità europea.

I valori di diossine e furani da noi ottenuti superano di gran lunga i tenori di inquinanti rilevati nel 2015 da Arpab nei campioni di latte e uova nell’area di Fenice, tenuto presente che nelle nostre analisi non sono stati ricercati i PCB. Diversi anche i punti di analogia tra le nostre analisi e quelle svolte dall’Arpa Puglia nell’ambito del monitoraggio della Sider Potenza sempre tra il 2013 ed il 2015, che attestavano pesanti deposizioni atmosferiche dei medesimi inquinanti, a Rione Betlemme oltre che a Bucaletto, con picchi di 44,33 pg di diossine/furani mentre l’Arpab nel 2003 riportava per l’area di Fenice valori di circa 1,6-2,1 pg.

L’associazione Cova Contro ha già inviato alla magistratura tutta la documentazione e nei prossimi giorni avanzarà alla Regione Basilicata un’apposita proposta di monitoraggio, anche tossicologico, della popolazione residente e non, in un raggio di 5 km dallo stabilimento Sider, nonché la caratterizzazione di tutte le matrici ambientali, tenuto presente che nell’area sono presenti la sede Arpab, l’ASP, caserme di Carabinieri e Vigili del Fuoco, tutti potenzialmente esposti a tali contaminanti. Fondamentale sarà monitorare la catena alimentare e le persone, per questo motivo proporremo a Regione ed Arpab l’acquisto di attrezzatura all’avanguardia anche per monitorare le emissioni fuggitive o non convogliate emesse eventualmente dalle sorgenti contaminanti ipotizzate.

Mentre la Regione Basilicata ancora non ha fattivamente avviato il protocollo con l’ISS per la ricerca delle diossine nella provincia di Potenza (dgr 813 del 16 giugno 2015), un’associazione di cittadini grazie alla beneficenza dei lucani ha già individuato valori e criticità che gli enti preposti invece non hanno ancora ravvisato. L’impronta chimica parzialmente ravvisabile da questo corredo di analisi è molto eterogenea, di difficile interpretazione, infatti le sorgenti potrebbero o essere molteplici ( industriali ) o riconducibile ad un’unica sorgente che brucia con poco ossigeno materiali diversi assumendo un’impronta ibrida, che accomuna gli inquinanti tipici di un termovalorizzatore con quelli di un impianto siderurgico.

Associazione Cova Contro: Giorgio Santoriello, Andrea Spartaco,Giusy Puppo

Isde Basilicata – Gian Paolo Farina

Potenza Attiva

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