azione diretta

Giornata nazionale di digiuno per la Pace

30 agosto 2024
Centro Pace in Via Vicenza, 5, Rovereto (TN)OSMGoogleApple

Il digiuno per il “Cessate il fuoco” continua. Da febbraio vari gruppi in tutta Italia si stanno impegnando in un digiuno con due giornate nazionali a fine mese per richiamare l’attenzione e avere coinvolgimento di reti di persone. I venti di guerra spirano sempre più forti e per opporsi, queste persone hanno messo in gioco il proprio corpo come forma collettiva di protesta, come comunanza con chi soffre e, per i credenti, come forma di preghiera che accomuna molte religioni. Alla giornata aderiscono vari gruppi di città tra cui Alessandria, Torino, Padova, Foggia, Pisa, Rovigo. Non possiamo arrenderci all'orrore in scena a Gaza e anche in Cisgiordania oggi, e da decenni. Come possiamo accettare, senza ribellarci, al costo umano dell'operazione militare, sferrata dall'esercito israeliano. Sono ormai oltre 40 mila le vittime di cui la gran parte donne e bambini inermi e per chi resiste le condizioni di vita sono infernali. Nell'opinione pubblica non sembra esserci empatia e coinvolgimento oppure, prevale rassegnazione e impotenza. Il digiuno è una debole cosa ma ci impegna personalmente e collettivamente a resistere e lottare per tutto questo, con sempre più determinazione e coraggio per chiedere all’Italia maggior impegno per un “Cessate il fuoco”. Con la giornata di digiuno si rilanciano anche le richieste della campagna “Obiezione alla guerra” a sostegno dell'obiezione di coscienza in Russia, Bielorussia, Ucraina, Israele e Palestina In particolare si rilancia la richiesta all’UE di dare protezione a Olga Karatch e agli obiettori di coscienza bielorussi minacciati di estradizione con rischio di pena di morte Riteniamo che sia ormai urgentissima la richiesta di protezione per Olga Karatch e dell’asilo politico per tutti gli obiettori di coscienza, le cui richieste di accoglienza non trovano ancora risposta in Lituania e nei paesi dell’Unione. Chiediamo al nuovo Parlamento Europeo, a tutti i parlamentari eletti, e in particolare ai rappresentanti della delegazione italiana, di prendere immediate iniziative per rendere effettivo il riconoscimento come rifugiati politici e il conseguente diritto di asilo e protezione nei paesi UE per tutti gli obiettori di coscienza che rifiutano la mobilitazione militare e fuggono dai paesi coinvolti nel conflitto bellico. Ulteriori informazioni sul sito azionenonviolenta.it

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