presidio

1209° ora in silenzio per la pace

30 luglio 2025
ore 14:06 (Durata: 1 ore)

Indignazione e disprezzo

Non è vero che Gaza muore “nell’indifferenza generale”

· Cortei

· Dibattiti

· Ore in silenzio

· Battitura rumorosa di pentole

· Simulazione di morte con lenzuoli bianchi

· Esposizione di bandiere palestinesi da palchi prestigiosi, da cime di montagne, da finestre“qualunque”.

Non c’è nessuna indifferenza

Chiunque abbia ancora un po’ di umanità sente sulla propria pelle le lacrime di chi abbraccia per l’ultimavolta una persona cara ( se è rimasto qualcosa da abbracciare)

Cerca di immaginare nel proprio stomaco la fame di quei bambini

Comprende la pena di chi non trova un bagno per i bisogni, non può fare una doccia

Immagina la paura di chi non può mettersi in coda per un sacco di farina, non può nemmeno bagnarsi in mare perché rischia di essere preso di mira dalle armi dell’esercito occupante israeliano

Chiunque provi un dolore fisico, grande o piccolo, pensa che a Gaza non ci sono anestetici

Chi assume un farmaco, o vede un medico, pensa a chi è costretto a considerare queste cose, per noi “quasi normali”, un sogno irraggiungibile.

No. Gaza non muore nell’indifferenza generale.

Muore nel cinismo del cosiddetto “Occidente”.

Muore nei profitti dei trafficanti di armi. Anche l’Italiana Leonardo

Muore nella complicità dei nostri governi -tutti- che esitano nel prendere posizioni internazionali di isolamento totale e senza giri di parole del governo assassino di Nethanyahu, del suo padrino Trump e soci.

Muore nella complicità di giornalisti di giornali e televisioni che, mentre i colleghi a Gaza vengono ammazzati (fino a oggi oltre 230), continuano a non dare una corretta informazione su quello che succede, sempre pronti a dare la notizia che un soldato israeliano è stato “ammazzato” mentre decine di Palestinesi “muoiono” sotto i bombardamenti o in fila per un sacco di farina.

A Gaza è in corso un genocidio.

L’autore è il governo israeliano.

I complici sono tutti i governi e le organizzazioni internazionali che lo consentono anche per poter partecipare ai grandi affari che verranno dopo che la guerra sarà finita.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1179090260929731&set=gm.786270797185117

Per maggiori informazioni:
ora in silenzio contro la guerra
Aggiungi a calendario: Google - Outlook - Apple - Altri

Prossimi eventi - Aggiungi

Mappa

Eventi dei prossimi giorni

Ricerca eventi

Ricorrenze del giorno

  • Anno 1920: Germania: lo sciopero generale vince il golpe militare.

Dal sito

  • Economia
    Un'analisi economica su petrolio, profitti e famiglie

    Chi paga davvero la guerra?

    L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
    16 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    Colpita Ali Al Salem, la base kuwaitiana dove Italia e USA condividono i rischi della guerra

    Attacco iraniano ai militari italiani in Kuwait

    La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    L'importanza dell'isola iraniana di Kharg per l'esportazione di petrolio

    Iran, dal colpo di stato della CIA del 1953 alla guerra di Trump del 2026

    Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Cultura
    Compie dieci anni

    Storytellers for Peace: voci dal mondo per raccontare la pace

    La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Editoriale
    Nel 2003 i pacifisti avevano ragione e ce l'hanno anche oggi

    La guerra di Trump in Iran sarà un disastro come quella di Bush in Iraq?

    Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)