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Fiera delle Utopie Concrete 2005 "Ponti per un futuro amico"

13 ottobre 2005

Comunicato stampa
Comune di Città di Castello - Regione dell’Umbria - Provincia di Perugia - Camera di Commercio di Perugia - Comunità Montana Altotevere Umbro
FIERA DELLE UTOPIE CONCRETE
Città di Castello (Pg) – 13/16 ottobre 2005

Il “Progetto Verde” alla Fiera delle Utopie Concrete 2005

Con il “Progetto Verde” dell’artista berlinese Michael Müller la Fiera delle Utopie Concrete 2005, “Ponti per un Futuro Amico” (Città di Castello, 13 – 16 ottobre) presenterà in mostra un’opera artistica che sta creando un ponte tra il Nord e il Sud, tra il pensiero scientifico occidentale e la cosmologia tradizionale dei popoli indigeni del bacino amazzonico, tra la salvaguardia del clima in Europa e quella delle foreste pluviali in Sud America, Africa e Asia. Tutto parte da una curiosità linguistica che stimola profondamente la sensibilità artistica di Michael Müller. Nel “mondo verde” degli indiani dell’Amazzonia non esiste una sola parola per questo colore, ma un’infinità di idiomi che si riferiscono ad oggetti ed esperienze della loro vita. “APANIRADIHADI” si riferisce ad una foglia che brilla nel sole dopo la pioggia, “CCASONAPODE” si riferisce agli alberi che non ci sono più. La poesia di queste parole, la sequenza apparentemente astratta di suoni che riflettono una percezione della natura radicata in un pensiero mitologico, affascina il pittore. Con una borsa di studio dell’ambasciata brasiliana a Berlino Müller va nel 1993 per la prima volta in Acre, stato nel nord-ovest del Brasile alla frontiera con il Peru e la Bolivia, quasi completamente coperto da foreste pluviali. Seguono altri viaggi e Müller ritorna non solo con nuovi quadri, ma anche con un’idea: vendere i quadri per finanziare con i ricavi un progetto socio-sanitario in Acre. A Francoforte l’artista incontra l’Alleanza per il Clima, una rete di 1300 città europee che ha come partner la COICA, il coordinamento dei popoli indigeni delle foreste pluviali amazzoniche. L’obiettivo di questa rete, oltre alla protezione del clima a livello locale, è la protezione delle foreste pluviali. Nasce il “Progetto Verde”: l’artista produce cento tele, ognuna di 1 x 1 metro, che insieme costituiscono un unico immenso quadro. Ogni quadro si riferisce ad un concetto del verde nelle lingue dei Kaxìnuaà, Kulina, Denì e Zuruahà, che vivono nello stato dell’Acre. Nasce una collaborazione per vendere i 100 quadri e devolvere i ricavi a favore di un progetto di formazione per le levatrici delle comunità dei Tarauacà, Tramaturgo, Jordao e Santa Rosa in Acre. Le conoscenze per esercitare la loro professione le hanno acquisite dalle nonne, dalle mamme o da altre levatrici, sono le custodi delle conoscenze tradizionali di guarigione, delle piante medicinali e dei loro usi. Ma mancano loro le conoscenze anatomiche, quelle sull’igiene del parto, come rivendicare i propri diritti e quelli delle donne incinte verso il sistema sanitario. Dell’organizzazione dei corsi di formazione, che sono partiti nel 2003 e cercano di collegare il sapere tradizionale con la medicina occidentale, si fa carico Medico International e.V., Premio Nobel per la Pace nel 1997. L’esposizione “Progetto Verde” porterà tra le opere di Michael Müller anche uno di questi quadri, che in occasione della Fiera delle Utopie Concrete sarà donato al Comune di Città di Castello, sede del coordinamento dell’Alleanza per il Clima Italia dal 1992 a tutt’oggi. Saranno in esposizione inoltre altri lavori dell’artista e pannelli, testi e video che presentano il lavoro in Acre.

La Fiera delle Utopie Concrete nata a Città di Castello nel 1987 su impulso di Alexander Langer, presenta ogni anno esperienze e soluzioni di conversione ecologica dell’economia e della società. La Fiera ha ad oggi presentato tre cicli: il primo “Elementi classici” con i temi Acqua (1988), Terra (1989), Fuoco (1990) e Aria (1991); il secondo “Ricerche di fine secolo” con le edizioni Ricchezze e povertà (1993) e Lavoro e conversione ecologica (1995); il terzo sui cinque sensi “Quali sensi per la conversione ecologica e la convivenza” con gli appuntamenti L’Udito e l’ascolto (1997), Il Gusto (1998), Olfatto e memoria (1999), Tatto e contatto. Rischio e fiducia (2000) e Occhio vista e visione (2001). L’edizione 2002 ha avuto come tema “Dopo Johannesburg; strategie per lo sviluppo locale sostenibile e un mondo migliore”, mentre l’edizione 2004 è stata dedicata al tema della mobilità sostenibile “La mobilità cambia movimento: vivibilità e sostenibilità nei centri urbani”.
La Fiera delle Utopie Concrete di quest’anno vuole ricordare Alexander Langer con due delle sue immagini centrali, quella dei “costruttori dei ponti” e quella di un “futuro amico”. Che lui abbia parlato dei “costruttori dei ponti” è immediatamente plausibile per una persona che per tutta la sua vita si è impegnata per la convivenza tra gruppi etnici, religiosi e sociali. L’immagine di un futuro amico sembra oggi di particolare attualità di fronte a un movimento sociale ed ambientale che sta vivendo una crisi profonda anche perché congiura da tre, quattro decenni un futuro nemico. “Ponti per un Futuro Amico” sarà dunque il tema dell’edizione 2005 della Fiera, che si svolgerà a Città di Castello dal 13 al 16 ottobre prossimo.

Per maggiori informazioni:
Karl-Ludwig Schibel
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