incontro

Incontro con la poetessa siriana MARAM AL MASRI

11 maggio 2009
ore 16:30 (Durata: 3 ore)

Dopo il grande successo dello spettacolo Storie sotto occupazione del teatro Alkasaba al teatro Triano,

l’Osservatorio Palestina presenta:

Incontro con la poetessa siriana Maram al Masri

lunedì 11 maggio, ore 16.30
ristorante arabo “Amir”
via Santa Chiara 25/b, Napoli

Sarà presentato il suo libro Ti minaccio con una colomba bianca, cura e traduzione di Bianca Carlino (Genova, Liberodiscrivere® edizioni, 2008) che potete trovare presso la libreria Librido (tel. , via San Sebastiano, 39 - Napoli.

Maram al-Masri, nata a Latakia (Siria), vive a Parigi dal 1982. Poetessa e scrittrice, attualmente una delle voci più significative del panorama letterario arabo, autrice di cinque raccolte di poesie:

• Ti minaccio con una colomba bianca (Damasco, ed. Ministero dell’Educazione, 1984)
• Ciliegia rossa su piastrelle bianche (Tunisi, ed. L’or du temps, 1997)
• Ti guardo (Beirut, ed. La società della Stampa per la Distribuzione e la Pubblicazione, 2000)
• Il ritorno di Wallada (Granada, ed. Universidad de Granada, 2007)
• Anime scalze (ed. Le Temps des cerises, 2009)

Il suo stile poetico non si inquadra in una corrente letteraria, occidentale o araba, ma sembra che abbia fatto scuola tra molte giovani poetesse arabe. Si può riconoscere che si tratta di una poesia d’amore di tipo intimistico, libera nel verso e nella metrica, la cui originalità consiste nella resa, in poche battute, di immagini poetiche pregnanti e d’effetto, e nella frequente ricerca del finale “a sorpresa”, ironico o straniante.
Le definizioni attribuitale di poetessa della naïveté e di poesia di myricae si spiegano in riferimento al linguaggio usato che risulta, ad una prima lettura, ingenuo, scarno ed infantile, ma in realtà frutto proprio di questa attenta ricerca dell’immagine poetica essenziale, racchiusa in pochi versi fulminei. Gesti e oggetti quotidiani vengono isolati per essere semantizzati, umanizzati e caricati di forti significati: dal cappotto al bottone, la finestra, la bambola, le caramelle e le bolle di sapone.
Si ricavano anche altri temi, oltre l’amore, che hanno sempre un sapore autobiografico, come: la solitudine dell’immigrato, la nostalgia della propria terra e la libertà della donna. Cambiando le tematiche, cambia anche il linguaggio.
Per via del contenuto amoroso e della brevità di alcune poesie, scritte come se fossero frammenti, si ha l’impressione che esse richiamassero lo stile di Saffo.
I suoi versi sono stati tradotti in 12 lingue. In Spagna Ti guardo è rimasto per un mese tra i primi dieci libri di poesia più venduti. Ha scritto anche dei racconti pubblicati in riviste letterarie arabe ed europee e alcune sue poesie sono state inserite in recenti antologie di poeti arabi contemporanei.
Numerosi sono stati i riconoscimenti in diversi paesi, tra cui l’importante Premio Adonis, nel 1998, all’Istituto del Mondo Arabo di Parigi.

Bianca Carlino (1984, Palermo) ha studiato Lingue e Culture Moderne, approfondendo la lingua araba nelle università di Tunisi, Tripoli e Il Cairo. Si è laureata con una tesi su Maram al-Masri focalizzando i problemi della traduzione dall’arabo all’italiano. Segue le vicende del mondo arabo attuale e si interessa delle civiltà arabe in genere, con uno sguardo particolare alla letteratura femminile. Alcune sue traduzioni della al-Masri sono state inserite nell’antologia di poetesse arabe contemporanee a cura di Valentina Colombo Non ho peccato abbastanza (Mondadori, 2007). Attualmente studia, vive e lavora al Cairo.
Ha pubblicato, inoltre, la traduzione dell’intera raccolta Ti minaccio con una colomba bianca (Liberodiscrivere® edizioni). Pubblicherà a breve: la traduzione in italiano della recente opera di Maram al-Masri Il ritorno di Wallada e, in collaborazione con Joseph Ferraye Sparagano, la traduzione in arabo del poemetto Camico della poetessa siciliana Tommasina Squadrito (ed. Quaderni di Luvi).

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Dio fece la Terra in sei giorni,
e nel settimo giorno
si riposò,
poi quando prese a fare te
ebbe bisogno di migliaia di anni
e di milioni di uomini e di donne.

Dio fece la Terra in sei giorni,
e non so cosa fece
il settimo giorno,
ma quando prese a fare me
ebbe tremendamente bisogno...
di un uomo come te.

(Da Ti minaccio con una colomba bianca, Liberodiscrivere® edizioni, Genova, 2

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