manifestazione

Non siate indifferenti: Manifestazione a sostegno dei magistrati del pool trattativa

18 novembre 2013
ore 17:00 (Durata: 2 ore)

**CONCENTRAMENTO A PIAZZA MASSIMO**
IN CORTEO VERSO IL COMUNE DI PALERMO!

Rompiamo il silenzio sulle minacce a Nino Di Matteo, ai suoi colleghi del processo “trattativa” e a Fabio Repici’
14 novembre 2013. “Si muore quando si è lasciati soli”. (Giovanni Falcone)
In passato le storie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ci hanno insegnato che chi sceglie di affrontare le collusioni tra criminalità organizzata e potere si ritrova isolato e delegittimato anche da pezzi delle stesse Istituzioni. Oggi la storia si ripete.
Il capo di Cosa Nostra Salvatore Riina, detenuto a regime carcerario 41-bis, pochi giorni fa ha minacciato il PM Nino Di Matteo e tutti i magistrati che si occupano dell’inchiesta sulla trattativa avvenuta tra pezzi dello Stato e di Cosa Nostra nel biennio ’92-’93. "Di Matteo deve morire. E con lui tutti i pm della trattativa, mi stanno facendo impazzire – ha urlato Totò Riina ad un altro detenuto –. Quelli lì devono morire, fosse l'ultima cosa che faccio".
Il 17 ottobre Rosario Pio Cattafi, imputato a Messina per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso con l’aggravante di aver promosso e diretto l’organizzazione mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, ha pesantemente minacciato l'avvocato Fabio Repici. "Avrei dovuto prendere a schiaffi l'avvocato Fabio Repici, mi pento di non averlo fatto – ha affermato Cattafi –. Auguro con tutto il cuore all'avvocato Repici di subire tutto quello che ha fatto subire ad altri". Cattafi è attualmente detenuto a regime carcerario 41-bis ed è pregiudicato per i reati di lesioni, porto e detenzione abusivi di arma, cessione di sostanze stupefacenti e calunnia.
Fatta eccezione per un comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Magistrati e per un appello lanciato da Salvatore Borsellino in difesa, rispettivamente, di Nino Di Matteo e Fabio Repici, nessun vertice Istituzionale ha fatto sentire la propria voce ed ha agito in difesa dei destinatari di così gravi minacce. Nel caso del PM siciliano solo il Comitato per l’ordine e la sicurezza di Palermo si è riunito con urgenza lunedì 12 novembre, mentre per l’avvocato Repici nessuna analoga iniziativa è stata intrapresa a Messina.
Il Movimento Agende Rosse vuole rompere questo assordante silenzio istituzionale chiamando a raccolta tutti i cittadini e le associazioni che hanno capito la gravità della situazione e che vogliono dimostrare pubblicamente la loro vicinanza ai destinatari di tali pesanti minacce.
"Non ho paura delle azioni dei malvagi ma del silenzio degli onesti", ha detto Martin Luter King.
Tra lunedì 18 e giovedì 21 novembre alle ore 18.00 saremo presenti in tanti città italiane (tra cui Palermo, Torino, Roma e Napoli) per chiedere alle Istituzioni locali di scegliere da che parte stare e di farlo pubblicamente, affiggendo uno striscione sulla propria sede e firmando un documento di solidarietà verso Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia, Vittorio Teresi, Roberto Scarpinato e Fabio Repici, chiedendo alle istituzioni nazionali che si adoperino per concretizzare nei fatti questo sostegno.

Salvatore Borsellino e il Movimento delle Agende Rosse

La manifestazione qui a Palermo è organizzata in collaborazione con:

Muovi Palermo
Azione Civile
Antimafiaduemila
Cittadinanza per la Magistratura
ContrariaMente
AddioPizzo
Associazione Nazionale Amici di Attilio Manca
Comitato 23 Maggio
Tele Jato
Coordinamento Palermo Ciclabile- Fiab
Ruota Libera
Resistenza Antimafia,
Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia,
Centro Studi Paolo Giaccone
Ossermafia
Legalità e Libertà
Associazione Antimafia Rita Atria
Professionisti Liberi
Associazione Peppino Impastato
Democrazia e Movimento
Casa Memoria
Delegazione ragazzi di Cinisi
Libero Futuro
AATI Associazione Antimafia Termini Imerese
LiberJato
Associazione Antiracket Partinico
Associazione Culturale immaginARTE

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