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    Le spese militari dell'Impero Romano d'Occidente come fattore di crisi e di destabilizzazione. Percorsi di ricerca tratti dal libro "Schede per una storia della pace e dei diritti umani", Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
    16 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
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    Cosa è la Peace Economics

    La Peace Economics, o Economia della Pace, valuta l'impatto economico della guerra e degli armamenti, individuando le strategie per costruire società prospere e stabili. Ogni anno, istituti internazionali quantificano l'impatto finanziario dei conflitti armati e della militarizzazione.
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Campagna: no alla guerra

Campagna conclusa

Promossa da: Fabio Della Lunga (Associazione Tenda di Abramo)
Data di inizio: 14 febbraio 2003

SPAZIO DI RIFLESSIONE PER DIRE: NO ALLA GUERRA Ci sentiamo in dovere di prendere posizione contro la guerra per due motivi. Il primo è di carattere generale in quanto riteniamo tutte le guerre offensive dell'intelligenza dell'uomo, ingiuste e lesive della dignità umana, originate fra l'altro, al di là di ogni giustificazione, solamente da grossi interessi economici; la guerra è una questione talmente grave e trasversale che deve interpellare tutta la società civile al di là delle singole specificità. Il secondo è di carattere specifico in quanto le singole guerre hanno effetti visibili sul nostro operato perché generano ondate di disperati che puntualmente, dopo ogni conflitto, approdano in Italia e arrivano poi nella nostra struttura. Tocchiamo quindi con mano che le guerre producono tantissima sofferenza umana per cui è nostro dovere lavorare affinché esse siano evitate. In più queste due ultime guerre, quella in Afghanistan e quella annunciata in Iraq, portano con sé una grande discriminante che le rende ancora più dannose e pericolose. Esse sono infatti accompagnate da una profonda campagna culturale e mediatica che tende a creare divisioni religiose e razziali, facendo apparire come pericolosi terroristi tutti coloro che abbracciano la religione mussulmana e che provengono dal "mondo arabo". Tocchiamo con mano gli effetti nefasti di una simile situazione che entra nel cuore della gente e tende a creare un clima di sfiducia e di paura alimentando e addirittura "legalizzando" affermazioni e teoremi che solo un anno fa erano tacciati di razzismo e che oggi sono invece giustificati come tentativi di mantenere la pace sociale. Crediamo che come associazione abbiamo un compito grande nel lavorare affinché questa nuova mentalità che purtroppo si sta diffondendo venga bloccata e resa vana da una cultura della solidarietà e dell'incontro. Speriamo in una società in cui ognuno sappia guardare negli occhi dell'altro e, al di là di tutte le differenze, sappia scoprire e valorizzare l'umanità che lo pervade. Qui di seguito proponiamo degli articoli sul tema della guerra per invitare ad un momento di riflessione. Raccogliamo inoltre l'invito scaturito dalla "Veglia di preghiera multireligiosa per la pace" che si è tenuta a gennaio in Ancona nella parrocchia di Cristo Divin Lavoratore, nella quale si invitava ad attaccare al vetro del lunotto posteriore della propria automobile lo slogan " NO ALLA GUERRA". E' una maniera semplice ma efficace per gridare la nostra contrarietà a questo conflitto e alimentare discussioni e riflessioni su questo tema. Un piccolo contributo che va però nella direzione di creare una cultura di pace e di solidarietà nel cuore della gente. Il consiglio di amministrazione della Tenda di Abramo

Adesioni dal 14 febbraio 2003: 3 persone

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