Il bollettino pacifista
Il bollettino è di otto pagine, scritte in un linguaggio sobrio, diretto e basato sull'asciutta evidenza delle informazioni.
E' un file di testo che si presta a fare tante cose. Può essere accorciato, aggiornato, personalizzato, reimpaginato e arricchito con immagini. Chi lo distribuisce in forma modificata, aggiungendo nuove frasi e altre informazioni, deve prendersene ovviamente la resposabilità apponendo la dicitura: "riprodotto in proprio" e aggiungendo la sede dell'associazione che lo diffonde.

Il bollettino non è pensato per chi è già convinto delle ragioni della pace e dell'opposizione al riarmo. È pensato per portare una ventata di informazioni e per circolare. Può essere condiviso in rete su scala nazionale e stampato localmente, fotocopiato e portato in piazza o nei luoghi di incontro e dibattito.
Ecco alcune modalità concrete in cui può essere utile a livello nazionale.
Come strumento di pressione politica
I dati sui programmi d'arma italiani, tratti dai Servizi Studi di Camera e Senato, sono perfetti per interrogazioni parlamentari o richieste di trasparenza. Chiedete al proprio parlamentare di riferimento di esprimersi su un singolo punto — ad esempio sulla prosecuzione dell'accordo militare con Israele — è più efficace che una generica richiesta di "operare per la pace". Il bollettino fornisce le domande giuste con le fonti di riferimento.
Come strumento di controinformazione sui social

I numeri del confronto armi/fame sono fatti per diventare contenuto virale. Una infografica con i dati delle spese militari e degli affamati, opportunamente elaborata, può raggiungere le persone più sensibili a questi temi. Il bollettino fornisce già la struttura: basta adattarla ai formati digitali.
Come materiale formativo nelle scuole
Il formato sintetico del bollettino — con i tre articoli chiave della Carta ONU schematizzati in modo immediato — è adatto a un uso didattico. Le sezioni sul diritto internazionale e sul confronto spese militari/fame possono diventare la base per discussioni in classe, seminari universitari, cineforum di associazioni studentesche.
Come leva per costruire convergenze
Il paradosso iraniano: più si bombarda, più si consolida la teocrazia
https://lists.peacelink.it/disarmo/2026/03/msg00002.html
Il generale Maurizio Boni: "Le capacità militari dell'Iran sono state ampiamente sottovalutate"
https://lists.peacelink.it/disarmo/2026/03/msg00001.html
La guerra in Iran e lo Stretto di Hormuz: l'Europa dice no a Trump
https://lists.peacelink.it/pace/2026/03/msg00004.html
Guantanamo: venticinque anni di vergogna
https://lists.peacelink.it/dirittiglobali/2026/03/msg00000.html
Per contatti: coordinamento@noriarmo.it
Allegati
Bollettino pacifista
112 Kb - Formato docxBollettino pacifista - PDF
507 Kb - Formato pdf
Articoli correlati
Colpita Ali Al Salem, la base kuwaitiana dove Italia e USA condividono i rischi della guerraAttacco iraniano ai militari italiani in Kuwait
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Nel 2003 i pacifisti avevano ragione e ce l'hanno anche oggiLa guerra di Trump in Iran sarà un disastro come quella di Bush in Iraq?
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Trump Meloni Netanyahu: stesse guerre, stessi valori, nuove armi, fedele collaborazione
Trump e il Pentagono si vantano di esercitare il controllo totale sul dominio aereo dimenticando che gli attuali sistemi militari non funzionano più come piattaforme d'arma isolate, ma come reti complesse di sensori, sistemi di comunicazione e capacità di intercettazione11 marzo 2026 - Rossana De Simone
I dati del rapporto SIPRI 2026 sul commercio mondiale delle armiFinché c'è guerra c'è speranza
I dati pubblicati dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) per il quinquennio 2021–2025 ci dicono che l'Italia ha aumentato le proprie esportazioni di armamenti del 157% rispetto al periodo precedente. Gli USA hanno aumentato le esportazioni belliche verso l'Europa del 217%.9 marzo 2026 - Redazione PeaceLink


Sociale.network