Il bollettino pacifista
Il bollettino è di otto pagine, scritte in un linguaggio sobrio, diretto e basato sull'asciutta evidenza delle informazioni.
E' un file di testo che si presta a fare tante cose. Può essere accorciato, aggiornato, personalizzato, reimpaginato e arricchito con immagini. Chi lo distribuisce in forma modificata, aggiungendo nuove frasi e altre informazioni, deve prendersene ovviamente la resposabilità apponendo la dicitura: "riprodotto in proprio" e aggiungendo la sede dell'associazione che lo diffonde.

Il bollettino non è pensato per chi è già convinto delle ragioni della pace e dell'opposizione al riarmo. È pensato per portare una ventata di informazioni e per circolare. Può essere condiviso in rete su scala nazionale e stampato localmente, fotocopiato e portato in piazza o nei luoghi di incontro e dibattito.
Ecco alcune modalità concrete in cui può essere utile a livello nazionale.
Come strumento di pressione politica
I dati sui programmi d'arma italiani, tratti dai Servizi Studi di Camera e Senato, sono perfetti per interrogazioni parlamentari o richieste di trasparenza. Chiedete al proprio parlamentare di riferimento di esprimersi su un singolo punto — ad esempio sulla prosecuzione dell'accordo militare con Israele — è più efficace che una generica richiesta di "operare per la pace". Il bollettino fornisce le domande giuste con le fonti di riferimento.
Come strumento di controinformazione sui social
I numeri del confronto armi/fame sono fatti per diventare contenuto virale. Una infografica con i dati delle spese militari e degli affamati, opportunamente elaborata, può raggiungere le persone più sensibili a questi temi. Il bollettino fornisce già la struttura: basta adattarla ai formati digitali.
Come materiale formativo nelle scuole
Il formato sintetico del bollettino — con i tre articoli chiave della Carta ONU schematizzati in modo immediato — è adatto a un uso didattico. Le sezioni sul diritto internazionale e sul confronto spese militari/fame possono diventare la base per discussioni in classe, seminari universitari, cineforum di associazioni studentesche.
Come leva per costruire convergenze
Il terreno del diritto internazionale è uno dei pochi su cui è possibile costruire convergenze trasversali. Forze molto diverse tra loro hanno invocato il rispetto del diritto internazionale in altre circostanze: il bollettino le chiama a rispettare questo impegno in modo coerente, indipendentemente da chi sia l'aggressore. È una leva politica da usare senza esitazione.Allegati
Bollettino pacifista
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