
Contro il riarmo e Trump
Autore: PeaceLink
Fonte: No Kings
La sigla che lo contraddistingue è
No Kings. E' un movimento globale. Ed è una ventata di mobilitazioni che porterà nelle piazze di tante città, in tutto il mondo, la protesta contro Trump, la guerra, la repressione e l'autoritarismo. A Roma, a Londra, Madrid, Amsterdam, Parigi, Francoforte. E tanti sono gli appuntamenti nelle piazze delle città statunitensi. La
mappa globale digitale - dettagliata e completa - di questa mobilitazione è su
wwwnokings.org
Una rete globale di mobilitazione
Sabato 28 marzo centinaia di eventi simultanei a livello internazionale. Il movimento nato negli Stati Uniti contro Trump è diventato una rete globale. In Italia, il corteo da piazza della Repubblica a San Giovanni. A Londra, un rave a Trafalgar Square.
Questa è una data segnata sul calendario di chi si oppone all'autoritarismo in tutto il mondo. Il movimento No Kings — nato negli Stati Uniti come risposta all'amministrazione Trump — ha convocato per questo giorno la sua terza grande mobilitazione globale, con centinaia di eventi simultanei. Non una singola manifestazione, ma una rete in movimento: città diverse, forme diverse, un unico filo.
Chiunque voglia orientarsi in questa geografia della protesta può farlo - come già accennato - attraverso la mappa interattiva disponibile sul sito nokings.org: un sito aggiornato in tempo reale che censisce gli eventi in corso, permette di cercarne uno vicino a sé e seguire la giornata in diretta streaming. La mappa è aperta, pubblica e accessibile a tutti.
Un movimento nato in America, diventato mondiale
Il movimento No Kings nasce negli Stati Uniti nella primavera del 2025, come risposta civile e di massa ai primi mesi dell'amministrazione Trump. La prima mobilitazione, il 14 giugno 2025 — il giorno del compleanno del presidente — portò oltre 4 milioni di persone in strada in più di 800 città americane. La seconda, il 18 ottobre 2025, fu ancora più grande: 7 milioni di partecipanti in 2.700 eventi distribuiti in tutti i cinquanta stati.
Sabato è il turno di No Kings 3. Negli Stati Uniti l'evento centrale si tiene a Minneapolis e Saint Paul — le Twin Cities del Minnesota, teatro di alcune delle operazioni più dure dell'ICE contro le comunità migranti. Sul palco saliranno Bruce Springsteen, Maggie Rogers, Bernie Sanders e Jane Fonda, con le performance trasmesse in livestreaming per chi non può essere presente. Nel resto del mondo, da Parigi a Londra a Roma, il movimento ha convocato appuntamenti locali che si riconoscono nello stesso nome e nello stesso spirito.
Il messaggio di fondo è semplice e diretto: opporsi ai tentativi di governare attraverso la repressione, ricordare che il potere appartiene al popolo, e farlo con presenza, con cultura, con gioia collettiva piuttosto che con la sola indignazione.
Roma: il corteo No Kings
In Italia il movimento No Kings ha assunto una fisionomia propria, intrecciandosi con la politica interna. L'appuntamento romano si sviluppa in due giorni. Venerdì 27 marzo, dalle 15, la Città dell'altra economia ospita un grande evento culturale gratuito con Ditonellapiaga, Daniele Silvestri, Willie Peyote, Ascanio Celestini e altri cinquanta tra musicisti e attori. Non una semplice anteprima del corteo, spiegano gli artisti, ma «un atto politico del mondo della cultura».
Sabato 28 marzo, alle 14, parte il corteo da piazza della Repubblica verso San Giovanni. I promotori parlano di migliaia di persone in arrivo da tutta Italia su pullman e treni. Oltre 700 sigle hanno aderito all'iniziativa: la Fiom Cgil, il mondo dell'associazionismo laico e religioso, i movimenti per la Palestina, le donne iraniane in esilio, i giovani per il clima, i gruppi transfemministi, gli studenti. E centocinquanta cori polifonici, pronti a cantare lungo il percorso. Importante annotazione: il corteo sarà preceduto alle ore 12 dalla "Marcia degli invisibili", un evento di solidarietà con chi è vittima di violenze, assenza di soccorsi e indifferenza come migrante nel mondo.
Quello di sabato sarà un movimento che i suoi stessi promotori definiscono «plurale e fluido», costruito su convergenze piuttosto che su un'unica piattaforma che chiede di investire su istruzione e sanità anziché sulle armi.
Il movimento interpreta il recente esito referendario come una prima sconfitta dell'esecutivo e intende capitalizzarla costruendo una presenza pubblica continuativa. I No Kings dichiarano che questa piazza non è un punto di arrivo ma «un punto di inizio», da costruire con «unità e allegria».
Londra: a Trafalgar Square la musica contro l'odio
Lo stesso sabato, nel cuore di Londra, si muove qualcosa di simile per spirito ma diverso per forma. A Trafalgar Square, dalle 13 alle 18, il collettivo R3 Soundsystem organizza "House Against Hate": un rave all'aperto gratuito con Ben UFO, Shygirl, Hot Chip, Daniel Avery e Gideön — nomi di punta della scena elettronica e pop britannica. Ingresso libero, messaggio esplicito.
Il manifesto di R3 Soundsystem poggia su tre principi: respingere l'ascesa dell'estrema destra, opporsi al razzismo, resistere all'influenza delle grandi corporation sulla cultura musicale. La scelta del rave non è casuale: quella cultura ha radici profonde nell'inclusione e nella costruzione di comunità ai margini. Riportarla a Trafalgar Square è un atto deliberatamente politico.
L'evento coincide con il lancio pubblico della Together Alliance, rete di artisti e attivisti britannici e irlandesi nata per contrastare la retorica xenofoba e anti-trans nel dibattito pubblico britannico. I nomi che la sostengono — Fontaines D.C., Kneecap, Brian Eno, Franz Ferdinand, Paloma Faith — coprono generazioni e generi diversi, con il sostegno di Amnesty International, Choose Love e Love Music Hate Racism. Oltre cinquanta adesioni tra associazioni, musicisti e figure politiche. Questo è il sito web https://www.togetheralliance.org.uk/
È una risposta diretta: lo scorso settembre il "Unite the Kingdom Rally" (1) aveva portato a Londra oltre centomila persone attorno a un'agenda nazionalista e identitaria. La Together Alliance risponde con musica, pluralismo e presenza di massa — non come contromanifestazione, ma come proposta autonoma di senso.
Un venerdì di musica a Roma
Largo Dino Frisullo - Città dell'altra economia (2) - a Roma si trasforma venerdì 27 marzo in un palcoscenico musicale per chiedere di fermare le politiche belliciste in Italia e in Europa, per ricostruire una società più giusta, per un'economia di pace, la tutela dei diritti, dell'ambiente e dei beni Comuni. Tutti i dettagli sono qui.
Un sabato di iniziative, un mondo in movimento
Roma, Londra, Minneapolis, Parigi, New York. Forme diverse — corteo, rave, rally — lingue diverse, contesti diversi. Ma lo stesso filo: l'autoritarismo è un fenomeno transnazionale e richiede risposte altrettanto coordinate. Ogni città porta la propria storia, le proprie urgenze, i propri linguaggi. La rete li tiene insieme.
Per chi segue PeaceLink — dagli anni Novanta impegnata sui temi della pace, dei diritti e dell'antirazzismo — questa giornata è una bussola utile. Una bussola cercare insieme un'alternativa visibile e attraente. Qualcosa che duri oltre il giorno. Chi organizza qualcosa può segnalarlo sul calendario online (3) cliccando su www.peacelink.it/segnala
La mappa globale è su nokings.org. Vale la pena guardarla.
Venerdì 27 marzo, ore 15 — Concerto alla Città dell'altra economia, Roma (gratuito)
Sabato 28 marzo, ore 13–18 — "House Against Hate", Trafalgar Square, Londra (gratuito)
Sabato 28 marzo, ore 14 — Corteo No Kings da piazza della Repubblica a San Giovanni, Roma (preceduta alle ore 12 dalla "Marcia degli invisibili", un evento di solidarietà con i migranti)
Sabato 28 marzo — No Kings 3, eventi in tutto il mondo → nokings.org
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