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Campagna: leggere libri gratis e' un diritto di tutti manda una email a prodi

Campagna conclusa

Promossa da: paolo ciulli (singolo)
Cari amici sono un disabile frequentatore e lettore della biblioteca regionale della mia città purtroppo in europa stanno introducendo una normativa in cui sara' proibito il prestito gratuito dei libri e questo lo reputo assurdo visto che quando si acquista il libro gia si pagano i diritti la cultura sta tornadouna elite di pochi,sopratutto per chi e' costretto a pensioni da fame e non puo' piu' leggere gratuitamente
Data di inizio: 17 aprile 2004

L’ Unione Europea ha aperto un procedimento di infrazione contro alcuni paesi europei, tra cui l’Italia, “colpevoli” di non aver introdotto la remunerazione degli autori e degli editori per i prestiti effettuati in biblioteca. E’ una misura che si inscrive in un quadro generale di attacco al diritto di leggere e di consumare cultura, musica, informazione. Già la cosiddetta EUCD, con le leggi di armonizzazione derivate, aveva pesantemente limitato le possibilità del diritto di copia e aveva introdotto la logica del consumo a scadenza dei prodotti (così, d’ora in avanti, chi acquisterà un e-book, un sw, un cd, un dvd, non avrà mai la certezza di poterlo utilizzare a distanza di anni o cambiando lettore, computer, palmare: è la civiltà dell’”inchiostro simpatico”, come è stata simpaticamente definita). Anche se non dovesse sortire effetti immediati, la procedura europea ha già ottenuto il risultato di far considerare oggi plausibile ciò che fino a ieri sembrava inconcepibile. Dovremo dunque far pagare i prestiti in biblioteca per ridistribuire royalties agli editori e (in piccola parte) agli autori? Dovremmo sottrarre al già risicato budget di acquisto delle biblioteche pubbliche una quota per il pagamento dei diritti alla SIAE (come è successo per le fotocopie) magari proporzionale al numero di iscritti (come in Francia) o dei prestiti, con il risultato encomiabile di punire le biblioteche più attive ed efficienti? Dovremmo addossare allo stato la spesa, configurando una indiretta tassa sulla lettura, un equivalente moderno della tassa sul macinato? Tutte queste soluzioni sono ugualmente indigeste. Le biblioteche hanno un’altra concezione del diritto d’autore: esistono e combattono perché gli autori (non solo quelli dei bestseller) siano conosciuti, letti, amati.Perché possano essere conosciuti, letti e amati anche dopo essere spariti dagli ostensori del mercato, dove rimangono per una vita media di soli sei, sette mesi. Le biblioteche hanno un’altra concezione del diritto d’autore: investono in catalogazione, promozione, stoccaggio per permettere agli autori di raggiungere i loro lettori. Con i livelli di lettura che esistono in Italia e che sono tra i più bassi d’Europa l’eventualità dell’introduzione del prestito a pagamento rappresenta un suicidio annunciato. Per questo la biblioteca di Cologno ha inteso raccogliere la preoccupazione di molti bibliotecari, di molti lettori e di molti autori (e anche di qualche editore!) e unirsi ai colleghi spagnoli che in una contemporanea manifestazione a Guadalajara protestano contro “el préstamo de pago” (con loro avremo un collegamento in videoconferenza). E’ un’unità transnazionale di cui vogliamo sottolineare il valore simbolico e “pratico”. Le biblioteche sono un grande scaffale aperto per l’editoria e per la libertà di informazione. Della loro opinione, vogliamo dire sommessamente ma decisamente, occorrerà tenere conto. A differenza di quanto è accaduto in passato. vi accludo anche il testo della petizione disponibile su www.nopago.org Come Lei certamente saprà, dopo la condanna del Belgio, il 16 gennaio la Commissione europea ha avviato un procedimento di infrazione contro Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda affinché siano modificate le legislazioni e i regolamenti attuativi di questi paesi che prevedono attualmente la gratuità del prestito pubblico effettuato da biblioteche e altri enti pubblici. Saprà anche che in Spagna, in Italia e in Portogallo è cominciata la mobilitazione in difesa del mantenimento dell'esenzione del prestito bibliotecario da qualsiasi tipo di "tassazione". Non sappiamo a quale idea di Europa risponda l'intenzione di introdurre il pagamento di una tariffa per il servizio di prestito: certo non a un'idea di Europa della libertà e della promozione della cultura. Le biblioteche pubbliche e quelle che appartengono a istituzioni d'interesse collettivo di carattere culturale, scientifico o educativo operano per garantire ai cittadini l'accesso libero e senza limiti allo studio, alla cultura e all'informazione; esercitano una funzione importante nello sviluppo e mantenimento di una società democratica permettendo l'accesso a tutti i cittadini, anche meno abbienti, a una vasta gamma di pensieri, idee e opinioni (Direttiva IFLA/UNESCO per lo sviluppo dei servizi delle biblioteche pubbliche, 2001); aiutano ad acquisire e migliorare le abitudini di lettura, specialmente tra la popolazione infantile e i giovani. Esse assicurano diffusione, conservazione e accessibilità alle opere di tutti i tipi, superando gli interessi commerciali, i limiti alla capacità di distribuzione delle opere e le imposizioni del mercato. Svolgono le loro attività senza finalità di lucro, economiche o commerciali, ricercando come unico beneficio lo sviluppo culturale, educativo e umano di coloro ai quali forniscono detti servizi, e, quindi operano per il miglioramento del livello educativo della società. Per questo ci sembra che l'intenzione della Commissione di attivare il procedimento di infrazione per imporre il prestito a pagamento rischi di costituire un attacco ai diritti di cittadinanza e di togliere spazio civile a chi ha meno diritti e viene escluso nei modi più diversi dall'accesso alla cultura e all'informazione. Costringere le biblioteche a riservare parte del loro budget al pagamento dei "diritti di prestito" significa inoltre ridurre gli stanziamenti, in molti casi già insufficienti, per l'acquisto di libri o per organizzare altri importanti servizi offerti al cittadino. In Italia poi, l'introduzione della tariffazione sui prestiti aggraverebbe sicuramente una situazione in cui la lettura e il possesso di libri coinvolgono purtroppo una minoranza della popolazione. Che poi gli autori, per il fatto che i loro libri si possono leggere gratuitamente nelle biblioteche, perdano acquirenti, è una pura bugia. È vero il contrario: le biblioteche fanno conoscere i loro libri, li promuovono e permettono che rimangano in circolazione per anni, quando nelle librerie, nel migliore dei casi, durano pochi mesi. Ed è proprio questo che permette di mantenere viva la presenza culturale di molti autori che altrimenti scomparirebbero dal panorama letterario quasi completamente! D'altra parte, le biblioteche, tanto con la loro attività principale quanto con le loro attività secondarie (organizzazione e raccordo di gruppi di lettura, seminari, presentazioni, conferenze, mostre, incontri con autori, ecc.), favoriscono e sostengono l'amore per la lettura più di qualsiasi altra istituzione pubblica o privata, e tutto ciò va direttamente a vantaggio degli autori. Signor Presidente, ci rivolgiamo a Lei perché la Commissione non assuma in materia una visione ottusamente burocratica ma cerchi di assicurare il giusto equilibrio tra gli interessi di autori, editori, e quelli della società in generale. Ci rivolgiamo a Lei perché la Commissione non imponga ai paesi membri dell'Europa il pagamento del prestito effettuato nelle biblioteche e nelle istituzioni pubbliche e di ricerca ma mantenga e promuova quanto stabilito dall'articolo 5 della Direttiva 92/100/CEE sul prestito: lasciando cioè invariata la possibilità che ogni Stato Membro ha di esimere determinate istituzioni dal pagamento di questa remunerazione. Dovrebbe essere preoccupazione della Commissione la preservazione del valore del servizio di prestito offerto da biblioteche e altre istituzioni, visto che recano benefici all'autore come cittadino e creatore. I servizi di prestito sono uno strumento indispensabile per la creazione di nuovi lettori e, pertanto, consumatori della sua opera nonché strumento indispensabile a supporto dell'istruzione e della ricerca. Per tutti i motivi sopra esposti, manifestiamo il nostro parere CONTRARIO alla possibilità che il prestito pubblico realizzato dalle biblioteche e altre istituzioni di ricerca, che attualmente godono delle eccezioni previste nella legge sul diritto d'autore, possa essere assoggettato al pagamento di una remunerazione e La sollecitiamo a operare in seno alla Commissione europea in questa direzione. ------------------------------------------------------------------------ Elaborato da Bibl'aria su un draft interno del 13/02/2004 e revisionato durante i lavori del Convegno di Cologno Monzese del 21/02/2004 insieme ad altri professionisti del settore.e con la consulenza giuridica del Dott. Marco Marandola, esperto sul diritto d'autore accreditato presso le associazioni bibliotecarie europe

Adesioni dal 17 aprile 2004: 5 persone

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