La 'demonizzazione' dei musulmani e la battaglia per il petrolio
Durante tutta la storia, le 'guerre di religione' sono servite per occultare gli interessi economici e strategici che stavano dietro la conquista e l'invasione dei territori stranieri. Le 'guerre di religione' erano invariabilmente combattute con un occhio ad assicurarsi il controllo sulle rotte commerciali e le risorse naturali. Le crociate comprese tra il XXI e il XIV secolo sono spesso presentate dagli storici come 'una serie continua di spedizioni militar-religose organizzate dai cristiani europei nella speranza di scacciare dalla Terra Santa i turchi infedeli'. L'obiettivo delle Crociate, in realtà, aveva ben poco a che fare con la religione. Le Crociate erano piuttosto un modo per sfidare, attraverso l'azione militare, il dominio delle società mercantili musulmane che controllavano le vie commerciali orientali. Il principio della 'guerra giusta' forniva supporto alle Crociate. La guerra era portata avanti con il sostegno della Chiesa Cattolica, divenendo un efficace strumento di propaganda religiosa e indottrinamento, usato per arruolare in tutta l'Europa contadini, servi e vagabondi urbani. La Crociata americana in Asia centrale e Medio Oriente Agli occhi dell'opinione pubblica, avere una 'giusta causa' per dichiarare guerra è cruciale. Una guerra è definita giusta se è mossa su basi morali, religiose o etiche. La Crociata americana in Asia centrale e Medio Oriente non fa eccezione. La 'guerra al terrorismo' pretende di difendere la Patria Americana e proteggere il 'mondo civilizzato'. E' portata avanti come una 'guerra di religone', uno 'scontro di civiltà', quando in effetti l'obiettivo principale è assicurarsi il controllo e la proprietà industriale sulle estese ricchezze petrolifere della regione, imponendo allo stesso tempo, sotto l'egida del FMI e della Banca Mondiale (ora guidata da Paul Wolfowitz), la privatizzazione delle imprese statali e il trasferimento delle risorse economiche dei Paesi nelle mani del capitale estero. La teoria della 'guerra giusta' consente di portare avanti la guerra come un'operazione 'umanitaria'. Serve a camuffare i veri obiettivi dell'operazione militare, fornendo anche un'immagine di moralità e solidità di principi agli invasori. Nella sua versione contemporanea, spinge per interventi militari contro 'stati canaglia' e 'terroristi islamici' che minacciano la Patria. Possedere una 'giusta causa' per fare la guerra è cruciale per la giustificazione data dall'amministrazione Bush all'invasione e occupazione di Afghanistan ad Iraq. Insegnata nelle accademie militari USA, una versione moderna della guerra giusta è stata incorporata nella dottrina militare statunitense. La 'guerra al terrorismo' e il concetto di 'prevenzione' sono predicate in nome della 'autodifesa'. Essi definiscono 'quando è permesso dichiarare guerra': ius ad bellum. La ius ad bellum serve a creare consenso nelle strutture di comando delle forze armate. Serve anche a convincere le truppe che il nemico è 'malvagio', e che stanno combattendo per una 'giusta causa'. Più in generale, la teoria della guerra giusta nella sua versione moderna è parte integrante della propaganda di guerra e della disinformazione dei media applicate all'ottenimento di supporto dell'opinione pubblica per un'agenda di guerra. [mappa di Eric Waddell, Global Research, 2003]

Il petrolio sta negli stati musulmani. La crudelizzazione del nemico e parte della geopolitica energetica dell'Eurasia. E' una funzione diretta della distribuzione geografica delle riserve mondiali di gas e petrolio. Se il petrolio fosse in paesi occupati in modo predominante da Buddisti o Hindu, uno si aspetterebbe che la politica estera USA fosse diretta contro Buddisti e Hinu, che diventerebbero a loro volta oggetto di crudelizzazione... Nel teatro di guerra mediorientale, Iran e Siria, entrambi parti dell' 'asse del male', sono i prossimi obiettivi secondo le dichiarazioni ufficiali degli americani. 'Guerre civili' sponsorizzate dagli USA sono state condotte anche in altre regioni strategiche per gas e petrolio, tra cui Nigeri,a Sudan, Colombia, Somalia, Yemen, Angola, senza menzionare la Cecenia e diverse altre repubbliche dell'ex- Unione Sovietica. Tra quelle ancora in corso, sono state sponsorizzate dagli USA, ad esempio con sostegno segreto ai gruppi paramilitari, le 'guerre civili' nella regione del Darfur (in Sudan)e in Somalia. Il Darfur ha estese riserve petrolifere, e in Somalia sono già state garantite lucrative concessioni a quattro giganti petroliferi anglo-americani. “Secondo documenti ottenuti dal Times, circa i due terzi della Somalia sono stati allocati alle grandi imprese petrolifere americane Conoco, Amoco (ora parte di British Petrol), Chevron e Phillips negli ultimi anni prima che il presidente filostatiunitense Mohamed Siad Barre fosse deposto e la nazione piombasse nel caos, a gennaio del 1991. Fonti industriali dissero che le compagnie titolari dei diritti per le concessioni più promettenti sperano che la decisione dell'amministrazione Bush di inviare truppe per salvaguardare l'invio di aiuti alla Somalia aiuti anche a proteggere i loro investimenti multimilionari nel paese” (da America's Interests in Somalia, Global Research, 2002). La globalizzazione e la conquista delle risorse energetiche mondiali La demonizzazione collettiva dei musulmani, che include la crudelizzazione dell'Islam, applicata su scala mondiale, costituisce a livello ideologico uno strumento di conquista delle risorse energetiche mondiali. E' part del più ampio meccanismo economico e politico che sta dietro al Nuovo Ordine Mondiale.
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