Conflitti

Chi sono i guerriglieri che combattono contro Assad?

La battaglia di Aleppo

Molti guerriglieri antigovernativi derivano dall'esperienza di Al Queda. Ai qaedisti di Jabhat Fatah a-Sham, ai salafiti di Ahrar a-Sham e agli altri gruppi islamisti radicali protagonisti nella guerra civile siriana non interessa portare «la democrazia a Damasco». E neppure il rispetto dei diritti umani e della libertà politica. Il loro obiettivo finale è instaurare in Siria un regime basato sulla sharia, la legge islamica.
Michele Giorgio
Fonte: Il Manifesto 21/8/2016

Nelle strade della Aleppo sotto il controllo dei “ribelli” dettano legge i miliziani di Jabhat Fatah a-Sham (Fronte della Conquista del Levante), organizzazione che fino al mese scorso era nota come Jabhat al Nusra e che ha annunciato l’uscita da al Qaeda. In realtà continua ad essere pienamente affiliata al gruppo legato al nome di Osama bin Laden. Dopo aver guidato con successo l’offensiva che all’inizio del mese ha portato alla rottura dell’assedio governativo e all’occupazione del complesso militare di Ramouseh, Jabhat Fatah a-Sham ha raccolto l’entusiastico sostegno di tanti dei siriani che vivono nella zona Est di Aleppo. I suoi combattenti sono considerati degli eroi. Bambini in Siria

Il formidabile attacco che ha costretto le truppe dell’esercito siriano e le milizie alleate a ripiegare, è stato compiuto da migliaia di uomini appartenenti a due schieramenti: Fatah Halab (Conquista di Aleppo) che riunisce gruppi di orientamento salafita tra cui Jaysh al Islam (sponsorizzato dall’Arabia saudita) e formazioni più marginali riconducibili al cosiddetto Esercito siriano libero (Esl) appoggiato dall’Occidente; e Jaysh al Fatah (L’esercito della Conquista) che include Jabhat Fatah a-Sham, Ahrar a-Sham (finanziato da Turchia e Qatar) e varie formazioni minori. Due schieramenti alleati (e allo stesso tempo anche rivali) nella lotta contro l’esercito governativo. 

Ai qaedisti di Jabhat Fatah a-Sham, ai salafiti di Ahrar a-Sham e agli altri gruppi islamisti radicali protagonisti nella guerra civile siriana non interessa portare «la democrazia a Damasco» e abbattere «la dittatura di Bashar Assad». E neppure il rispetto dei diritti umani e della libertà politica. Il loro obiettivo finale è instaurare in Siria un regime sunnita, tassello fondamentale della rifondazione nella regione del Califfato. Un fine uguale a quello dell’Isis al quale l’Occidente ha dichiarato guerra.

Jabhat Fatah a-Sham non è soltanto diventato il gruppo più popolare nella comunità locale. E’ anche il meglio armato. Si è impadronito, secondo quanto riferiscono fonti di Fatah Halab, di gran parte delle armi e dei pezzi d’artiglieria trovati all’intero dei depositi nel complesso di Ramouseh strappato ai governativi. Ben armato e forte dell’operazione di maquillage del mese scorso, Jabhat Fatah a-Sham mira a presentarsi all’esterno come la formazione armata più credibile nella battaglia di Aleppo (e non solo) contro la Russia e Assad. E ha buone possibilità di arrivare al suo obiettivo. Perchè per la scellerata politica estera occidentale in Medio Oriente, al Qaeda è allo stesso tempo un gruppo terroristico in Europa e parte di un “movimento di liberazione” in Siria.

 

--- ANNOTAZIONI ---

L'articolo completo si può leggere qui.

Un diverso punto di vista è quiqui, qui, qui e qui.

Un'analisi di un intellettuale palestinese dalla parte della "rivoluzione siriana".

Informazioni sulla complessa vicenda della guerra civile siriana sono qui.

Una valutazione sul conteggio delle vittime da parte del Syrian Network for Human Rights.

Articoli correlati

  • Damasco: la rivoluzione silenziosa delle donne in bicicletta
    Consumo Critico
    In Siria la bicicletta ha un significato speciale

    Damasco: la rivoluzione silenziosa delle donne in bicicletta

    Le due ruote possono servire per combattere incredibili battaglie, avviare processi democratici, smontare l’ordine tradizionale delle cose, contribuire a rendere l’aria più respirabile. E se si è donna, in bici, per le strade siriane si testimonia una reale volontà di cambiamento
    8 gennaio 2019 - Fulvia Gravame
  • Abbandoniamo i pesanti deficit di parresia su guerra, terrorismo ed economia
    Conflitti

    Abbandoniamo i pesanti deficit di parresia su guerra, terrorismo ed economia

    Abbandoniamo l’alta filosofia, le raffinate (o interessate?) analisi geopolitiche o sociologiche. Mettiamo in fila, uno dopo l’altro, le banali, lineari verità che questi tempi ci raccontano. Ma che sembra proibito dire, un po’ come il famoso bambino del “vestito nuovo dell’imperatore”.
    3 gennaio 2019 - Alessio Di Florio
  • Tra mamme, un ponte di solidarietà che va lontano
    Pace

    Tra mamme, un ponte di solidarietà che va lontano

    "La Nostra Associazione ha pensato di fare qualcosa di più grande, per cercare di arrivare lontane. Da mamme, da donne, da esseri umani non potevamo più stare ferme a guardare senza fare niente, e dall’unione della nostra impotenza e profonda sofferenza è nato il nostro progetto TMT for Siria“.
    27 maggio 2018 - Roberto Del Bianco
  • OPAC: "Cloro usato probabilmente in Siria a febbraio"
    Conflitti
    Gli ispettori inviati dall'ONU e che indagano sull'uso di armi chimiche non hanno addossato la responsabilità ad alcuna delle parti in conflitto

    OPAC: "Cloro usato probabilmente in Siria a febbraio"

    Le analisi si riferiscono ad un evento accaduto a febbraio a Saraqueb, città che dista 290 chilometri rispetto a Duma, sito dove è stato sospettato un attacco chimico ad aprile di quest'anno
    17 maggio 2018 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.26 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)