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Grave violazione del diritto internazionale

Nuovo attacco militare contro la Siria

Protagonista del nuovo attacco è Israele che ha lanciato missili contro postazioni militari iraniane in Siria. In questo clima incandescente il movimento per la pace deve far risentire la propria voce prima che questo vulcano esploda provocando una ulteriore escalation per fini geopolitici che nulla hanno a che fare con la tutela della pace e dei diritti umani.
10 maggio 2018 - Alessandro Marescotti

Protagonista del nuovo attacco è Israele che ha lanciato missili contro postazioni militari iraniane in Siria. Siria

Questa volta non è stato neppure necessario il pretesto dell'uso delle presunte armi chimiche (di cui non sono state trovate le prove dagli ispettori mandati dall'ONU).

L'attacco è stato deciso dopo la scelta di Trump di assumere un atteggiamento totalmente ostile e aggressivo nei confronti dell'Iran, rompendo gli accordi diplomatici di Obama con l'Iran, accordi che avevano consentito un allentamento delle tensioni.

E così finisce in una bolla di sapone il fronte delle armi chimiche che in Siria non si trovano e allora si crea un altro fronte caldo.

E' una politica di bullismo internazionale.

Non è più importante neppure trovare la scusa pur di fare la guerra, l'importante è farla, a tutto beneficio dei mercanti di morte.

Il governo israeliano giustifica l'attacco parlando di una risposta ad un lancio di venti missili (o di venti razzi o di venti proiettili, vedere box a destra)

"Venti proiettili o razzi?"

Il portavoce militare Jonathan Conricus ha precisato che l'attacco iraniano è stato lanciato alle ore 00.10 locali (le 23:10 in Italia). «Sono state prese di mira diverse basi militari» ha aggiunto, mentre le località dove vivono civili sul Golan non sono state coinvolte. «Non ci sono state vittime e i danni finora sono limitati» ha detto ancora Conricus, ribadendo peraltro che Israele considera «molto grave» questo attacco.

Conricus ha aggiunto che Israele «ha reagito», ma non è entrato nei dettagli. «Questo episodio ancora non è terminato», ha osservato. In risposta ad una domanda se il lancio dei «20 proiettili o razzi» da parte iraniana fosse la reazione attesa da giorni (per un attacco alla base aerea T4 in Siria, attribuito dall'Iran ad Israele, in cui il mese scorso morirono diversi militari iraniani) Conricus ha risposto: «È troppo presto stabilirlo».

Fonte: Il Messaggero

provenienti da milizie iraniane in territorio siriano (lancio che per ammissione delle stesse fonti militari israeliane sarebbe stato neutralizzato e che comunque non avrebbe minacciato i coloni civili israeliani). Di tale lancio di missili (o di razzi, o di proiettili?) dalla Siria si apprende solo ora e non si riesce a trovare prova se non nei comunicati israeliani. Del lancio di missili verso la Siria - considerato da Israele una delle più importanti azioni militari degli ultimi anni - si hanno invece copiose prove. 

Che il governo isaeliano avesse tutta la voglia di colpire le postazioni militari iraniane in Siria lo si era capito da tempo. In ogni caso l'inizio delle ostilità è partito da un raid israeliano (vedere sotto) e non da un attacco a freddo partito dalla Siria. Vi erano infatti state azioni militari israeliane, gravi e provocatorie, contro il territorio siriano, e il tutto doveva servire per innescare una probabile  reazione dei miliziani iraniani in Siria (Iran e Siria sono alleati e va detto l'Iran ha garantito ad Assad, assieme alla Russia, la sopravvivenza militare).  

Razzi o missili?

Repubblica, ma anche altri giornali, parla di "missili" lanciati da territorio siriano verso le alture del Golan. Repubblica usa il termine missile nel titolo per poi passare a "razzo" nel corpo del testo.

Ma che differenza c'è fra missile e razzo?
I razzi (es. i razzi Katiusha) sono senza guida e, una volta lanciati, non possono più essere manovrati. 
Il missile è invece un sistema molto più avanzato che utilizza sistemi di ricerca basati su sistemi GPS e altre tecnologie sofisticate di inseguimento dell'obiettivo di cui il razzo ne è completamente sprovvisto. 

Israele teme che la Russia possa fornire alla Siria i missili S-300

Il sistema S-300VM è in grado di intercettare bersagli aerei, missili balistici e da crociera, con radar in grado di inseguire circa 100 bersagli e una gittata che può arrivare fino a 200-300 chilometri. La Russia li ha già forniti all'Iran.

L'8 maggio, alcune esplosioni erano state avvertite nella zona a sud della capitale siriana. La tv di Stato di Damasco aveva riferito di alcuni jet israeliani entrati nello spazio aereo siriano. Inoltre due settimane fa un attacco israeliano aveva distrutto in Siria una base militare vicino alla città di Homs.

L'obiettivo di questa escalation sembra essere quello di indebolire la presenza iraniana in Siria (dato che colpire in Siria l'alleato russo creerebbe un incidente diplomatico gravissimo).

L'Iran - come già detto - ha garantito ad Assad, assieme alla Russia, la sopravvivenza militare, ma l'Iran è nella lista dei nemici dell'Arabia Saudita. 

L'attacco militare contro le postazioni militari iraniane in Siria (compiuto da Israele ma basato su un tacito accordo con Trump) è un modo di dire a Putin: hai interesse a un conflitto diretto con Trump dato che Trump è così schierato contro l'Iran? L'attacco frontale alla Siria, non riuscito e con i ribelli anti-Assad in fuga, sembra ora essere trasformato in un attacco laterale colpendo l'Iran che garantisce la presenza di terra in Siria, mentre la Russia garantisce la superamazia aerea sul cielo siriano.

Cosa sono le alture del Golan?

I giornali parlano di "missili lanciati contro le alture del Golan".

Ma cosa sono le alture del Golan?

Le alture del Golan sono un altopiano montuoso controllato da Israele.

La zona fu conquistata da Israele ai danni della Siria durante la guerra dei sei giorni.

Il territorio è de iure appartenente alla Siria, mentre de facto è occupato militarmente e amministrato da Israele che ha proceduto alla sua annessione unilaterale e non riconosciuta dalle Nazioni Unite.

Fonte: Wikipedia

Può sembrare un regolamento di conti fra stati canaglia, fra i quali è terribile se non impossibile capire chi ha realmente torto o chi ha ragione, ma in realtà siamo di fronte a un'escalation concordata a tavolino e voluta fortemente da Usa e Israele con il supporto attivo dell'Arabia Saudita e con la neutralità di quei palestinesi ondivaghi che sperano di ottenere un po' di soldi e di protezione dalle petrolmonarchie anti-Assad. 

Non è un caso che oggi il ministro Difesa israeliano Lieberman abbia invitato i paesi del Golfo governati dalle petrolmonarchie a formare un "asse dei moderati" contro Iran. Gli Stati del Golfo "escano allo scoperto" per formare "un asse dei moderati" contro la minaccia iraniana, ha affermato il ministro della difesa israeliano. Trump, pericolo per la pace

Lo stesso ministro della Difesa ha dichiarato che la realtà mediorientale rende irrilevante la parola “pace”. Il pensiero di Lieberman è che “l’unico modo per vivere qui serenamente, è prepararsi alla guerra”.

In questo clima incandescente il movimento per la pace deve far risentire la propria voce prima che questo vulcano esploda provocando una ulteriore escalation per fini geopolitici che nulla hanno a che fare con la tutela della pace e dei diritti umani. Il movimento per la pace è bene che dica senza mezzi termini: Trump è il pericolo mondiale n.1 per la pace.

Note:

Per approfondimenti

Gli effetti di Trump sulla Siria: Israele e Iran bombardano
https://www.wired.it/attualita/politica/2018/05/10/israele-bombardato-siria-iran/

Israele: colpiti decine di obiettivi militari iraniani in Siria
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/05/10/israele-20-razzi-iran-da-siria-su-golan_2df3470c-ac47-456b-bd44-89825983ade4.html

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