Conflitti

Siria, PeaceLink condanna l'attacco militare turco ed esprime sdegno per l'efferato omicidio

Trucidata una attivista per i diritti delle donne

Hevrin Khalaf, 35 anni, è stata uccisa a sangue freddo dai miliziani filo-turchi. Paladina dei diritti delle donne, era considerata un simbolo di dialogo, e quindi una persona potenzialmente pericolosa. Tra le vittime di questa guerra c'è proprio chi si è battuto per la pace e il dialogo.
14 ottobre 2019
Redazione PeaceLink

Hevrin Khalaf, trucidata dalle milizie filo-turche in Siria

Una attivista per i diritti delle donne, Hevrin Khalaf, 35 anni, è tra i 9 civili trucidati ieri a sangue freddo dai miliziani filo-turchi nel nord-est della Siria.

Si legge su La Stampa: "E’ confermato che fra le vittime delle esecuzioni sommarie di ieri nel Nord-Est della Siria c’è anche Hevrin Khalaf, segretario generale del Partito Futuro siriano e una delle più note attiviste per i diritti delle donne nella regione. Hevrin si batteva anche per la coesistenza pacifica fra curdi, cristiano-siriaci e arabi ed era apprezzata da tutte le comunità".

Questi i dettagli: "L'attivista curda stava viaggiando su un veicolo insieme al suo autista nel tentativo di raggiungere la città di Qamishli quando è stata fermata sull'autostrada M4 dai miliziani arabo-siriani che combattono fianco a fianco con i soldati di Erdogan e tra i quali militano anche elementi jihadisti. Il commando di uomini li ha fatti scendere con la forza dall'auto e poi ha sparato loro a bruciapelo. Del massacro sono stati diffusi due video in rete filmati con i cellulari dagli stessi miliziani. Nel primo si vede l'attivista circondata da uomini che indossano quelle che sembrano essere divise militari. In un altro video, il corpo di una donna, presumibilmente di Hevrin, giace sul terreno con il viso e i capelli ricoperti di polvere. Un uomo le si avvicina e la tocca con i piedi prima di esclamare: «Questo è il cadavere dei maiali». Funzionari americani ritengono che i due video siano autentici".

PeaceLink esprime sdegno per questo efferato crimine e prende posizione contro l'attacco militare turco che ha tra le sue vittime proprio chi in questi anni si è battuto per la pace e il dialogo.

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