Conflitti

Il discorso del senatore americano

Sulla richiesta dell'Ucraina di entrare della Nato

Sanders ha detto: "C’è veramente qualcuno che crede che gli USA non avrebbero nulla da dire se il Messico formasse un alleanza militare contro gli Stati Uniti? Credete che ci alzereremmo tutti in piedi dicendo che il Messico è un Paese indipendente e può fare ciò che ritiene più opportuno?"
Redazione PeaceLink
Fonte: Radioradio.it

Il 10 febbraio 2022, prima che iniziasse la guerra in Ucraina, il leader politico della sinistra americana Bernie Sanders ha tenuto questo discorso. Sanders è un senatore americano e dal 2021 ricopre la carica di presidente della Commissione bilancio del Senato. Nell'agosto del 1963 prese parte alla storica marcia su Washington organizzata da Martin Luther King e udì in prima persona il celebre discorso «I have a dream».

E' stato inoltre un oppositore della guerra del Vietnam

In questo discorso Sanders spiega l’importanza che la “dottrina Monroe” ha nella politica estera statunitense. E dice: “Anche se la Russia non fosse stata governata da un oligarca corrotto e da un leader autoritario come Putin, Mosca continuerebbe ad avere interessi nella security policy dei propri vicini”.

Ecco il testo del discorso di Sanders. Bernie Sanders

“Sapevamo a cosa saremmo andati incontro”

“Negli ultimi anni molte colpe possono essere attribuite alle decisioni di Putin, ma negli anni meno recenti devo dire che vedo molte responsabilità degli USA. La prima azione che ci ha portato sulla cattiva strada è stato l’inizio dell’espansione NATO nei paesi dell’est Europa, alcuni confinanti con la Russia”. Questa era una citazione dell’ex segretario della Difesa William Perry.
Un altro ufficiale statunitense che ha riconosciuto tali preoccupazioni è l’ex diplomatico Bill Burns, ora a capo della CIA. Durante l’amministrazione Biden. Nelle sue “Memorie” Burns riporta un promemoria scritto mentre era consigliere per gli Affari Politici nell’ambasciata di Mosca, nel 1995. Cito: “L’ostilità verso l’espansione NATO è quasi universalmente avvertita in tutto lo spettro politico interno”.
Dopo più di 10 anni, Burns ha scritto al Segretario di Stato Condoleeza Rice, cito: “L’entrata dell’Ucraina nella NATO è il più luminoso dei limiti per l’élite russa, non solo per Putin. In più di due anni e mezzo di colloqui con i principali attori russi devo ancora trovare qualcuno che considera l’entrata dell’Ucraina nella NATO qualcosa di diverso da una sfida diretta agli interessi russi.

Queste preoccupazioni non sono state inventate ieri da Putin, così, dal nulla.
Chiaramente l’invasione russa dell’Ucraina non è una risposta, come non è una risposta l’intransigenza della NATO. E’ importante riconoscere, ad esempio, che la Finlandia, tra i paesi più sviluppati e democratici al mondo, confina con la Russia e ha scelto di non entrare nella NATO. Lo stesso hanno fatto Svezia e Austria, altri esempi di paesi prosperi e democratici.

La “policy” americana

Signor Presidente, Vladimir Putin può risultare un bugiardo e un demagogo, ma è ipocrita da parte degli Stati Uniti insistere nel sostenere che noi come Nazione non accettiamo i principi che caratterizzano le “sfere d’influenza”.
Per oltre 200 anni la nostra nazione ha operato sotto la “Dottrina Monroe”, imbracciando i principi secondo cui, come potenza dominante dell’emisfero settentrionale, gli USA hanno il diritto di intervenire contro qualsiasi nazione che possa interferire o minacciare i nostri interessi legittimi. Questa è la policy americana.

E sotto questa dottrina gli USA hanno indebolito e rovesciato almeno una dozzina di Paesi tra America Latina, America Centrale e Caraibi. Come molti di noi possono ricordare, nel 1962 siamo arrivati vicino allo scoppio di una guerra nucleare con l’URSS. Questo perché? Perché siamo arrivati vicino allo scoppio di una guerra nucleare con l’Unione Sovietica?
Beh, lo abbiamo fatto in risposta al posizionamento di missili sovietici nell’isola di Cuba, a sole 90 miglia dalle nostre coste. L’amministrazione Kennedy l’ha considerata come una minaccia inaccettabile per la sicurezza nazionale. Abbiamo detto “è inaccettabile”. Inaccettabile che una nazione ostile possa avere una presenza militare significativa a 90 miglia dalle nostre coste.

La dottrina Monroe non è storia antica

Ora cerchiamo di essere chiari: la dottrina Monroe non è storia antica. Nel 2018 il Segretario di Stato dell’amministrazione Trump, Rex Tillerson, fece riferimento alla dottrina Monroe dicendo :”E’ tanto attuale e pertinente oggi quanto lo era il giorno che è stata scritta“.
Nel 2019, il National Security Advisor John Bolton, disse :”La dottrina Monroe è più viva che mai“.
Per farla semplice, anche se la Russia non fosse stata governata da un oligarca corrotto e autoritario come Vladimir Putin, la Russia, come d’altronde gli Stati Uniti, continuerebbe ad avere interesse nelle security policy dei propri Stati. E vorrei che le persone ci riflettessero su… C’è veramente qualcuno che crede che gli USA non avrebbero nulla da dire se il Messico, Cuba o qualsiasi altro Paese del Sud America formasse un alleanza militare contro gli Stati Uniti? Credete che il membri del Consiglio si alzerebbero in piedi dicendo: “Sapete cosa? Il Messico è un Paese indipendente, e per tale motivo ha il diritto di fare ciò che ritiene più opportuno“.

Io ne dubito fortemente.

Signor Presidente, i Paesi dovrebbero essere liberi di scegliere le proprie politiche estere. Ma fare tali scelte in maniera saggia richiede una seria considerazione sui costi e sui benefici che ne conseguono. Il fatto è che gli USA e l’Ucraina stanno entrando in una profonda relazione in materia di sicurezza, ed è verosimilmente probabile che ci saranno seri costi per entrambi i Paesi”.

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