Guerra o pace? Un approfondimento critico sull'Ucraina
Tra quei tanti dobbiamo ora segnalare quei “pochi” che, fino dall’inizio, hanno scelto e dichiarato di condurre una lotta partigiana indipendente (secondo la definizione di Taras Bilou) contro le truppe di invasione identificando la radice del conflitto nella contrapposizione tra NATO-Stati Uniti e Russia o, più semplicemente, rifiutando di prendere parte alla carneficina bellica. Tra loro i rappresentanti del Movimento Pacifista Ucraino (UPM). La sinistra, in Ucraina come in Occidente, invece, si è divisa: il movimento femminista si è dichiarato favorevole alla prosecuzione della guerra fino alla vittoria o, quanto meno, all’invio di armi dai Paesi occidentali, socialisti ed anarchici hanno assunto posizioni anche tra loro incompatibili. Ma la sinistra ucraina ha subito una ondata di repressione di tale ampiezza e intensità da escluderla da ogni possibile attività politica e da isolarla completamente dal dibattito pubblico.
Una delle voci più consapevoli della sinistra ucraina, Yuliy Dubovyk (che attualmente vive negli Stati Uniti mantenendo una stretta relazione con gli attivisti nel suo paese), scrive: ≪Anche se non ho mai pensato che una guerra con la Russia fosse possibile, io e molti altri ucraini siamo contrari all'adesione dell'Ucraina alla NATO e all'escalation delle tensioni con le repubbliche separatiste e Mosca. Qualsiasi ulteriore escalation da parte degli Stati Uniti in questo momento può solo portare a una guerra più ampia. (...) Penso assolutamente che sia un crimine in questo momento sostenere la spinta del governo degli Stati Uniti per la guerra, le sanzioni o un'ulteriore escalation delle tensioni in Ucraina≫.
Ma dobbiamo anche, allo stato attuale delle cose, includere in “quei tanti” le migliaia di disertori, una consistente parte della popolazione che chiede “la fine della guerra a qualsiasi costo” oltre a quegli anonimi soldati che contestano i loro comandanti, rifiutano gli ordini di combattimento e filmano testimonianze di militari al fronte. Masse che, con un Paese distrutto e toccate dalla morte di migliaia di giovani, si rendono conto che non sono i confini a dividere i popoli ma la vorace arroganza delle loro classi dirigenti.
Inoltre va tenuto in debito conto che anche in Russia c'è un forte rigetto della guerra.
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Guerra o pace
Valeria Poletti880 Kb - Formato pdfSaggio critico sui vari aspetti della guerra in Ucraina
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