Il Ritiro delle Truppe Straniere dall'Iraq è l'Unica Soluzione Possibile
La maggior parte delle leggende si porta sempre dietro un piccolo frammento di verita', ma nulla di tutto ciò puo' essere intravisto nelle immagini fraudolente che ci vengono presentate ogni giorno dalla BBC (e dai network degli Stati Uniti). Gli organi di stampa non si stanno comportando molto meglio. La propaganda ufficiale viene costantemente ripetuta con frasi del tipo: "Il 28 Giugno gli Stati Uniti e i suoi partner di coalizione hanno trasferito il controllo sovrano dell'Iraq a un governo ad interim guidato dal primo ministro Ayad Allawi. Il trasferimento della sovranita' ha posto fine a piu' di un anno di occupazione guidata dagli Stati Uniti". Nel frattempo, i servizi segreti Statunitensi hanno ammesso che la resistenza va crescendo di giorno in giorno. Se Moqtada Al-Sadr dovesse essere catturato o ucciso nel combattimento che sta avendo luogo a Najaf, il costante rivolo di nuove reclute potrebbe trasformarsi in una inondazione. In una simile situazione e senza una attiva opposizione ufficiale all'occupazione nella Camera dei Comuni, dovrebbe essere responsabilita' dei media di fare si' che almeno una qualche verita' venga regolarmente riportata. La capitolazione della BBC e' stata un fatto evidente fin dal caso Hutton e dal suo colpo di mano per nascondere gli errori commessi con l'Iraq. Questa non e' soltanto una questione di giornalisti che censurano se' stessi. Agli inizi di quest'estate hanno raccontato di come il nuovo direttore generale Mark Thompson abbia fatto sapere ad una riunione della news board della multinazionale che si era diffuso un "sentire" teso a descrivere le notizie della BBC come eccessivamente inclinate a sinistra e troppo critiche del governo - un sentire che bisognava correggere. Immagino che adesso si stia sentendo molto felice dei cambiamenti apportati. La nozione che l'Iraq e' adesso uno stato sovrano governato dagli Iracheni è una finzione grottesca. Ogni cittadino Iracheno, senza alcun riguardo alle sue posizioni politiche o all'affiliazione religiosa, è ben consapevole della condizione reale in cui si trova il paese. E se la BBC continua a procedere in questa maniera, la sua credibilita', che e' gia' al livello piu' basso di tutti i tempi, potrebbe complessivamente sparire. Condoleezza Rice, la consigliera per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, qualche mese fa ha dichiarato: "Vogliamo cambiare la mentalita' Irachena." Ma la stazione televisiva Araba finanziata dagli USA e chiamata Verita' si e' rivelata un lugubre fallimento. E adesso, per impedire a tutte le immagini alternative di raggiungere gli Iracheni e il resto del mondo, una coraggiosa marionetta al "Ministero dell'Informazione" ha vietato ad Al-Jazeera di svolgere la propria attivita' giornalistica dall'Iraq - una tradizionale ricetta presa da un autoritario testo di cucina. La messa in scena della "cessione di potere", che ha in gran parte la funzione di convincere i cittadini degli Stati Uniti che adesso possono rilassarsi e rieleggere Bush, e' stata pure un invito fatto ai media occidentali affinche' riducessero la propria copertura giornalistica dell'Iraq, cosa che hanno fatto in piena sottomissione. Come Paul Krugman ha fatto notare nel New York Times la scorsa settimana: "Le storie dall'Iraq si sono trasferite nelle pagine interne dei giornali e in gran parte sono sparite dagli schermi della televisione. Molta gente ha avuto l'impressione che le cose siano migliorate. Come hanno fatto poi i giornalisti: molti articoli di giornale hanno asserito che in Iraq il tasso delle perdite Statunitensi e' andato sensibilmente calando dopo il passaggio di consegne. (E invece questi sono i dati reali: 42 soldati Americani sono morti in Giugno e 54 in Luglio)." Come le precedenti strumentalizzazioni utilizzate per giustificare la guerra, anche questa non sta funzionando. Dei due Iracheni che sono stati strappati all'oscurita' per divenire gli uomini di punta dell'occupazione, il "Presidente" Yawar e' un manager relativamente inoffensivo dei telecom Saudititi. Era assolutamente felice di poter indossare indumenti tribali per le funzioni ufficiali e per le foto con Rumsfeld e i ragazzi. Invece il "Primo Ministro" Allawi un tempo lavorava come impiegato di basso livello nei servizi segreti di Saddam, ed era incaricato di fornire informazioni riguardanti gli Iracheni dissidenti che operavano a Londra. Successivamente, gli apparati dell'intelligence Anglo-Americana lo hanno reclutato. Dopo la prima guerra del Golfo venne inviato a destabilizzare il regime e i suoi mercenari fecero saltare in aria un cinema e un bus che trasportava bambini. Prima della guerra Allawi aveva dato una mano alla formulazione del minaccioso avvertimento sui 45 minuti che erano presumibilmente necessari per la messa in azione delle Armi di Distruzione di Massa Irachene, aiuto prezioso per gli uomini che stanno al numero 10 di Downing Street, tanto indaffarati a costruire dossier ingannevoli. Dopo l'occupazione e' stato ricompensato per l'aiuto prestato e inserito nel "consiglio governante" Iracheno. Ha quindi pagato una impresa specializzata nelle attivita' lobbistiche, la quale ha speso 370.000 dollari per promuovere la figura di Allawi a Washington affinche' fosse nominato primo ministro, e guadagnandosi pure una colonna sul Washington Post. Come "primo ministro" coltiva un'immagine omicida. Il 17 luglio in un notevole dispaccio da Baghdad, Paul McGeough, il corrispondente Australiano, (ed ex redattore del Sydney Morning Herald) ha dichiarato: "Iyad Allawi, il nuovo primo ministro dell'Iraq, ha estratto una pistola in una stazione di polizia di Baghdad e ha giustiziato almeno sei persone sospettate di far parte della resistenza, solo pochi giorni prima che Washington trasferisse il controllo del paese al suo governo ad interim, questo secondo la testimonianza di due persone che dichiarano di avere presenziato alle esecuzioni". "Dicono che i prigionieri - ammanettati e bendati - sono stati allineati contro una parete in un cortile che e' adiacente al blocco delle celle di massima sicurezza in cui erano rinchiusi al centro di sicurezza di Al-Amariyah... Raccontano di come Allawi abbia detto ai presenti che le vittime avevano ciascuno ucciso tanti quanti 50 Iracheni e che 'meritavano ben piu' della morte '." Il report di McGeough ha continuato dicendo: "In una dichiarazione scritta l'ufficio del primo ministro ha negato la veridicita' dell'intera testimonianza... affermando che Allawi non aveva mai visitato il centro di detenzione e che non portava con se' una pistola. Ma gli informatori hanno detto all'Herald che Allawi ha sparato alla testa di ogni giovane mentre una dozzina di poliziotti Iracheni e quattro Americani della squadra di sicurezza personale del primo ministro guardavano in attonito silenzio." McGeough appare regolarmente in televisione e alla radio per difendere la sua storia, che non va via. La realta' è che oggi l'Iraq si trova immerso in un disordine molto piu' grande di quello precedente alla guerra. La situazione e' stata riassunta da un ex internato della prigione di Abu Ghraib: "Vogliamo l'elettricita' nelle nostre case, e non essere presi per il culo." I cittadini degli stati aggressori possono vedere tutto questo da loro stessi e senza dare importanza al volere dei media, uno deve sperare, hanno la possibilita' di punire i loro leader per averli trascinati in guerra - nonostante poi che le alternative offerte siano cosi' deboli. Negli Stati Uniti, il Senatore Kerry e' un politico che non convince. Diversamente da alcuni dei suoi apologisti liberali, a lui non piace ritrarre i Democratici come il partito fra i due consistentemente meno aggressivo. Furono, dopo tutto, presidenti Democratici - e non Repubblicani - che lanciarono le guerre in Corea e in Vietnam. L'appello elettorale che venne fatto dal Repubblicano Eisenhower nel 1952 era incentrato sul fatto di volersi presentare come il piu' pacifico dei due candidati. Nel 1960 Kennedy attacco' i Repubblicani per il "missile gap", denunciando la loro debolezza di fronte alla minaccia Sovietica. Fu Carter, e non Reagan, a lanciare la seconda guerra fredda. E nel 1992 Clinton stava tuonando contro la debolezza di Bush Senior su questioni quali Cuba e la Cina. Adesso Bush Junior ha superato qualunque rivale Democratico in quanto a militarismo accelerato. Ma e' sufficiente ricordare di come alla vigilia dell'11 Settembre, Hillary Clinton e Joseph Lieberman avevano organizzato la formulazione di una lettera, firmata da quasi ogni senatore Democratico, che denunciava le politiche in Medio Oriente di Bush. Quello che volevano era che venisse fornito un maggior sostegno ad Israele. È necessario tenere a mente questi dettagli, visto che negli Stati Uniti si e' andata creando una notevole pressione affinche' tutti si mettano in riga dietro Kerry. Molti, piuttosto naturalmente, voteranno per lui e questo per togliere di mezzo un governo di guerrafondai. Se riescono in questo intento, Kerry dovra' venire messo sotto pressione immediata affinche' ritiri le truppe dall'Iraq. Se non ci fosse stata resistenza in Iraq, il trionfalismo dei guerrafondai avrebbe fatto annegare le opposizioni di ogni possibile colore. La sconfitta dei guerrafondai, se si verifichera', sara' una diretta conseguenza di cio' che sta accadendo a Baghdad e Basra / Bassora, Falluja e Najaf. Anche se provano a spazzare via i 37.000 civili Iracheni uccisi in questo conflitto, questo secondo una stima recente da parte di una Organizzazione Non Governativa, Bush e Blair non dimenticheranno i nomi delle città la cui gente rifiuta di arrendersi. Esiste una sola seria opzione da prendere in considerazione: il ritiro incondizionato delle truppe straniere dall'Iraq.
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