Conflitti

USA -- Democrazia = Criminalità?

14 febbraio 2005
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Il titolo del Washington Post sembra preso da The Onion: "Personaggio dell'affare Iran-Contra incaricato di portare all'estero le iniziative democratiche". Scrivevano in questi termini di Elliott Abrams. Rimanendo impassibili. Un'ulteriore prova che sotto l'amministrazione Bush la realtà è più incredibile della fiction.

Abrams fu condannato nel 1991 per aver mentito al Congresso a proposito del suo ruolo nel trarre profitto dalle vendite illegali di armi all'Iran per aiutare i Contras, che tentavano di rovesciare il governo sandinista in Nicaragua. Quale responsabile degli affari latinoamericani sotto Ronald Reagan, volò a Londra sotto lo pseudonimo di signor Kenilworth per spillare 10 milioni di dollari da destinare ai Contras al sultano del Brunei.

La grazia di Bush padre salvò Abrams da un periodo di detenzione e un incarico come direttore del Consiglio Nazionale per la Sicurezza per gli affari del Vicino Oriente e del Nord Africa diede nuova vita alla sua carriera. Il posto al Consiglio Nazionale per la Sicurezza non richiedeva l' approvazione del Congresso; come spiegava nel 2001 la cronista del Washington Post Mary McGroy: "I membri del Congresso ricordavano le urla di Abrams alle udienze, quando difendeva le squadre della morte e i dittatori, rinnegava i massacri, mentiva a proposito delle attività illegali degli USA a supporto dei Contras nicaraguesi. Abrams rideva dei suoi critici per la loro cecità e la loro ingenuità, o li chiamava serpi".

Le "sole" ragioni per cui Abrams avrebbe meritato la nuova punizione erano la sua opposizione ai processi di pace di Madrid ed Oslo e la sua antica fede in Ariel Sharon. Nel primo mandato di Bush, Abrams operò con discrezione, in qualità di uomo di punta di Condoleeza Rice in Medio Oriente. Adesso, trovandosi a capo di due consigli d'amministrazione, Abrams assumerà un ruolo sempre maggiore, poiché Bush affida la questione della democrazia all'estero a un mandatario e riprende parte nel processo di pace in Medio Oriente.

Su entrambi i punti, la presenza di Abrams non è incoraggiante. "La nostra forza militare e la nostra volontà di farne uso, se necessario, rimarranno un fattore chiave nella nostra capacità di promuovere la pace", scrisse Abams in un libro per il Progetto per un Nuovo Secolo Americano. "Rafforzare Israele, il nostro maggiore alleato nella regione, dovrebbe essere una questione centrale nella politica statunitense in Medio Oriente". Tale parzialità ostentata ha spinto i Palestinesi a chiedere la presenza di chiunque altro, purché non di Abrams, in occasione degli incontri diplomatici. Con l'incontro tra Abbas e Sharon, l'opposizione di Abrams alla terra per la pace avrebbe potuto compromettere un momento promettente per i negoziati sulla pace. Bush evidentemente ha piena fiducia nell'ideologia di Abrams e condivide la sua filosofia di una democrazia mantenuta sotto la minaccia delle armi.

Durante il primo mandato di Bush, almeno le attività di Abrams erano limitate alla questione israelo-palestinese. Adesso, in qualità di ambasciatore globale della democrazia, il "Neoconservatore per eccellenza" ha il mondo intero nelle sue mani.

Note: Tradotto da Chiara Manfrinato per www.peacelink.it
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