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Un'intervista, originariamente in due puntate, a Manuele Rampazzo, volontario nel "trashware" nonchè gestore del wiki trash!italia.

Vecchio Hardware,Software libero e volontariato: ecco a voi Il trashware made in Italy

Riciclo dei vecchi computer, software libero, solidarietà. Un'attività "di nicchia" dai risvolti però notevoli. Ecco un'intervista che è anche "vademecum" utile a concretizzare con più facilità l'utilizzo di risorse ancora preziose.

1)Domanda d'obbligo: Cos'è il trashware?

Il trashware è il recupero di computer dismessi attraverso il prevalente utilizzo di Software Libero (in primis il sistema operativo GNU/Linux) al fine di poterli riutilizzare per scopi di promozione sociale, culturale, economica, ecc. di persone e gruppi altrimenti non in grado di utilizzare strumenti informatici.

Questa definizione fa ben capire come il trashware si differenzi sostanzialmente dal retrocomputing, attività pur affine e a volte coincidente, ma più rivolta agli aspetti scientifici, storici e culturali dell'informatica. Oltretutto bisogna ricordare che si può fare trashware anche con PC semi-nuovi!

2)Quali sono i suoi obiettivi ?

Cambiare il mondo :-)

Seriamente, gli obiettivi che i trashwaristi si pongono sono molteplici.

Il principale è sicuramente il “tentativo” di fare qualcosa contro il divario digitale, ovvero la differente possibilità d'utilizzo di strumenti informatici esistente innanzitutto tra paesi poveri e paesi ricchi, ma anche all'interno dei medesimi paesi ricchi, con meno disponibilità d'informatica ed Internet per chi è povero, o anziano, o con un ridotto livello culturale, od immigrato.

Vi è poi il desiderio di contribuire, in qualche modo, alla riduzione dell'inquinamento e del dissesto ecologico, sollecitando e mettendo in pratica il riutilizzo di computer finché è possibile. Ovviamente si cerca anche di stimolare il corretto smaltimento dei cosidetti RAEE (i rifiuti elettronici) presso le opportune discariche specializzate, anziché consegnando nelle migliore delle ipotesi il proprio PC ad un cassonetto stradale: non può essere assolutamente dimenticato come gli strumenti informatici siano ricolmi di materiale tossico e pericoloso per la saluta nostra e dell'ambiente!

3)Com'è nata questa pratica?

Bisognerebbe porre questa domanda ai ragazzi del GOLEM, sono loro i pionieri del trashware italiano

Io ho semplicemente imparato da loro, prendendo la decisione di impegnarmi nel trashware in seguito al breve incontro avuto nel 2003 con alcuni di loro a margine di una conferenza qui a Padova, presso la manifestazione Civitas dedicata al mondo del volontariato.

4)Da quanto tempo ti occupi di trashwaring?

Dalla fine del 2003, con la fondazione del primo nucleo di quella che poi diventerà l'anno successivo l'associazione di promozione sociale “Faber Libertatis” - http://faber.linux.it/ -. A metà 2004 ho iniziato invece a gettare le basi di trash!italia – http://trashware.linux.it/ -, che velocemente è diventato il luogo privilegiato di incontro tra le varie organizzazioni che fanno trashware in Italia.

5)Ci sono organizazzioni che si occupano di trashware in Italia? Di che genere sono?

In Italia esistono numerose organizzazioni dedite al trashware! Ne esistono molte più di quante potessi immaginarmi un anno fa!

La citata trash!italia è, come detto, un punto di contatto, di incontro, di scambio d'esperienze ed opinioni tra i vari gruppi locali di trashware. Dispone di un wiki che progressivamente si va riempendo di materiale interessante.

Vi sono poi i citati gruppi locali: non ci si dimentichi che trashware significa soprattutto “smanettamento” sui PC, quindi è logico pensare a gruppi di persone che possono ritrovarsi in un laboratorio per ripristinare i computer e pertanto diventa ancor più importante che nel caso dei LUG la vicinanza territoriale tra gli aderenti ad un gruppo.

Un nutrito elenco di realtà italiane del trashware è disponibile sul sito di trash!italia: sono gruppi, associazioni di vario tipo, a volte anche singoli appassionati che sicuramente sarebbero felici di poter trovare persone della loro zona con gli stessi obiettivi!

6)Parlando in termini pratici: A quali scopi può essere adibito hardware datato, per l'utente medio?

Innanzitutto bisognerebbe capirci su cosa si intende per “hardware datato” per fare videoscrittura, ad esempio, un computer di cinque anni fa non è per niente datato, mentre lo sarebbe sicuramente per fare elaborazioni video o per giochi 3D.

Generalizzando, utilizzando un metodo “spannometrico”, potrei dire che l'hardware recuperato nel trashware è quasi integralmente rivolto ad un utilizzo “da utente medio”, cioè videoscrittura, utilizzo di Internet, semplice fotoritocco, ecc.

Questo pone ovviamente dei limiti all'età del materiale recuperato, in quanto è ad esempio poco proponibile utilizzare OpenOffice.org su un Pentium133. Questo limite può essere aggirato utilizzando soluzioni quali LTSP o Thin Station, che permettono di rendere dei computer davvero vecchi degli ottimi terminali grafici: questa soluzione però è applicabile solo in presenza di reti più o meno complesse.

Il restante materiale troppo vecchio per poter essere utilizzato come desktop grafico può invece essere riciclato per fare da gateway/router, per print server, ecc., ovvero tutto quell'insieme di soluzioni che fan risaltare la leggerezza di GNU/Linux... senza grafica

7)Quali risvolti futuri potrebbe avere il TW?

Il futuro del trashware è sicuramente in una progressiva “professionalizzazione”.

Questa evoluzione non sostituisce naturalmente l'attività volontaria che lo caratterizza al giorno d'oggi, ma bensì un complemento inevitabile per poter ambire a fare di più e meglio.

In parole povere, alcuni processi del trashware sono enormemente dispendiosi per dei volontari e portano poco “valore aggiunto” nel senso inteso dai trashwaristi, ma potrebbero avere degli sbocchi interessanti per una realtà profit come potrebbe essere una cooperativa sociale dedita al recupero fisico delle macchine dismesse presso aziende e simili.

Coniugare profit e “non profit”, senza snaturare la natura volontaristica delle varie associazioni trashware italiane, sarà quindi quasi sicuramente l'impegno maggiore che c'aspetta a partire dal prossimo anno.

8)Come consideri il panorama italiano del'OSS?

Da co-autore dell'Italian Howto posso dire d'aver osservato abbastanza attentamente il fenomeno del Software Libero e dell'Open Source in Italia!

Mi sembra abbastanza evidente che il cosiddetto FLOSS stia dilagando sempre più e nei più vari ambiti, ormai raggiungendo anche settori e persone non propriamente legati all'informatica.

Dal punto di vista comunitario, dei gruppi e simili, invece, posso parlare di quei gruppi che “lurko”, del Veneto innanzitutto, ma anche d'altre parti d'Italia. Sono generalizzazioni, eh! Spero nessuno s'offenda

Beh, secondo me si è in una fase di maturazione, di crescita e, come tutte le crescite, qualche problema sorge.

In molti gruppi ci sono persone che non trovano più sufficiente dei LUG puri e semplici punti di incontro tra appassionati di GNU/Linux, ma desiderano fare qualcosa di più, più incontri pubblici, più attività in genere: molto spesso sono le stesse persone che premono per rendere i LUG delle associazioni a tutti gli effetti!

Tuttavia un conto è voler fare ed un conto è... fare davvero Mettere in pratica le proprie aspirazioni è sempre complicato e spesso ci si scontra con delle risorse (numeriche e di tempo) inferiori alle aspettative! Ed a questo punto sorgono dei problemi, vien fuori la delusione per delle occasioni perdute e si acuiscono i contrasti interni ai gruppi (inevitabili, visto che per avere dei contrasti bastano due persone!).
Son problemi risolvibili, ovviamente, ma a volte non è semplice trovare una soluzione! Ma del resto, lo sappiamo tutti che “diventare grandi” è complicato, no?

C'è anche da dire che mi sembra si stia raggiungendo una specie di “saturazione” nella disponibilità di persone davvero motivate a partecipare attivamente ai gruppi e, conseguentemente, si finisce con l'avere sempre le stesse persone che fanno da anni sempre le stesse cose! Gente nuova ne arriva, i gruppi crescono, ma probabilmente buona parte delle persone interessabili sul territorio di competenza del LUG partecipa già al gruppo.

9)Quali sono secondo te gli aspetti che si possono maggiormente migliorare?

Collaborare, collaborare, collaborare: non so se s'è capito cosa dovrebbero fare di più i gruppi

Le risorse umane sono limitate, come detto e com'è ovvio, mentre gli obiettivi diventano sempre più ambiziosi: soprattutto per i tanti gruppi piccoli che ci sono, è VITALE la tessitura di rapporti di collaborazione con altri gruppi, in modo da poter organizzare incontri, manifestazioni, ecc. in modo molto meno gravoso rispetto ad un'organizzazione fatta tutta in casa. Tralasciando ovviamente il fatto scontato che avere frequentazioni più numerose è più divertente e più utile per la crescita personale e del gruppo.

Un'altra cosa che molti gruppi stanno facendo già da un po', ma che bisognerebbe secondo me fare ancor di più, è la collaborazione con organizzazioni non direttamente informatiche, ma che possono essere adeguatamente sensibili agli argomenti promossi dai sostenitori del Software Libero.
Questa è un'ovvietà nel mondo del trashware, visto che è naturale l'incontro con associazioni attive nei paesi in via di sviluppo piuttosto con enti ecologisti e via di questo passo, ma il concetto è applicabile anche ai LUG: tutto sta nel gruppo trovare le associazioni e gli enti sufficientemente interessati... o eventualmente fare in modo che s'interessino

Un altro aspetto da migliorare, che si riallaccia a quanto appena scritto qui sopra, è la capacità comunicativa nei confronti di chi non è minimamente informatico, ma può (DEVE!) essere informato e reso capace di scegliere il Software Libero per i più svariati motivi (dall'etica al puro e semplice risparmio economico): questo punto va di pari passo con la semplificazione delle GUI disponibili per GNU/Linux e gli altri sistemi liberi, ma i software liberisti dovrebbero a prescindere da questo cercare di sforzarsi di più nell'abbandonare l'eccesso di “informatichese” che spesso li contraddistingue specialmente se fanno parte dei LUG! Questo non porterà probabilmente nuova gente dei LUG, ma di sicuro potrebbe contribuire a diffondere molto più d'oggi l'utilizzo *consapevole* dei sistemi liberi!

10)Qual è la tua opinione riguardo la notizia di un probabile inserimento di un chip pseudo “PALLADIUM” nei futuri PC MAC?

Mah, onestamente non capisco dov'è la notizia Da quel po' che capisco, penso che praticamente chiunque dovrà sbattere prima o poi il naso contro sistemi di “protezione” e di certificazione del software, che si usi Apple o IBM o Intel o chiunque altro.

Piuttosto, quello che spero proprio è che qualsiasi sistema venga implementato non impedisca minimamente la libertà da parte dell'utente di eseguire Software Libero – compreso all'occorrenza un intero sistema libero, sia esso GNU/Linux od un qualsiasi BSD -. Questo è importante! Staremo a vedere come si evolverà la situazione.

11) Qual è il tuo sogno più grande in ambito di sistemi liberi ed in particolare GNU/Linux?

Io mi auguro che non solo i sistemi informatici liberi continuino a svilupparsi, respingendo all'occorrenza anche i furiosi attacchi portati dai suoi avversari (vedi brevetti software), ma che soprattutto ci siano percentualmente sempre meno informatici tra gli utilizzatori dei sistemi informatici liberi!

Dalla nonna italiana allo studente ruandese (magari in questo caso grazie anche al trashware), chiunque dovrebbe usare Software Libero

Ringraziamo vivamente Manuele Rampazzo, e gli auguriamo un buon lavoro.

Note:

Vedi anche: Trashware: come mettere a braccetto tecnologia, software libero, solidarietà ed ecologia.

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