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Melbourne (Australia) - Dall'altra parte del mondo, in Australia, il garante del mercato vuole vederci chiaro sulle motivazioni che in questi mesi hanno spinto SCO Group a rivendicare diritti su Linux e sollecitare gli utenti business di quest'ultimo ad acquistare la propria licenza di Unix.

In seguito ad un reclamo presentato lo scorso 23 luglio dall'Open Source Victoria (OSV), un'associazione che promuove lo sviluppo e il marketing di prodotti open source, l'Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) ha chiesto a SCO di fornire tutte quelle informazioni che possano aiutare la commissione a comprendere la fondatezza e la legittimità dei recenti reclami di SCO relativi a Linux e al copyright di Unix.

La notizia emerge dal rapporto trimestrale che SCO ha recentemente presentato alla US Securities and Exchange Commission, rapporto in cui la società precisa anche come l'ACCC non abbia ancora deciso se aprire un'inchiesta ufficiale o stabilito, se ce ne saranno, le azioni che verranno intraprese.

Nel proprio reclamo l'OSV chiedeva all'ACCC di investigare "sulle recenti attività di SCO Group alla luce dei loro infondati reclami e delle loro estorsive minacce legali nei confronti degli utenti di Linux". Una richiesta analoga venne presentata lo scorso maggio al tribunale di Monaco dall'associazione tedesca LinuxTag e sfociò, all'inizio di settembre, in una sentenza sfavorevole a SCO.

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