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Treni e telefonini, quante contraddizioni

Tra Ferrovie e utenti dei telefoni mobili un rapporto ricco di contraddizioni. Presto la copertura della rete permetterà di telefonare anche in galleria, ma contemporaneamente è stato presentato un disegno di legge per vietare l'uso del telefonino in treno.
19 ottobre 2003 - Pier Luigi Tolardo

E' di questi giorni la notizia di un accordo tra Tim e Vodafone, che sono i principali gestori italiani di telefonia mobile, e la società RFI, che nell'holding delle Ferrovie dello Stato Spa gestisce la rete ferroviaria(mentre Trenitalia i treni) per un piano che assicuri la massima copertura della rete ferroviaria italiana, così che non cada mai la linea mentre si viaggia in treno, nemmeno sotto le numerosissime gallerie italiane.
Contemporaneamente, alla notizia di questo accordo un deputato del partito di maggioranza relativa ha depositato un disegno di legge perché venga vietato l'utilizzo del telefonino su tutti i treni italiani, come si sta facendo per il fumo, per evitare il grave disturbo che gli utenti dei cellulari causano agli altri viaggiatori, impedendo loro di leggere, dormire, guardare il paesaggio in santa pace. Pare che su questo progetto di legge si stia raccogliendo un forte consenso trasversale, al di là della dialettica maggioranza-opposizione, che potrebbe portare all'approvazione del provvedimento anti-cellulari anche se le potenti lobbies delle società di telefonia si faranno presto sentire.

Mentre si sta a vedere se vincerà chi vuole che si possa telefonare, senza zone d'ombra, mentre si viaggia in treno o chi vuole proibire anche solo l'utilizzo del telefonino, appena si sale su una carrozza ferroviaria, è certo che le Ferrovie dello Stato sono l'unica azienda italiana che non si può raggiungere dal telefonino.

Continua infatti la splendida anomalia tutta italiana per cui il numero del servizio clienti di Trenitalia, che permette di conoscere l'orario ferroviario e di effettuare prenotazioni, corrispondente al numero 892021 è raggiungibile solo da telefoni fissi e off limits per i circa 50 milioni di utenti di telefonia mobile del nostro Paese più le decine di milioni di turisti che affollano, ogni anno, il nostro Paese portandosi dietro il cellulare.

Chi viaggia e ha bisogno di contattare le Ferrovie, in genere, non può portarsi dietro un telefono fisso; ma questo le Fs non l'hanno ancora capito, e se è vero che l'892021 è un numero a pagamento modico, questo non toglie la possibilità per Trenitalia di istituire un numero urbano, accessibile anche ai possessori di cellulare, i cui costi ricadano integralmente sul chiamante, come fa l'Alitalia che ha un numero con prefisso 848 ma anche uno con prefisso 06 per i cellulari. Senza contare che il bel sito di Trenitalia sarebbe ora che avesse anche una versione Wap per cellulari, palmari e notebook.

Probabilmente prima del Wi-Fi sui treni questa sarebbe una cosa più facile, meno costosa e più importante: chissà che se l'ing. Giancarlo Cimoli, amministratore delegato delle Fs lo capirà, prima o poi.

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