Sostieni gli artisti, non le multinazionali
La Commissione Europea per la società dell’informazione ed i media ha elaborato un documento dal titolo "Creative Content Online in the single Market" [1], il cui obiettivo è quello di creare le condizioni regolatorie per un ecosistema comunitario che permetta alle aziende del settore di competere sul mercato; tale documento sarà la base della Raccomandazione che l’Unione Europea dovrebbe emettere entro il 2008. I punti cardine del documento sono: 1. Scarsa disponibilità online di contenuti creativi 2. Licenze multinazionali: un’urgenza 3. Drm e sistemi anticopia: più interoperabilità 4. Questioni legali: codici di condotta In sostanza, la Commissione prende atto della insufficiente presenza di materiale audiovideo su Internet, a causa delle preoccupazioni delle aziende del settore per la pirateria dovute anche alla mancanza di una legislazione comune tra i Paesi dell’Unione in materia di diritto d’autore. Le soluzioni sembrano essere, secondo la Commissione, l’applicazione di DRM (Digital Rights Management)[2] interoperabili e l’adozione di codici di condotta tra «fornitori di accesso e servizio, titolari dei diritti e consumatori al fine di assicurare una larga offerta online di contenuti attraenti, di servizi che siano allettanti per il consumatore, adeguata protezione dei lavori protetti da copyright, sensibilizzazione ed educazione sull’importanza del copyright ai fini della disponibilità di contenuto». Ovvero, l’unico modo per rilanciare il mercato dell’info-entertainment nell’ambito UE sarebbe una più rigida applicazione del diritto d’autore mediante il DRM, ed un “codice di comportamento” (tutto da vedere) tra le parti. Ma c’è già chi gioca d’anticipo: Greens EFA[3], associazione che comprende il Partito Verde Europeo[4] e la Alleanza libera europea[5], ha lanciato la campagna I Wouldn’t Steal[6], con lo scopo di riaffermare chiara e forte l’idea che scaricare contenuti digitali dalla rete non equivale proprio per niente a un furto, come al contrario vorrebbero far credere le Majors. «I produttori sostengono che queste leggi siano necessarie per supportare gli artisti, ma in realtà tutto quello che stanno proteggendo sono i loro profitti.» Per rendere ancora più chiaro il concetto è stato realizzato in collaborazione con RAFILM un clip video[7] con lo scopo dichiarato di fare contro-propaganda alla propaganda anti-P2P delle industrie. Il primo a sostenere la campagna è, naturalmente, The Pirate Bay.[8]
Articoli correlati
Ma l'Europa balbetta e le sanzioni non arrivanoIsraele sta ottenendo ciò che voleva
Il Golan siriano annesso formalmente nel 2019 con il primo mandato Trump. Una zona cuscinetto in Siria estesa dopo la caduta di Assad. Il Libano meridionale sotto controllo israeliano de facto. La West Bank in fase di annessione formale. Gaza si sta svuotando.26 aprile 2026 - Jacopo Tallarico
Pax Christi International and Amnesty International take a strong stanceAmnesty International: "The EU has failed"
The proposal to suspend the EU-Israel agreement was launched by Spain, Ireland, and Slovenia over war crimes against the Palestinian population and in Lebanon. However, Italy and Germany vetoed the proposal.22 aprile 2026 - PeaceLink staff
Dura presa di posizione di Pax Christi International e di Amnesty International"Un fallimento morale": l'Unione Europea non sospende l’accordo di associazione con Israele
La proposta di sospensione dell'accordo UE-Israele era partita da Spagna, Irlanda e Slovenia per i crimini di guerra contro la popolazione palestinese e in Libano. Ma Italia e Germania hanno posto il loro veto.22 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
L'esecutivo ha lasciato che si rinnovasse in automatico il memorandum di cooperazione militareI silenzi e le complicità del governo italiano su Israele
E ora? Adesso non dobbiamo demordere. Occorre spostare l'iniziativa sul piano europeo. Infatti è stata lanciata un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per la sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele.14 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network