La dichiarazione del Presidente del Consiglio Europeo

"Se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra"

Queste parole di Charles Michel sono pericolose e fuorvianti. Esempio lampante è la storia dell'antica Roma, spesso citata a sostegno del "si vis pacem, para bellum". I Romani usarono quel detto non per costruire la pace ma per imporre una storia costellata di guerre di conquista
19 marzo 2024
Redazione PeaceLink

Il 24 febbraio 2022 il mondo ha assistito con orrore all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Un atto di guerra che ha sconvolto l'Europa e riacceso i timori di un conflitto su vasta scala. In questo contesto, è tornato a circolare un antico detto latino: "Si vis pacem, para bellum". Se vuoi la pace, prepara la guerra.

Occorre dissentire con forza da questa affermazione. La logica del "prepararsi alla guerra per ottenere la pace" è pericolosa e fallace. Si basa sull'idea che la forza sia l'unico modo per garantire la sicurezza. 

Ma la storia ci insegna che questa è un'illusione. La corsa agli armamenti non ha mai portato alla pace, ma solo a una spirale di tensione e sfiducia che ha alimentato nuovi conflitti. Esempio lampante è la storia dell'antica Roma, spesso citata a sostegno del "si vis pacem, para bellum". I Romani erano una potenza militare formidabile, ma la loro storia è costellata di guerre di conquista e di sanguinose repressioni. La loro "pace" era imposta con la forza e non era altro che una tregua precaria tra periodi di guerra.

Le parole di Charles Michel, "Se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra", sono pericolose e fuorvianti. Ci conducono su un sentiero che può portare solo a nuovi conflitti e sofferenze. È tempo di ripudiare la logica della guerra e di abbracciare la via della pace.

In uno scenario di possibile guerra nucleare il detto latino "si vis pacem, para bellum" appare terribilmente datato.

E incontra un problema insormontabile: la guerra porterebbe all'uso delle armi atomiche.

La vera pace non si costruisce con le armi, ma con la diplomazia, il dialogo e la cooperazione. Bisogna investire nella cultura della pace, nell'educazione alla nonviolenza e nel rispetto del diritto internazionale. Solo così potremo costruire un futuro libero dalla guerra.

Note: Testo generato sulla base del prompt sotto riportato e poi rielaborato. PROMPT Sei un giornalista pacifista. Scrivi un articolo in cui esprimi tutto il suo disaccordo verso il detto latino "si vis pacem para bellum". E collegalo alla guerra in Ucraina. Charles Michel ha infatti detto: “Se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra”. Sottolinea che i romani con questo detto non volevano la pace ma volevano la guerra, e infatti la storia dei romani è stata una storia di guerre.

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