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Clearview: l'azienda segreta in grado di cancellare la tua privacy

Siamo sorvegliati. Il governo dispone di un sistema segreto, una macchina (privata) con oltre tre miliardi di nomi e volti.
26 febbraio 2020
Kashmir Hill
Fonte: The New York Times - 18 gennaio 2020

Hoan Ton-That, un australiano appassionato di tecnologia e modello una tantum, ha creato un anonimo gioco per iPhone e un’app in grado di acconciarti alla Donald Trump.

Nonostante lo scarno curriculum Hoan è riuscito comunque ad inventare qualcosa di sensazionale: ha inventato un’applicazione in grado di privarci della possibilità di camminare lungo una strada in anonimato e l'ha distribuita a centinaia di centri di polizia: dai corpi locali della Florida, all’FBI, al Dipartimento di Sicurezza Interna.

La sua piccola azienda, Clearview AI, ha ideato una rivoluzionario sistema per il riconoscimento facciale: consente di prendere l’immagine di una persona e, da questa, risalire alle foto pubblicate dalla persona stessa, così come ai luoghi dove tali foto sono state scattate. Il sistema, basato su una banca dati composta da tre miliardi di immagini risalenti, secondo Clearview, a Facebook, YouTube, Venmo e milioni di altri siti internet, va oltre qualsiasi altra applicazione mai sviluppata dal governo degli Stati Uniti o dai giganti della Silicon Valley.

Gli enti legislativi federali e statali hanno affermato, seppur ignorando il metodo di funzionamento di Clearview e chi vi fosse alle spalle, di aver usato tale applicazione per risolvere casi di furti in supermercati, furti di identità, frodi su carte di credito, omicidio e sfruttamento sessuali di minori.

Fino ad ora la tecnologia di riconoscimento facciale è stata un tabù a causa delle sue ricadute sulla privacy. Le aziende del settore tecnologico capaci di produrre questo tipo di strumenti si sono astenute dal farlo. Nel 2011 il capo di Google affermò che l’azienda si fosse astenuta dal lavorarci per timore dei potenziali “usi scorretti”. Alcune grandi città, tra cui San Francisco, hanno impedito ai corpi di polizia di usare tecnologie di riconoscimento facciale.

Tuttavia, in assenza di controllo pubblico, nell’ultimo anno più di seicento nuclei di forze dell’ordine hanno cominciato a usare Clearview, secondo fonti interne alla compagnia che tuttavia si rifiuta di fornire maggiori indicazioni. Il codice informatico alla base dell’applicazione, analizzato dal New York Times, ne permette l’utilizzo su occhiali a realtà aumentata. L’utente sarebbe potenzialmente in grado di identificare ogni persona che osserva. Lo strumento potrebbe aiutare a identificare manifestanti durante una protesta o uno sconosciuto attraente sulla metropolitana, rivelando non solo il nome ma anche l’indirizzo di casa, ciò che hanno fatto e chi conoscono.

Non si tratta solo di rispetto della legge: Clearview ha venduto licenze anche a diverse compagnie che si occupano di sicurezza. 

“Questa tecnologia è una potenziale arma micidiale” afferma Eric Goldman, co-direttore del High Tech Law Institute presso la Santa Clara University. “Immaginate un poliziotto disonesto che vuole pedinare potenziali partner romantici oppure un governo straniero che utilizza questa tecnologia per rivelare segreti sulle persone e per ricattarle o sbatterle in prigione”.

Clearview si è celata dietro il silenzio, evitando dibattiti sulla sua tecnologia al limite della legalità. Quando ho cominciato (l’autore dell’articolo riporta la sua indagine sull’azienda n.d.t.) a indagare sulla compagnia a novembre, il suo sito internet era nient’altro che una semplice pagina in cui la sede legale era un inesistente indirizzo di Manhattan.

Su LinkedIn l’azienda contava un solo dipendente, tale “John Good”, nient’altri che il signor Ton-That sotto pseudonimo. Per un mese non ho ricevuto risposta alle email o alle chiamata rivolte a persone con legami verso l’azienda.

L’azienda mi stava evitando ma al contempo monitorando. Su mia richiesta gli agenti di polizia hanno fatto circolare una mia foto sull’app Clearview e hanno rapidamente ricevuto una chiamata dai rappresentanti dell’azienda, preoccupati di possibili contatti con la stampa. Ciò è un chiaro segno che Clearview ha l’abilità e, in questo caso, la volontà di monitorare i profili ricercati dalla polizia.

La tecnologia di riconoscimento facciale è sempre stata fonte di dibattito. Il timore di essere monitorati e di ritrovarci in un mondo distopico è grande. È inoltre soggetta per sua natura a valutazioni imprecise per determinati gruppi di persone, come le persone di colore. In aggiunta alcune applicazioni per il riconoscimento facciale usate dalla polizia, Clearview inclusa, non sono stati validati da esperti indipendenti.

Come se non bastasse l’app di Clearview presenta dei rischi addizionali poiché le forze di polizia caricano foto private sui server di un’azienda la cui capacità di protezione dei dati non è stata comprovata.

Alla fine l’azienda ha cominciato a rispondere alle mie domande, giustificando il suo silenzio iniziale come normale routine per una start-up in fase embrionale che cerca di passare inosservata.

Ton-That ha ammesso di aver creato un prototipo per l’uso su occhiali a realtà aumentata ma che l’azienda non ha pianificato una sua uscita sul mercato. E ha aggiunto che la mia foto è stata un campanello d’allarme data la capacità dell’app di “identificare ricerche anomale” al fine di impedire agli utenti ogni “ricerca inappropriata”.

Insieme a Ton-That, Clearview è stata creata da Richard Schwartz, assistente di Rudolph W. Giuliani durante il suo mandato come sindaco di New York, e finanziata da Peter Thiel, azionista anche di Facebook e Palantir.

Tra i finanziatori iniziali ritroviamo una piccola azienda chiamata Kirenaga Partners.

Il suo fondatore, David Scalzo, ha respinto le preoccupazioni legate alla possibilità che Clearview ricerchi persone su internet a partire da un'immagine del loro volto, affermando invece come questo sarebbe un prezioso strumento per la lotta al crimine.

"Sono giunto alla conclusione che, poiché le informazioni aumentano costantemente, non ci sarà mai una vera privacy", ha affermato Scalzo.

“Le leggi devono determinare ciò che è legale, ma non si può vietare la tecnologia.

Certamente, ciò potrebbe portare a un futuro distopico o qualcosa di simile, ma non puoi vietarlo."

Dipendente dall'intelligenza artificiale

Hoan Ton-That, fondatore di Clearview AI, la cui app abbina i volti alle immagini che raccoglie da Internet

La storia di Ton-That, 31 anni, comincia molto lontano dalla Silicon Valley.

In Australia cresce ascoltando le storie dei suoi antenati reali del Vietnam.

Nel 2007 abbandona il college e si trasferisce a San Francisco.

L'iPhone era appena uscito e il suo obiettivo era quello di entrare presto in quello che si proponeva come un mercato molto dinamico per le app di social media.

Ma le sue prime attività non sono mai realmente decollate.

Nel 2009 Ton-That crea un sito che consente alle persone di condividere  video con tutti i loro contatti nei vari programmi di messaggistica istantanea.

Il sito ha ricevuto  accuse di "phishing" e Ton-That ha dovuto chiuderlo. Nel 2015 ha inventato Trump Hair, un’app per acconciare alla Donald Trump i capelli nelle foto degli utenti, e un programma di condivisione di foto.

Entrambe le iniziative sono state un fallimento..

Sconsolato Ton-That si trasferisce quindi a New York nel 2016.

Alto e snello, con lunghi capelli neri, ha anche valutato una carriera da modello, ha detto, ma dopo qualche scatto è tornato alla ricerca di novità tecnologiche.

Ha iniziato a leggere articoli accademici sull'intelligenza artificiale, il riconoscimento delle immagini e l'apprendimento automatico.

Schwartz e Ton-That si sono incontrati nel 2016 in occasione della presentazione di un libro presso il Manhattan Institute, storico nucleo conservatore.

Schwartz, ora 61enne, vanta un’enorme rete di conoscenze accumulate lavorando per Rudy Giuliani negli anni '90 e come redattore della pagina editoriale del New York Daily News nei primi anni 2000.

I due decidono di entrare nel mercato del riconoscimento facciale insieme:

Ton-That avrebbe costruito l'app e Schwartz avrebbe usato i suoi contatti per stimolare l’interesse commerciale attorno al progetto.

I dipartimenti di polizia hanno avuto accesso agli strumenti di riconoscimento facciale per quasi 20 anni, ma storicamente si sono limitati alla ricerca di immagini fornite dal governo, come foto segnaletiche e foto di patenti di guida.

Negli ultimi anni la precisione degli algoritmi di riconoscimento facciale è enormemente migliorata e aziende come Amazon offrono prodotti in grado di creare programmi di riconoscimento facciale per qualsiasi database di immagini.

Tuttavia Ton-That si dimostra ben più lungimirante. Nel 2016 inizia reclutando un paio di ingegneri.

Uno ha collaborato nel progetto di un programma capace di raccogliere automaticamente da Internet le immagini dei volti delle persone, in particolare da siti per il lavoro, siti di notizie, siti educativi e social network tra cui Facebook, YouTube, Twitter, Instagram e persino Venmo.

I rappresentanti di quelle aziende hanno affermato che le loro politiche aziendali vietano questo tipo di ricerche e Twitter ha dichiarato di aver esplicitamente vietato l'uso dei suoi dati per il riconoscimento facciale.

Un altro ingegnere è stato assunto per perfezionare un algoritmo di riconoscimento facciale preso da lavori accademici.

Il risultato è un sistema che utilizza quella che Ton-That ha descritto come una "rete neurale all'avanguardia" per convertire tutte le immagini in formule matematiche, o vettori, basate sulla geometria facciale, mappando particolari caratteristiche fisionomiche come ad esempio la distanza tra gli occhi di una persona.

Clearview ha creato una vasta libreria che raggruppava in differenti "sezioni" tutte le foto con vettori simili.

Quando un utente carica la foto di un volto nel sistema di Clearview, l’app converte la faccia in un vettore e quindi mostra tutte le foto trovate su internet accoppiate a vettori simili a quello originale, insieme con i collegamenti ai siti di provenienza di tali immagini.

Il signor Schwartz ha pagato i costi del server e le spese di base, ma il progetto era ancora nella sua fase embrionale: tutti lavoravano da casa.

"Sopravvivevo accumulando debiti sulla mia carta di credito", ha detto Ton-That.

"Inoltre, credevo ai Bitcoin, quindi ne possedevo alcuni."

Amr Alfiky - The New York Times

La celebrità grazie ai corpi di polizia

Verso la fine del 2017, la società era quindi in possesso di un formidabile strumento di riconoscimento facciale, chiamato Smartcheck.

Ma Schwartz e Ton-That ancora non immaginavano potenziali acquirenti.

Molte erano le possibilità: trasformarlo in uno strumento di controllo per le babysitter o fornirlo come funzionalità aggiuntiva alle telecamere di sorveglianza.

E perché no farne uno strumento per le guardie di sicurezza nelle hall degli edifici o per aiutare gli hotel ad accogliere gli ospiti per nome?

"Abbiamo pensato a ogni idea", ha detto Ton-That.

Alla fine del 2017 l’app è stata proposta anche a Paul Nehlen, un repubblicano antisemita e autodefinitosi "pro-bianco" in corsa per il Congresso in Wisconsin, come "database non convenzionale" per "ricerca sull'opposizione estrema", secondo un documento fornito a Nehlen e successivamente pubblicato online.

Ton-That tuttavia ha negato di aver offerto un tale tipo di servizi.

La società cambiò presto il suo nome in Clearview AI e iniziò la commercializzazione alle forze dell'ordine.

Fu allora che la società ottenne i sui primi fondi da finanziatori esterni: il sig. Thiel e Kirenaga Partners.

Tra l’altro, il sig. Thiel era famoso per aver finanziato segretamente il processo di Hulk Hogan che ha portato al fallimento del famoso sito web Gawker.

Sia Thiel che Ton-That erano stati oggetto di articoli diffamanti da Gawker.

"Nel 2017 Peter ha donato a un giovane fondatore di talento $ 200.000, che due anni dopo ha convertito in azioni di Clearview AI", ha dichiarato Jeremiah Hall, portavoce di Thiel.

“Questo è stato l'unico contributo di Peter. Non è coinvolto maggiormente nella compagnia."

Anche dopo una seconda ondata di finanziamento nel 2019, Clearview non è cresciuta più di tanto, avendo raccolto $ 7 milioni dagli investitori, secondo Pitchbook, un sito web che traccia gli investimenti nelle start-up.

La società ha rifiutato di confermare l'importo.

A febbraio la polizia di Stato dell'Indiana ha iniziato a sperimentare Clearview.

Hanno risolto un caso in soli 20 minuti utilizzando l'app.

Durante una rissa tra due uomini in un parco uno ha sparato all'altro nello stomaco.

Uno spettatore ha registrato l’accaduto con il telefono e quindi la polizia è entrata in possesso di un’immagine del volto dell’uomo armato che poteva essere processata dall'app Clearview.

Hanno immediatamente ottenuto una corrispondenza: l'uomo è apparso in un video che qualcuno aveva pubblicato sui social media e il suo nome era incluso in descrizione.

"Non aveva la patente di guida e aveva la fedina penale pulita, quindi non era nelle banche dati del governo", ha detto Chuck Cohen, capitano della polizia dello Stato dell'Indiana in quel momento.

L'uomo fu arrestato e accusato. Cohen ha affermato che probabilmente non sarebbe stato identificato senza la possibilità di ricercarne il volto sui social media.

La polizia statale dell'Indiana è diventata il primo cliente di Clearview, secondo la compagnia.

(La polizia ha rifiutato di commentare, limitandosi all’ammissione di aver provato l'app Clearview.)

Clearview ha cominciato a contattare funzionari attuali ed ex-repubblicani in modo da arrivare direttamente alle forze di polizia, alle quali avrebbe offerto prove gratuite e licenze annuali per soli $ 2.000.

Schwartz ha sfruttato le sue connessioni politiche per far conoscere l’app ai funzionari del governo, secondo Ton-That.

("Sono entusiasta di avere l'opportunità di aiutare Hoan a guidare Clearview nella missione di aiutare le forze dell'ordine a proteggere i bambini e migliorare la sicurezza delle comunità in tutto il paese", ha affermato Schwartz attraverso un portavoce.)

Fulcro dei contatti con i clienti dell’azienda era Jessica Medeiros Garrison, in carica della gestione della campagna repubblicana di Luther Strange come procuratore generale dell'Alabama.

Brandon Fricke, un agente della NFL (National Football League) fidanzato con la presentatrice della Fox Tomi Lahren, ha dichiarato in un rapporto di divulgazione finanziaria durante una campagna congressuale in California di essere un "consulente per la crescita" dell'azienda.

(Clearview ha affermato che si trattava di un ruolo di breve durata non retribuito e che la società aveva assunto anche dei sostenitori del partito democratico per aiutare a commercializzare i suoi prodotti.)

Un grafico che la divisione marketing di Clearview ha fornito alle forze dell'ordine

La strategia di vendita più efficace dell'azienda consiste nella fornitura agli agenti di prove gratuite di 30 giorni. Gli agenti poi incoraggerebbero i loro dipartimenti di afferenza a sottoscrivere una licenza, raccomandando anche l’app ai colleghi ufficiali di altri dipartimenti di polizia durante conferenze oppure via internet. Il tutto emerge da fonti interne alla compagnia e dai documenti forniti dai dipartimenti di polizia durante indagini pubbliche.

Hoan Ton-That aveva finalmente trovato il colpo di fortuna tanto atteso.

A luglio, un detective di Clifton, New Jersey, ha invitato in una mail il suo capitano ad acquistare il software poiché era "in grado di identificare un sospetto in pochi secondi".

Durante la prova gratuita del dipartimento, Clearview aveva identificato dei taccheggiatori, un ladro di Apple Store e un sospettato che aveva preso a pugni un uomo minacciando poi i passanti con un coltello.

Le foto "potrebbero essere scattate di nascosto con lo smartphone e inserite poi nel software, senza mettere a repentaglio l'operazione di sorveglianza", ha scritto il detective nell'e-mail, fornita al The Times da due ricercatori di Open the Government, Beryl Lipton di MuckRock e Freddy Martinez.

Hanno scoperto Clearview alla fine dell'anno scorso, analizzando come i dipartimenti di polizia locali utilizzino il riconoscimento facciale.

In accordo con una proposta di vendita di Clearview, esaminata dal The Times, l'app ha aiutato a identificare alcuni individui. Una persona, il cui volto era stato immortalato in foto scattata in una palestra, accusata di aver abusato sessualmente di un bambino, un’altra persona sospettata di una serie di furti di cassette postali ad Atlanta, uno sconosciuto trovato morto su un marciapiede nell'Alabama e alcuni sospetti in più casi di frode d'identità ai danni di alcune banche.

Il detective Sgt. Nick Ferrara a Gainesville, in Florida, ha dichiarato di aver usato l'app di Clearview per identificare dozzine di sospetti

A Gainesville, in Florida, il detective Sgt. Nick Ferrara ha udito di Clearview la scorsa estate grazie a una pubblicità su CrimeDex, un servizio pubblicitario per investigatori specializzati in crimini finanziari.

Ha affermato di aver precedentemente fatto affidamento esclusivamente su uno strumento di riconoscimento facciale, FACES, fornito dallo Stato e che attinge da oltre 30 milioni tra foto segnaletiche diffuse nello Stato della Florida e foto di proprietà del Dipartimento della Motorizzazione

Il sergente Ferrara ha trovato l'app di Clearview di tutt’altro livello.

Il suo database di immagini è molto più grande e, diversamente da FACES, l'algoritmo di Clearview non necessita di foto che ritraggono direttamente i volti delle persone.

"Con Clearview è possibile utilizzare foto non perfette", ha dichiarato il sergente Ferrara.

"Una persona può indossare un cappello o gli occhiali, oppure può essere ritratta di profilo o parzialmente."

Ha testato l’app usando una sua foto per arrivare direttamente alla sua pagina Venmo.

Ha caricato le foto di vecchi sospettati in casi non ancora risolti e identificato più di 30 corrispondenze.

A settembre il dipartimento di polizia di Gainesville ha pagato 10.000 USD per una licenza annuale Clearview.

Le forze dell'ordine federali, compreso l'FBI e il Dipartimento per la sicurezza nazionale, stanno testando l’applicazione, così come le autorità canadesi e i funzionari del governo, secondo la compagnia.

Nonostante la sua crescente popolarità, Clearview è balzata agli onori delle cronache solamente alla fine del 2019, quando i pubblici ministeri della Florida hanno accusato una donna del furto di due barbecue e di una aspirapolvere presso un negozio di Ace Hardware a Clermont.

È stata identificata quando la polizia ha prelevato un fermo immagine da una telecamera di sorveglianza e attraverso Clearview sono arrivati alla sua pagina Facebook.

Un tatuaggio visibile nel video di sorveglianza e le foto di Facebook hanno confermato la sua identità, secondo una dichiarazione giurata nel caso.

“Siamo tutti fregati”

Secondo Ton-That l’app non è infallibile.

La maggior parte delle foto nel database di Clearview ritraggono il volto delle persone a livello degli occhi, mentre gran parte del materiale caricato dalla polizia proviene da telecamere di sorveglianza montate su soffitti o alte sulle pareti.

"Hanno messo le telecamere di sorveglianza troppo in alto", afferma Ton-That.

"L'angolazione è sbagliata per un buon riconoscimento del volto."

Nonostante ciò l’app ha dimostrato un’efficacia del 75%, ha affermato l’azienda.

Ma non è chiaro quanto spesso lo strumento fornisca false corrispondenze perché non è stato testato da un ente indipendente come il National Institute of Standards and Technology, un'agenzia federale che valuta le prestazioni degli algoritmi di riconoscimento facciale.

"Non disponiamo di dati che suggeriscono quanto l’app sia accurata", ha affermato Clare Garvie, ricercatrice presso il Center on Privacy and Technology della Georgetown University, che ha studiato l'uso del riconoscimento facciale fatto dal governo.

"Più il database è grande, maggiore è il rischio di identificazione errata a causa della presenza di un numero maggiore di profili con caratteristiche facciali simili.

E stiamo parlando di un database enorme di persone risultato di una ricerca casuale su Internet. "

Ma i funzionari delle forze dell'ordine si dicono convinte dell’efficacia dell'app.

"Per noi, il test doveva mostrare che l’app funzionasse", ha dichiarato Cohen, ex capitano della polizia di stato dell'Indiana.

Una delle ragioni per cui Clearview sta salendo alla ribalta è legata all’unicità del suo servizio.

Facebook e altri siti di social media vietano alle persone di raccogliere immagini degli utenti: Clearview sta violando i termini di servizio di tali siti.

"Molte persone lo stanno facendo", afferma consapevolmente Ton-That scrollando le spalle.

"Facebook lo sa."

Jay Nancarrow, un portavoce di Facebook, ha dichiarato che la società sta rivedendo la relazione con Clearview e "prenderà le misure appropriate se scoprirà che le sue regole sono state violate".

Il signor Thiel, il finanziatore di Clearview, siede nel consiglio di Facebook.

Nancarrow ha rifiutato di commentare gli investimenti personali del signor Thiel.

Alcuni funzionari delle forze dell'ordine hanno dichiarato di non essersi resi conto che le foto caricate venivano inviate e archiviate sui server di Clearview.

Clearview ha cercato di alleviare le preoccupazioni pubblicando il documento FAQ legato all’app e che viene inviato ai potenziali clienti: nel documento si afferma che ai dipendenti del suo servizio clienti non è permesso guardare le foto caricate dalla polizia.

Materiale di marketing di Clearview, ottenuto tramite una richiesta di prove ad Atlanta

Clearview ha anche assunto Paul D. Clement, avvocato generale degli Stati Uniti sotto il presidente George W. Bush, per chiarire i dubbi legati alla legalità dell'app.

In una nota di agosto che Clearview ha fornito a potenziali clienti, tra cui il Dipartimento di Polizia di Atlanta e l'ufficio dello sceriffo della Contea di Pinellas in Florida, Clement ha affermato che le forze dell'ordine "non violano la Costituzione federale o le relative leggi statali sulla biometria e sulla privacy utilizzando Clearview".

Clement, ora partner di Kirkland & Ellis, ha scritto che le autorità non devono rivelare agli imputati di essere stati identificati tramite Clearview, a meno che non sia l'unica base per ottenere un mandato per arrestarli.

Clement non ha risposto a maggiori richieste di commento.

La nota ha ben presto dimostrato la sua efficacia: la polizia di Atlanta e l'ufficio dello sceriffo della contea di Pinellas hanno presto iniziato a usare Clearview.

Poiché la polizia carica sull’app foto di indiziati da identificare, Clearview possiede un database di persone in continua crescita e che ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine.

La compagnia ha anche la capacità di manipolare i risultati che la polizia vede.

Nel momento in cui la società ha scoperto che avevo chiesto agli ufficiali di caricare la mia foto sull'app, il mio volto è stato contrassegnato dai sistemi Clearview e per un po’ non ha mostrato corrispondenze.

Interrogato sull’argomento, il signor Ton-That ha glissato con un sorriso definendolo un "bug del software".

“È inquietante ciò che stanno facendo, ma ci saranno molte più di queste aziende.

Non c'è un monopolio sulla matematica ", ha detto Al Gidari, docente di privacy presso la Stanford Law School.

"In assenza di una forte legge federale sulla privacy, siamo tutti fregati."

Ton-That afferma comunque che la sua azienda usa unicamente immagini pubblicamente disponibili.

Se modifichi un'impostazione sulla privacy in Facebook in modo che i motori di ricerca non possano collegarsi al tuo profilo, le tue foto di Facebook non saranno incluse nel database, ha detto.

Ma se il tuo profilo è già stato cancellato, è troppo tardi.

La società conserva tutte le immagini che ha raccolto anche se sono state eliminate o rimosse. Nonostante tutto Ton-That ha affermato che la società stava lavorando a uno strumento che avrebbe permesso alle persone di richiedere che le immagini fossero rimosse se non più presenti sul sito web di origine.

Woodrow Hartzog, professore di giurisprudenza e informatica alla Northeastern University di Boston, vede Clearview come l'ultima prova che il riconoscimento facciale dovrebbe essere vietato negli Stati Uniti.

"Ci siamo concentrati enormemente sulla prevenzione per non fare affidamento ad una tecnologia così rischiosa, ma ora quelle barriere che ci siamo posti stanno saltando a causa degli enormi interessi economici in ballo", ha dichiarato Hartzog.

"Fatico a vedere un futuro in cui sfruttiamo la tecnologia di riconoscimento facciale evitando di abusarne. L'unico modo per arginare tale tecnologia è vietarla."

Tutti conosceranno il tuo nome

Durante una mia recente intervista presso gli uffici di Clearview in una sede di WeWork nel quartiere Chelsea di Manhattan, Ton-That ha provato l'app su se stesso.

Si è scattato un selfie e lo ha caricato.

L'app ha raccolto ventitre sue foto.

In una è ritratto senza camicia mentre accende una sigaretta ed è coperto da quello che sembra sangue.

Ton-That mi ha poi scattato una foto con l'app.

Il "bug del software" era stato ormai corretto, e la mia foto è stata associata a numerosi risultati, vecchi anche di un decennio. Da notare anche una mia foto mai vista prima.

Quando ho usato la mano per coprire il naso e la parte inferiore del viso, l'app è comunque riuscita a trovare sette corrispondenze corrette.

Gli agenti di polizia e i finanziatori di Clearview prevedono che l’app sarà finalmente disponibile al pubblico.

Ma Ton-That ha mostrato la sua riluttanza.

"Ci saranno sempre dei cattivi che ne abuseranno", ha detto.

Anche se Clearview non rende la sua app disponibile pubblicamente, un’altra società, ora che il tabù è caduto, potrebbe ricopiare l’idea.

Cercare qualcuno usando una foto del suo volto potrebbe diventare facile come cercare su Google un nome.

Gli estranei sarebbero in grado di ascoltare conversazioni sensibili, scattare foto dei partecipanti e conoscere segreti personali.

Qualcuno che cammina per strada sarebbe immediatamente identificabile e il suo indirizzo di casa sarebbe a pochi clic di distanza.

Saremmo di fronte alla fine del pubblico anonimato.

Dopo avergli chiesti cosa pensasse delle possibili implicazioni di una tale capacità Ton-That è stato preso alla sprovvista

"Devo pensarci", ha detto. “Noi crediamo che questo sia comunque l’uso migliore di questa tecnologia”.

Tradotto da Matteo Locatelli, revisione di Giacomo Alessandroni per PeaceLink. Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
N.d.T.: Titolo originale: The Secretive Company That Might End Privacy as We Know It

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