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In una nota del primo Luglio il CERT, Computer Emergency Readiness Team, come rimedio ad una seria vulnerabilità di Interner Explorer consigliava tra le altre soluzioni - in attesa di un rimedio da parte di Microsoft - l'uso di browser alternativi, onde evitare possibili danni sui pc e le reti degli utenti.

Naturalmente la notizia non ha scosso le fondamenta del mercato dei browser, ma sembra che qualche reazione ci sia stata. Il 30 giugno, quasi contemporaneamente a questa dichiarazione, è uscito su un sito di proprietà Microsoft, un articolo tutto sommato favorevole all'uso di Firefox, scritto da un Paul Boutin stanco di continue falle della sicurezza ed irritato dalla pigrizia di Zio Bill lento nel rilasciare nuove versioni di IE che è ormai fermo da troppo tempo alla release 6.

Certo, il passaggio non è indolore, bisogna scaricare i vari plugin e abituarsi un po' alla nuova interfaccia, ma alla fine può valerne la pena, soprattutto se il programma nuovo è migliore del vecchio, se ha qualcosa in come ad esempio la possibilità di navigare su diversi siti all'interno della stessa finestra utilizzando il così detto tabbed browsing.

C'è da tener presente anche il fatto che un prodotto di nicchia subisce logicamente meno attacchi rispetto a uno molto diffuso: se Firefox dovesse crescere in modo sensibile forse mostrerebbe a sua volta delle falle che per il momento non sono conosciute.
La notizia di oggi è la notevole crescita dei download di Firefox proprio negli ultimi giorni.

Evidentemente non si tratta di una buona notizia per Microsoft, un po' in difficoltà davanti ad un rivale già molto apprezzato ancora in versione beta. Evidentemente a Redmond si stanno concentrando su Avalon e su quel compendio di tecnologie che faranno parte di Longhorn.
Tutto questo potrebbe portare qualche fastidio imprevisto su un fronte che sembrava ormai tranquillo; non è detto che si ritorni alla guerra dei browser, ma la concorrenza potrebbe trovare maggiori spiragli.

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