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Cosa ne facciamo dell'F-35? Buttiamolo nella spazzatura

Nelle 18 pagine del rapporto inviato al Congresso si sottolinea la "mancanza di maturità" del programma
15 gennaio 2013 - Rossana De Simone

F-35

Secondo Winslow Wheeler, ex membro del Senato che dirige il Progetto di Riforma Militare “Straus” presso il Center for Defense Information, l'F-35 è un aereo mediocre perché le sue "diverse esigenze lo costringono a scendere a compromessi" e sostiene che il costruttore Lockheed Martin ha mascherato i costi esorbitanti.
"C'è solo una cosa da fare con l'F-35: buttarlo via. Le forze aeree americane meritano un aereo migliore, e i contribuenti meritano una spesa minore. La pattumiera lo attende.
Anche se non è costoso come l'F-22 Raptors, che ha un costo unitario di 678 milioni dollari, l'F-35 è il programma più costoso perché ha un costo totale (acquisto e gestione)di più di 1.5 trilioni di dollari.

L'agenzia di stampa britannica Reuters ha riportato, in data 13 gennaio, il contenuto sostanziale della relazione annuale del Pentagono in cui Michael Gilmore, sottosegretario del Dipartimento della Difesa per l'Operational Test and Evaluation, rivela importanti problemi non solo con tutte e tre le versioni del F-35, ma anche carenze nel rispettare le scadenze dei test di volo.

Nelle 18 pagine del rapporto inviato al Congresso, incluso un resoconto dettagliato di tali questioni, si sottolinea la "mancanza di maturità" del programma, perché rimangono irrisolti i problemi e le questioni di recente scoperta. Questo progetto è stato ristrutturato tre volte negli ultimi anni per rallentare la produzione e permettere il suo avanzamento nello sviluppo.

Nel documento http://timemilitary.files.wordpress.com/2013/01/f-35-jsf-dote-fy12-annual-report.pdf sono elencati tutti i problemi per versione, fra questi l'eccessivo peso quando il velivolo è armato, la delaminazione del rivestimento (che lo rende quasi invisibile) dovuta alla temperatura e velocità ad alta quota, le crepe nella parte inferiore della fusoliera, la poca memoria del casco per l'acquisizione dati. Senza contare che le restrizioni per i test di volo sono dovute ai ritardi nella consegna dei nuovi pacchetti software.

Ma i problemi per l'F-35 non finiscono qui e non riguardano solo questioni tecniche. Dopo Canada, Olanda e Australia, anche la Turchia sta rivalutando i suoi piani con il governo degli Stati Uniti e la Lockheed Martin, in quanto è insoddisfatta dello sviluppo del progetto e dei suoi costi.
http://www.turkishweekly.net/news/146396/turkey-delays-f-35-order-due-to-lacking-in-project.html

E l'Italia cosa fa? Il sole24ore promuove il ministro Di Paola perché
“ha messo a segno la legge di riforma dello Strumento militare nazionale, cioè la revisione del modello di difesa grazie alla quale sarà possibile una riduzione degli organici delle forze armate, compresi quelli di vertice. La riforma, pur riducendo i costi legati al personale, conquista l’acquisto dei caccia F35″.

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