La minaccia dalla Corea del Nord
La Corea del Nord ha nuovamente lanciato un missile. Molti dei lanci precedenti hanno mostrato malfunzionamenti, e rimane sconosciuto se tra quelli con esito positivo si siano raggiunte la distanza e la precisione previste. Ma con un numero sufficiente di missili, affidabili o meno, e con cariche nucleari sufficientemente leggere e potenti, una bomba potrebbe, in futuro, raggiungere Okinawa o l'Alaska, o anche più in là.
Un tale attacco nucleare dalla Corea del Nord significherebbe la fine del Paese stesso. Il suo territorio sarebbe nuovamente ridotto in cenere. Ceneri alle ceneri della guerra nel 1950. Vi è mai stato un Paese così completamente distrutto come la Corea del Nord? La prossima volta sarà peggio. I leader nordcoreani lo sanno. Siate certi, vogliono sopravvivere, ma avrebbero usato le armi nucleari che non avrebbero voluto.
Cosa ha fatto il DPRK - la Corea del Nord - per meritare le condanne del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite? Il paese ha lasciato il Trattato di non proliferazione, NPT, al fine di sviluppare il suo programma di armi nucleari. Il Consiglio di sicurezza ha vietato i lanci di missili dalla Corea del Nord che possano essere parte di un programma nucleare. Quando gli altri Paesi nucleari non membri dell'NPT - India, Pakistan e Israele - lanciano missili certamente in grado di trasportare armi nucleari, non si avvertono proteste da parte del Consiglio di Sicurezza.
I Nuclear States che sono membri dell'NPT - Russia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Cina - si impegnarono nel 1968 per negoziare l'eliminazione totale dei loro arsenali nucleari. Finora, dopo quasi mezzo secolo, questi negoziati devono ancora iniziare. Russia e Stati Uniti le mantengono pronte per il lancio in pochi minuti, rendendo una realtà i rischi di distruzione per errore del nostro pianeta.
Al fine di fermare il programma di armi nucleari in Corea del Nord, si sono proposte e rinnovate sanzioni più severe. Non ci sono prove che le attuali sanzioni abbiano avuto alcun effetto sullo sviluppo militare nordcoreano. Al contrario, i leader politici possono così incolpare al nemico il sottosviluppo e la fame ricorrente.
In un conflitto è sempre importante ascoltare la controparte, anche se quella controparte è abominevole come i despoti della Corea del Nord. Stati Uniti e Corea del Nord non hanno mai risolto lo status di conflitto che esiste tra loro dal 1950. I leader di Pyongyang vogliono negoziati per un trattato di pace. Vogliono anche una penisola coreana libera dalle armi nucleari. Che probabilmente includerebbe la fine dell'accordo di deterrenza estesa tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud. L'enorme superiorità degli Stati Uniti nelle armi convenzionali indica che la sicurezza della Corea del Sud non si ridurrebbe se la Corea diventasse una zona libera dalle armi nucleari.
Si dovrebbe provare a negoziare.
Certo sono considerazioni "fuori dal coro". Una voce minoritaria nella marea di accuse nei confronti della Corea del Nord, tali da far credere forse che il dott. Westberg stia "dall'altra parte". Considerazioni però che auspicano che i Nuclear States arrivino a un dibattito concretamente produttivo, vista la minaccia globale insita nel solo possesso di armi atomiche. E che comprenda all'interno di esso anche la stessa presenza del governo nordcoreano.
A prescindere dalla minaccia ostentata da Pyongyang.
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