La Svezia entra la Nato e già si parla delle armi nucleari
Questo si legge su Euroactiv. Vediamo i punti principali della questione e le obiezioni che i pacifisti ovviamente sollevano.
Irresponsabili e preoccupanti. Così la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (Ican) - coalizione di 650 organizzazioni non governative da 110 Paesi diversi che si batte per la messa al bando delle armi nucleari, Premio Nobel per la Pace nel 2017 - ha bollato le recenti iniziative di politica estera del governo svedese.
"Ican ha criticato in particolare alcune dichiarazioni che il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha rilasciato il 13 maggio alla radio pubblica P1 Morgon. In quell’occasione Kristersson ha detto che la Svezia sarebbe disponibile a ospitare testate nucleari statunitensi nel caso in cui scoppiasse una guerra", scrive Alessandro Ferrari su Altreconomia.
I punti principali dell'articolo
- Accordo di Cooperazione per la Difesa (DCA): il Parlamento svedese voterà un accordo che consente agli Stati Uniti l'accesso a 17 basi militari svedesi.
- Preoccupazioni sulle armi nucleari: l'opposizione e la società civile esprimono timori riguardo alla possibilità che l'accordo permetta l'installazione di armi nucleari in Svezia.
- Formulazione vaga: la formulazione dell'accordo è considerata vaga per quanto riguarda l'uso delle armi nucleari, suscitando preoccupazioni.
- Dichiarazioni del governo: il ministro della Difesa svedese nega la possibilità di ospitare armi nucleari, mentre il primo ministro lascia aperta la possibilità in caso di guerra.
- Richiesta di referendum: parte della società civile, compresi 92 intellettuali, accademici e professionisti, richiedono un referendum sull'accordo.
- Rischio di coinvolgimento in conflitti: i critici sull'accordo sostengono che potrebbe aumentare il rischio di coinvolgimento della Svezia in conflitti internazionali.
- Probabile approvazione: nonostante le preoccupazioni, l'accordo potrebbe essere approvato dalla maggioranza parlamentare.
Le preoccupazioni dei pacifisti
- Aumento del rischio di conflitti. L'accesso statunitense alle basi militari svedesi potrebbe trascinare la Svezia in conflitti internazionali che non la riguardano direttamente. i pacifisti vedrebbero questo come una minaccia alla pace e all'identità storica del paese.
- Ambiguità sulle armi nucleari. La vaghezza dell'accordo riguardo alla presenza di armi nucleari in Svezia rappresenta un serio rischio. La possibilità che il territorio svedese ospiti armi nucleari, soprattutto in tempo di guerra, contrasta con i principi pacifisti che si oppongono alla proliferazione delle armi di distruzione di massa.
- Sovranità e sicurezza. I pacifisti sono preoccupati che l'accordo riduca la sovranità svedese, permettendo agli Stati Uniti di decidere su questioni critiche di difesa e sicurezza. Questo potrebbe compromettere la capacità della Svezia di mantenere una politica di pace indipendente.
- Politica di distensione. L'accordo potrebbe minare la tradizionale politica di distensione della Svezia, che ha sempre cercato di mantenere relazioni pacifiche e di ridurre le tensioni internazionali.
- Richiesta di referendum. I pacifisti sostengono la richiesta di un referendum, e questo riflette un desiderio di democrazia diretta e partecipazione pubblica nelle decisioni cruciali sulla sicurezza nazionale. Ignorare questa richiesta potrebbe essere visto come una mancanza di rispetto per la volontà popolare e un passo verso la militarizzazione.
Articoli correlati
- Il trattato fissa un tetto di 1.550 testate nucleari strategiche
Il prossimo anno scade il New START sulle armi nucleari a lunga gittata
Il 2026 può diventare l’anno nero del riarmo nucleare. Occorre come pacifisti promuovere la mobilitazione perché il 2026 diventi invece l'anno della ripresa del dialogo per formare la nuova corsa agli armamenti nucleari, sia quelli a medio raggio (INF) sia quelli a lungo raggio (New START).25 agosto 2025 - Alessandro Marescotti - L’importanza educativa della memoria di John Rubel, l’esperto del Pentagono che si dissociò
Il male al servizio del bene? Hiroshima, Nagasaki, Rubel e l’ombra lunga dell’apocalisse atomica
Nel 1960 esisteva un piano per un massiccio first strike nucleare contro l’URSS. Prevedeva di colpire per primi Mosca. Il bilancio previsto? Oltre 600 milioni di morti di cui 375 all'istante. Rubel, dopo aver visto quelle cifre, le paragonò apertamente alla logica dello sterminio nazista.7 agosto 2025 - Alessandro Marescotti - Prossimamente si svolgerà la Steadfast Noon, l’esercitazione NATO che simula la guerra nucleare
80 anni dopo Hiroshima: la memoria che ci chiede di agire
Oggi ricorre l’anniversario della prima bomba atomica usata contro un centro abitato. Una strage di civili, mostruosamente giustificata come necessaria e che ancora oggi chiede giustizia. Soprattutto ci impone una domanda: può accadere di nuovo?6 agosto 2025 - Alessandro Marescotti Ucraina tra legittima aspirazione all’indipendenza ed etnonazionalismo
Leopoli, per quanto possa sembrare strano è una città molto frequentata da turisti che fanno foto e selfie davanti alle chiese e alle piazze più belle. Ci sono anche diversi musei e tour organizzati, birrerie, ristoranti e locali sono affollati, (molti sono “italiani”: “Limoncello” e “Celentano”).30 luglio 2025 - Mauro Carlo Zanella
Sociale.network