Così l’uranio inquina la Terra. Per sempre

21 settembre 2006
Stefania Divertito

Lo scoppio di un proiettile a uranio impoverito genera temperature elevatissime e quindi un aerosol di particelle dalle dimensioni nanometriche. Sono queste, secondo gli ultimi studi, le responsabili delle malattie dei soldati di ritorno dalle missioni di pace. Ma c'è di più: Stefano Montanari, nanopatologo di fama internazionale, ha studiato la contaminazione ambientale dovuta alle guerre. «Le polveri super sottili dovute a queste armi che generano temperature superiori ai 300 gradi - ha spiegato a Metro - si comportano come gas, restano sospese e possono essere portare a chilometri di distanza dal vento». Insomma, una contaminazione ambientale a tutto campo. «E' l’inquinamento globalizzato», afferma lo specialista che sta presentando i suoi studi in molti Paesi del mondo. Ad agosto è stato a Hiroshima, dove Metro era presente, alla terza conferenza per la messa al bando dell’uranio impoverito.

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