Comunicato stampa

L'italia al centro della simulazione di una guerra nucleare

Il diritto di sapere come salvarsi delle comunità
23 ottobre 2026

Che cosa accadrebbe alle nostre città e alle nostre famiglie se la spirale della guerra nucleare dovesse sfuggire al controllo? Se i sistemi di difesa basati su algoritmi e automazione fallissero?

È la domanda angosciante che i cittadini e le associazioni del territorio hanno rivolto direttamente al Prefetto con una lettera formale.

In questi giorni nei nostri cieli è in corso l'esercitazione NATO Steadfast Noon, un’esercitazione in cui i velivoli impegnati si addestrano per dimostrare prontezza nell’uso delle bombe atomiche, un’operazione definita dall’Alleanza di deterrenza in cui l’Italia rischia di trovarsi in prima linea in uno scenario di distruzione totale, con le bombe atomiche stoccate a pochi chilometri da casa nostra, nelle basi di Aviano e Ghedi.

L’Orologio dell’Apocalisse, creato dagli scienziati nel 1947 durante le tensioni della guerra fredda e regolato di anno in anno, ci dice che mancano 85 secondi alla fine dell’umanità, secondi in calo rispetto agli 89 del 2025.

Unirsi ai numerosi appelli delle organizzazioni pacifiste tra i quali quello della campagna "Stop Steadfast Noon" di PeaceLink e quello della Rete Italiana Pace e Disarmo non è solo un atto di protesta, ma un grido di consapevolezza: non possiamo far finta che la minaccia atomica sia solo una simulazione da videogame. Per questo, cittadini e realtà locali - in continuità con la manifestazione del 6 giugno scorso davanti alla base Usaf di Aviano per il NO al riarmo, alle guerre, ai genocidi e alle atomiche - chiedono risposte chiare e trasparenti:

  • Esistono piani di protezione civile e soccorso sanitario per la popolazione civile in caso di attacco atomico?

  • Perché ai cittadini e alle cittadine non viene data alcuna informazione sui reali rischi e sulle misure di emergenza?

I promotori dell'iniziativa hanno chiesto un incontro urgente in Prefettura e invitano il Prefetto a farsi portavoce presso il Governo dell’appello di chi chiede la diplomazia e la tutela della vita, prima che sia troppo tardi.

I richiedenti richiamano anche l’attenzione dei sindaci, in quanto tutori della salute dei cittadini, e l’attenzione delle aziende sanitarie, in quanto enti cointeressati, al fine di stimolare e condividere l'urgenza e la drammatica rilevanza della problematica.

[segue lettera, allegata in fondo a questo articolo]

ANPI Comitato Regionale Friuli Venezia Giulia
CGIL Pordenone
Comitato provinciale ANPI di Pordenone
Rete DASI-Diritti Accoglienza Solidarietà Internazionale FVG
Donne in Nero di Udine
Tavola per la Pace FVG
Democrazia Costituzionale provinciale di Pordenone
Abbasso la guerra OdV (VA)
Centro Sociale 28 maggio di Rovato (BS)
Wilpf Italia APS
Lista civica Il Bene Comune Pordenone
Alleanza Verdi e Sinistra FVG
Open Sinistra FVG-Furio Honsell
Rifondazione Comunista PN
Patto per l’Autonomia FVG
Movimento 5 Stelle PN
Comitato per la Palestina di Pordenone
Global Sumud Friuli Venezia Giulia
Global Sumud Veneto
Global Sumud Toscana
Global Sumud Calabria
Global Sumud Emilia Romagna
Global Sumud Piemonte
Global Sumud Italia
Legambiente Sernaglia della Battaglia (TV)
ARCI Arcipelago APS di Cordenons (PN)
Circolo Arci Tina Merlin di Montereale Valcellina (PN)
Pax Christi Punto Pace Friuli Venezia Giulia ets 
Rete Solidale Pordenone

Allegati

Articoli correlati

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.12.13 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)