"Laboratori militari di ricerca biologica in Ucraina"
Alla domanda se l’Ucraina disponga di armi chimiche o biologiche, rivoltale dal senatore repubblicano Marco Rubio, Nuland ha risposto che in Ucraina si trovano “laboratori di ricerca biologica” e che Washington ”è preoccupata che le forze russe possano tentare di assumerne il controllo".
"Stiamo lavorando con gli ucraini su come impedire che quel materiale di ricerca possa cadere nelle mani delle forze russe”, ha affermato la Nuland, che già in passato fu protagonista della crisi ucraina quando ricopriva l’incarico di Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs al dipartimento di Stato nell’Amministrazione Obama.
La prosecuzione dell'articolo (aggiornato al 12 marzo) si può leggere cliccando qui.
Non si è fatta attendere la smentita del sito di fact checking Open.online che il 14 marzo ha bollato come "disinformazione" questa notizia: "No! Quelli in Ucraina non sono laboratori militari per la guerra biologica".
Si legge su Open.online: "Il professore associato e direttore del Biodefense Graduate Program presso la Mason University’s Schar School of Policy and Government, Gregory Koblentz, spiega a Open come mai la narrazione russa dei laboratori di armi biologiche in Ucraina potrebbe essere la prima fase di una manovra volta ad attribuire alla Nato un’eventuale minaccia biologica del tutto inventata".
«Questi laboratori vengono utilizzati per diagnosticare e condurre ricerche su malattie endemiche in Ucraina – spiega Koblentz -, non sono progettati o destinati all’uso per condurre ricerche sulle armi biologiche. La preoccupazione non è se la Russia li prenderà in consegna e li utilizzerà per sviluppare armi biologiche. Mosca dispone già di tre grandi strutture di microbiologia militare che utilizza per condurre ricerca e sviluppo sulle armi biologiche. Invece, la preoccupazione è che la Russia diffonda “prove” fabbricate in quei laboratori e affermi di aver scoperto un programma segreto USA-Ucraina per sviluppare armi biologiche. Naturalmente, tale affermazione sarebbe una sciocchezza».
Le conclusioni si Open.online (che contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social) sono le seguenti: "Non esistono laboratori militari dediti alla produzione di armi biologiche in Ucraina. Gli Stati Uniti in collaborazione con altri Paesi della Nato coordinano il Biological Threat Reduction Program, fondato nel 2005 allo scopo di prevenire le malattie infettive e gli attacchi biologici. La storia secondo cui si tratterebbe di un programma per la produzione di armi biologiche è stata creata ben prima dell’invasione dalla propaganda russa. Il pericolo a cui fa riferimento la portavoce del Dipartimento di Stato americano è legato piuttosto al concreto rischio che siano i russi a farne un uso letale per gli ucraini".
Analisi Difesa tuttavia rimporta anche delle altre informazioni, che riportiamo qui di seguito: "Dopo le ammissioni della Nuland, prive peraltro di precisazioni circa gli scopi dei laboratori, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha consigliato l’11 marzo all’Ucraina di distruggere i patogeni ad alta minaccia presenti nei loro laboratori per prevenire “eventuali fuoriuscite” dovute alla guerra in atto che avrebbero diffuso malattie tra la popolazione. Lo riporta l’agenzia di stampa Reuters. «I laboratori ucraini hanno ricevuto il sostegno degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e dell’OMS» si legge nell’articolo in cui la Reuters precisa di aver chiesto commenti alle autorità di Kiev e all’ambasciata ucraina a Washington, che hanno preferito non rilasciare dichiarazioni neppure sotto anonimato".
Aggiunge poi Analisi Difesa: "Nei giorni scorsi Fox News ha ripreso una nota del Pentagono del 2010, prima quindi dei fatti del Maidan, in cui si segnala che “il senatore Dick Lugar si è congratulato per l’apertura del Laboratorio di riferimento centrale ad interim di Odessa, in Ucraina, annunciando che sarà fondamentale nella ricerca di pericolosi patogeni utilizzati dai bioterroristi. Il laboratorio di biosicurezza di Livello 3 verrà utilizzato nello studio dell’antrace, della tularemia, della Febbre Q e di altri patogeni pericolosi”. Lugar, senatore repubblicano all’epoca nella Commissione Esteri, è scomparso nel 2019. Da un comunicato dell’ambasciata degli Stati Uniti a Kiev risultano effettivamente presenti in Ucraina due laboratori del Programma di riduzione della minaccia biologica del dipartimento della Difesa Usa realizzati nel 2019, uno a Kiev e il secondo a Odessa".
Ciò che è ufficiale è la forte sollecitazione dell'OMS verso il ministero della Salute ucraino ed altre autorità competenti a “distruggere gli agenti patogeni ad alto rischio per prevenire il rischio di fuoriuscite“. L’Oms non ha però ancora fornito indicazioni in merito alla tipologia e alla quantità di agenti patogeni stoccati presso le strutture, e non ha precisato neppure se le autorità ucraine abbiano dato seguito alle raccomandazioni. Lo riferisce il sito InsideOver che aggiunge: "Al momento, non esistono prove concrete sul fatto che queste strutture abbiano lavorato o stiano lavorando per produrre armi biologiche. La sensazione è che l’intera vicenda dei laboratori possa essere una storia parzialmente reale (i laboratori esistono davvero) ma deformata e ingigantita dalla propaganda, con la chiara intenzione di lanciare accuse infondate ma capaci di far presa sull’opinione pubblica. Restano, non a caso, alcuni punti oscuri da chiarire".
Intanto la Russia - per bocca del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov - torna a parlare di una "minaccia mortale" riferendosi ai presunti laboratori biologici americani: "L'attività dei laboratori biologici americani" in Ucraina rappresenta "una minaccia mortale per un numero enorme di civili" (Ansa, 15 marzo 2022).
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