I paesi baltici offrono il loro spazio aereo per attacchi alla Russia?

In Lettonia la Nato abbatte un drone ucraino ritenendolo russo

L'abbattimento di un drone in Lettonia da parte di un aereo della Nato solleva la complessa questione dei rischi ai confini con la Russia provocati dalla guerra in Ucraina. A maggio nei paesi baltici vi era stato lo sconfinamento di droni sospettati di essere russi ma anche quelli erano ucraini.
8 giugno 2026
Redazione PeaceLink

La grande confusione dei titoli mediatici

Un aereo della Nato questa mattina ha abbattuto un drone sui cieli della Lettonia pensando che fosse russo. E invece era ucraino.

La cosa è paradossale.

E manda la memoria indietro ad altri episodi simili.

Tra maggio e giugno 2026 la fascia baltica è infatti diventata uno dei punti più sensibili della guerra dei droni. In pochi giorni, l’Estonia e la Lettonia si sono trovate al centro di episodi distinti ma collegati, con incursioni nello spazio aereo, allarmi NATO, accuse incrociate e un effetto politico pesante: la caduta del governo lettone guidato da Evika Siliņa.

Il caso più grave è stato quello del 7 maggio in Lettonia, quando almeno due droni ucraini sono finiti nello spazio aereo lettone dopo essere stati deviati dalla rotta originaria, secondo le ricostruzioni occidentali, attribuite alla guerra elettronica russa. Uno dei velivoli ha colpito un deposito di carburante a Rēzekne, senza fare vittime ma provocando un trauma politico immediato. Pochi giorni dopo, il 19 maggio, in Estonia un altro drone ucraino è stato abbattuto da un jet NATO, in un episodio che ha riacceso la discussione sulla presenza di droni ucraini nei paesi baltici che sono paesi NATO.

Il precedente di Rēzekne

L’incidente lettone del 7 maggio ha mostrato quanto sia ambiguo il ruolo dei paesi baltici che - questa è l'accusa di Mosca - verrebbero usati come trampolino di lancio per colpire San Pietroburgo. Secondo le ricostruzioni disponibili, i droni ucraini sarebbero stati diretti verso obiettivi in Russia, ma la rotta avrebbero subito una deviazione per via dei sistemi di guerra elettronica russi, con un effetto di “spostamento” verso la Lettonia.

Tecnicamente, il “dirottamento” può avvenire in più modi. Il più noto è il jamming, cioè il disturbo del segnale satellitare o di controllo, che rende il drone incapace di seguire la rotta programmata. Un secondo meccanismo è il spoofing, cioè la falsificazione dei segnali di navigazione, che può convincere il drone di trovarsi altrove e quindi farlo virare nella direzione sbagliata. In scenari più complessi, l’effetto combinato di jamming e spoofing può spingere un drone fuori dalla sua traiettoria originale.

La crisi politica

L’impatto interno in Lettonia è stato fortissimo. Dopo l’incidente del 7 maggio, la premier Evika Siliņa ha chiesto le dimissioni del ministro della Difesa Andris Sprūds, accusato di non aver garantito una risposta tempestiva e un’allerta efficace. Sprūds si è dimesso, ma la sua uscita ha innescato un effetto domino: il suo partito ha ritirato il sostegno alla coalizione, la maggioranza è saltata e il 14 maggio la premier ha annunciato le proprie dimissioni.

Il punto politico non era solo la vulnerabilità dello spazio aereo, ma l’idea che lo Stato non avesse reagito con sufficiente rapidità a una minaccia ibrida. In Lettonia, dove la sicurezza nazionale è un tema molto sensibile, l’episodio ha trasformato un incidente aeronautico in una crisi istituzionale. È un esempio raro di come una questione tecnico-militare possa diventare, in poche ore, un fattore di tenuta o rottura di un governo.

Il caso estone

L’Estonia ha vissuto a sua volta un episodio simile. Il 19 maggio un jet NATO ha abbattuto un drone nello spazio aereo estone. Era un drone ucraino e non russo.

Qui emerge il paradosso operativo più delicato: i caccia NATO sono chiamati ad abbattere droni che, al momento della decisione, non sempre sono attribuibili con certezza a una parte o all’altra. Nel caso estone, il drone è stato trattato come una minaccia nello spazio aereo di un Paese NATO, ma la sua “nazionalità” è risultata controversa nelle fasi iniziali.

La scoperta imbarazzante è stata la nazionalità della minaccia.

Una volta appurato che il drone era ucraino e non russo, Kiev ha accusato Mosca di aver deviato uno dei suoi droni verso l’Estonia con interferenze elettroniche.

Lo spazio aereo dei paesi Nato viene usato dall'Ucraina per colpire la Russia?

Una lezione sui Baltici

Gli episodi di maggio e giugno mostrano che il fronte baltico è oggi un laboratorio di equivoci, in cui si combinano droni, elettronica, allarmi civili e propaganda. Per Estonia e Lettonia il problema non è solo difendere il confine, ma stabilire rapidamente chi ha fatto cosa, con quali mezzi e con quali intenzioni.

Ma soprattutto c'è da guardare la cartina geografica. Dobbiamo chiederci: come mai i droni ucraini volano sullo spazio aereo dei Baltici? Per attacchi alla Russia nella regione di San Pietroburgo? 

Traduzioni

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