Resoconto provvisorio del Convegno nazionale di Taranto del 20 novembre 2004

Per una rete delle città militarizzate Nato/Usa

Per una manifestazione nazionale a Taranto in primavera. Per una vertenza nazionale e un referendum popolare in tutte le città di Basi Nato/Usa.
22 novembre 2004
Margherita Calderazzi (Slai cobas di Taranto - cobasta@libero.it)

A fronte delle numerose richieste di sapere del convegno è stato realizzato questo resoconto sommario (assolutamente ufficioso) del convegno in attesa dei comunicati, verbali e le informazioni ufficiali del Comitato dei 2 NO di Taranto. --- Il Convegno nazionale "Nessuna Base Nessuna Guerra" si è tenuto nella giornata di sabato a Taranto, con un dibattito qualitativo e una partecipazione rappresentativa di realtà nazionali. E' stato aperto da una relazione del Prof. Francesco Polcaro del CNR, dell'Associazione "Scienziati e scienziate contro la guerra" che ha portato anche il contributo di Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino e di Iannuzzelli Francesco di PeaceLink. Polcaro, che ha portato un ampio e documentato dossier, ha analizzato e denunciato con forza, in modo ricco i pericoli connessi alla presenza e al transito di sommergibili nucleari, smantellando ogni teoria giustificazionista e sottovalutante dei pericoli per le popolazioni, che notoriamente le autorità militari, il governo, le amministrazioni locali, utilizzano per coprire e far accettare questa situazione che, invece, ha già mostrato ampiamente, in particolare a La Maddalena, quanto sia criminale per le popolazioni del territorio. Da Tokyo è pervenuto un messaggio di Edoardo Magnone, facente anch¹egli parte di "Scienziati e scienziate contro la guerra". Il parlamentare Mauro Bulgarelli ha svolto una dura requisitoria sulla guerra in atto in Irak, Afghanistan, sul ruolo delle truppe dell'imperialismo italiano, le violazioni della Costituzione e il carattere di crimini di guerra delle operazioni militari connesse dalle truppe imperialiste. Forte è stata la denuncia del nesso: guerra/attacco alla democrazia all'interno, come pure alla diffusa illegalità connessa alla presenza delle Basi. Assumendosi l'impegno di rappresentare sempre più questa battaglia sostenuta nelle città Basi dalle lotte e dai Comitati. L'On. Russo Spena, non essendo riuscito ad essere presente al Convegno, ha mandato un suo utile intervento, affermando che la nuova questione meridionale va assunta complessivamente come questione euromediterranea, lottando per chiudere le Basi, per riappropriarsi del territorio. Tonino Camuso dell'Osservatorio dei Balcani, che ha portato un testo estremamente documentato sulla Puglia militarizzata nella guerra globale permanente, ha insistito sulla lotta al ruolo della militarizzazione in Puglia e sulla necessità di una Rete delle città Basi. L'assessore alla provincia di Bari Nicola Occhiofino ha posto l'attenzione allo sviluppo di un movimento per la pace capace nella Regione di contrastare la trasformazione del Mediterraneo e della Puglia in un mare solcato da strumenti di guerra e in una Regione asservita che contrasta con le prospettive di sviluppo di questa terra. Un incisivo intervento è pervenuto da Piero Maestri di Guerra e Pace, che non ha potuto essere tra i relatori previsti. Nell'intervento di Alessandro Marescotti di PeaceLink è stato denunciato il contesto strategico e militare che porta all'ampliamento della Base navale di Taranto, a far diventare Taranto futura sede della VI flotta Usa, contornata da un sistema e da un utilizzo del sistema spionistico, satellitare, inserito nella rete mondiale, a guida Usa, Echelon. Ha denunciato inoltre come le modifiche al codice militare sono volte ad impedire l'attività di scoperta e denuncia di giornalisti ed operatori pacifisti dei piani del pentagono e dei comandi militari italiani, attraverso misure che prevedono arresti e repressione. Marescotti ha documentato l¹attività del Comitato a Taranto per costringere Amministrazioni locali, Prefettura ad informare sui propri impegni di tutela della popolazione dal rischio nucleare, evidenziando che lo scopo di queste iniziative è soprattutto quello di arrivare al punto in cui, data l¹inosservanza di queste norme, è legittimo esigere il divieto di attracco e di transito di sommergibili nucleari e di qualsiasi altra nave da guerra, passibile di utilizzo del nucleare. Salvatore De Rosa di Attac ha proposto che dal Convegno venga lanciata una vertenza nazionale in tutte le città Basi, fondata sulla richiesta di un referendum che permetta alle popolazioni di esprimersi e offra un terreno di scontro prolungato con le istituzioni e amministrazioni locali. La seconda parte del Convegno ha visto soprattutto gli interventi di Comitati e compagni che stanno combattendo sul proprio territorio le Basi militari. Il racconto, fatto da Maja Maiore del Comitato cittadino spontaneo de La Maddalena, della lotta in atto, le sue vicende, le sue difficoltà, ma anche i suoi risultati che rendono la battaglia in atto a La Maddalena il punto di riferimento nazionale attuale di questa lotta, ha coinvolto tutto il Convegno in una forte dimensione nazionale di questa battaglia, in cui ogni Base, ogni lotta diventi nazionale e si leghi, si trasmetta e si reticoli. Da Aviano è intervenuto con uno scritto Giuseppe Rizzardo dell¹Associazione "L'ambiente è vita" sull'impatto ambientale delle attività militari. Dalla Sicilia, è stata portata da Rosario Sciortino dello Slai Cobas per il sindacato di classe di Palermo, la denuncia delle Basi di Sigonella e Comiso e dei nuovi piani di utilizzo di esse nello scenario attuale della guerra globale permanente, e l'impegno a rilanciare la mobilitazione della Regione che vada oltre le dimensioni attuali sviluppate sul territorio. Dalla Sicilia è arrivato anche un lungo intervento su "La mega Sigonella - militarizzazione, mafia e conflitti" di Antonio Mazzeo del Comitato permanente per la smilitarizzazione di Sigonella. Lo Slai cobas di Taranto, al cui impegno insieme alle realtà attive del pacifismo tarantino, in particolare Taranto Sociale, si deve la realizzazione del Convegno, ha portato innanzitutto il valore nazionale della battaglia che si sta conducendo a Taranto. La nuova Base, la più grande del Mediterraneo, appunto un avamposto della guerra proiettato verso l'Irak, il Medio Oriente e i Balcani, connessa al trasferimento del Comando Usa a Napoli, deve diventare un centro della mobilitazione nazionale, e il ruolo del Comitato dei due NO è quello di essere un "nemico interno" che attacca e sabota i piani dell'imperialismo, cominciando ora con un Convegno poi con una manifestazione nazionale. E' stato valorizzato il ruolo di raccolta del Comitato dei due NO, che raccoglie effettivamente, almeno a livello di rappresentanze, le forze reali che per diverse ragioni e convinzioni combattono la guerra, le Basi e la militarizzazione del territorio. Chi non era al Convegno, e in particolare le forze della sinistra parlamentare, Rifondazione compresa, non lo era perchè era contro questo Convegno, dato che fiancheggiano più o meno apertamente il ruolo della Marina a Taranto e ne condividono e coprono i processi di trasformazione Nato/Usa. E' stata rilanciata la necessità di dare una dimensione effettivamente popolare al Comitato, mettendo in luce come i lavoratori e i diversi settori delle masse popolari devono scoprire attraverso l'azione del Comitato le ragioni per scendere in campo e mobilitarsi contro la Base e i suoi effetti, ma anche contro le istituzioni locali. Infine, è stato sottolineato come il metodo principale da seguire ora per coinvolgere le popolazioni, sia quello dell'azione diretta che anche con piccoli numeri incidi e polarizzi l'attenzione dell'opinione pubblica e delle masse e inneschi l'iniziativa e la partecipazione popolare. Tutto ciò va visto come una "guerra", perchè a chi sviluppa piani di guerra e azioni di guerra non si possono opporre parole di pace, ma azioni e un movimento che spazzi via il sistema economico, politico e militare della guerra, basato sui profitti e lo sfruttamento e l'oppressione dei popoli. Il Cobas confederazione nel suo intervento ha sottolineato che proprio la lotta contro la guerra e le forze oscure o aperte che localmente la sostengono sono una delle ragioni che hanno portato alla repressione da Napoli a Genova e che a Taranto ha colpito militanti e realtà, processate a Cosenza - il Comitato di quartiere città vecchia con le realtà ad esso collegate ha fatto appello con un suo intervento alla massima partecipazione alla manifestazione di Cosenza. Il Cobas ha denunciato come Stato, polizia e magistratura vogliono mettere a tacere il dissenso per impedirci di lottare e smascherare i loro piani e disegni. Ma la lotta contro l'ex sindaco fascista Cito fatta dal Centro Sociale a Taranto ha mostrato che una mobilitazione nazionale e locale ampia e vincente è possibile, e che nonostante che anche allora centro destra e centrosinistra erano uniti contro chi combatteva questo stato di cose, ciò non impedì affatto che tanta parte del popolo e anche singoli rappresentanti politici della sinistra nelle istituzioni, si schierassero con l'opposizione reale. Questo lo dobbiamo fare anche oggi contro la Base e la militarizzazione. Importanti sono state nel Convegno le presenze di pacifisti cattolici che hanno contribuito alla sua realizzazione e che hanno un peso rappresentativo nel Comitato dei due NO. Ma interessante è stato la presenza e l¹intervento della Chiesa Valdese che ha denunciato il ruolo della religione e della spiritualità, di stampo cattolico-integralista che ha portato alla vittoria di Bush in America e che sostiene la guerra permanente e sviluppa una guerra di religione antislamica che ne tradisce il messaggio di pace e l¹impegno all¹educazione alla pace. Un dirigente locale dei Comunisti italiani ha sottolineato che è necessario delineare un modello di sviluppo alternativo a quello di una città militarizzata per mobilitare le popolazioni locali. Un rappresentante del Comitato No War di Napoli ha documentato il difficile lavoro di conoscenza e denuncia nei confronti della presenza e del ruolo Nato/Usa a Napoli, in particolare i recenti cambiamenti che vengono annunciati di trasferimenti del comando Usa, ma ha denunciato anche l¹addestramento delle truppe irakene a Bagnoli - contro cui il Csoa ŒTerra - Terra¹ ha indetto una manifestazione per il 24 novembre - e il ruolo dell¹aeroporto di Capodichino. Significativo è stato poi la denuncia dell¹imperialismo europeo, che troppe volte viene oscurato mettendo in luce il solo ruolo dell¹imperialismo americano, mentre proprio la Costituzione europea legalizza e legittima il riarmo e l¹intervento crescente dell'imperialismo europeo. E' necessario a Napoli il raccordo unitario di tutti i comitati che si muovono nelle diverse realtà militarizzate della Regione e l¹impegno alla costruzione di questa rete nazionale lanciata nel Convegno. Da Ravenna, è venuta la denuncia da parte di Enzo Diana dello Slai cobas per il sindacato di classe della guerra del petrolio, dell'Eni che dismette stabilimenti per sfruttare stabilimenti a Nassirija, dell'Hulliburton, che ha un'azienda anche a Ravenna, del vice presidente Cheney, grande sponsor e profittatore della guerra in Irak e del business della ricostruzione, delle Basi di Pisignano e del sistema delle Basi dell'"Emilia rossa", contro cui si sviluppano iniziative e lotte. Ha aderito al Convegno anche con un suo documento "Gettiamo le Basi" di Bologna e Romagna. Andrea Catone per il Comitato nazionale per la Jugoslavia, che ha mandato anche un lungo documento al Convegno, ha messo in luce come sia stata la guerra dei Balcani, sostenuta dal governo D¹Alema, ad aprire la strada all¹attuale guerra infinita, e di come la Nato si sia ridisegnata come alleanza aggressiva ancor più di prima, nonostante lo scioglimento del patto di Varsavia. Ha portato la piena adesione e l¹impegno perchè da questo Convegno si rilanci e si rafforzi la lotta contro la Nato, per il suo scioglimento e la chiusura delle sue Basi. L'ultimo intervanto é stato dei giovani di Red Block di Taranto, che in tutta la settimana hanno fatto - solo loro purtroppo - una intensa campagna alle scuole con volantini locandini e appello ai presidi e professori per tenere discussioni in classe sul convegno. Nel loro intervento forte é stata la denuncia della guerra imperialista e del sistema e stato che in Italia la supporta, con la repressione e le campagne da unità nazionale. Il tempo a disposizione del Convegno ha costretto a ridurre gli ulteriori interventi che la rappresentativa presenza permetteva, compreso la lettura delle altre adesioni, e interventi scritti, numerosi, arrivati nazionalmente: da Corrispondenze metropolitane di Roma (che ha inviato un intervento "La Nato di Ciampi e quella di Martino e la nostra lotta" ), alla Compagnia teatrale Saverio Tommaso, a "Giustizia e Pace", ad ambientalisti di Taranto, a Giuseppe Scano (http://www.censurati.it), a Studenti di Ingegneria da Pisa, ecc. Otto ore di intenso dibattito, con una presenza difficilmente realizzata così varia e plurale, ma nello stesso tempo così univoca nel centrare l'obiettivo e indirizzare la lotta, hanno reso importante e qualificata questa iniziativa, un Convegno di studio e di lotta, che ha elevato la conoscenza e la coscienza dei partecipanti e ha fornito una gran massa di materiali che possono essere di grande utilità, pensiamo, all¹intero movimento contro le Basi e contro la guerra imperialista. In tempi relativamente brevi, il Comitato dei due NO si è impegnato a realizzare e a mettere in rete gli Atti di questo Convegno con pressoché tutti gli interventi a disposizione. Alla fine sono state elencate alcune decisioni che saranno meglio illustrate dal Comitato dei due NO nei prossimi giorni. Sinteticamente: - Adesione alla manifestazione del 27 a Cosenza; - Adesione al Convegno di Pisa del 11 e 12 dic., di cui diversi intervenuti hanno parlato; - Rete delle città sedi di Basi militari, Nato/Usa; - Vertenza nazionale e Referendum in tutte le città Basi - Manifestazione nazionale a Taranto (proposta orientativa per il 5 marzo), preparata con mobilitazioni locali e come tappa di un lungo "assedio" alle Basi della morte.

Note: --- Precisazione di Alessandro Marescotti di PeaceLink --- Nel testo di Margherita Calderazzi si legge: "Chi non era al Convegno, e in particolare le forze della sinistra parlamentare, Rifondazione compresa, non lo era perchè era contro questo Convegno, dato che fiancheggiano più o meno apertamente il ruolo della Marina a Taranto e ne condividono e coprono i processi di trasformazione Nato/Usa". Annotazione: alcuni dirigenti locali di Rifondazione hanno assistito al Convegno. PeaceLink non censura ma intende rispettare la verità.

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