I bombardieri USA non possono utilizzare la base di Sigonella senza autorizzazione italiana
- Ha fatto molto discutere quanto avvenuto nella base militare di Sigonella che ospita la Naval Air Station americana (NAS). La questione riguarda il diniego italiano all'uso della struttura da parte di aerei militari Usa, comunicato dal ministro della Difesa Guido Crosetto nei giorni scorsi.
Contesto dell'episodio
Gli Stati Uniti hanno inviato un piano di volo per alcuni asset aerei (probabilmente bombardieri) diretti verso il Medio Oriente, già in volo senza previa autorizzazione o consultazione con i vertici italiani.
Una volta verificato che non si trattava di voli logistici ordinari, ma di operazioni non coperte dai trattati bilaterali Italia-Usa (come Nato Sofa del 1951 e accordi successivi), Crosetto ha ordinato il divieto di atterraggio tramite il capo di Stato Maggiore Luciano Portolano.
Il "caveat" (ossia la limitazione) sui voli Usa imponeva comunque restrizioni, salvo emergenze.

Motivi del diniego
Il ministro Crosetto ha agito in linea con quanto dichiarato in Parlamento: operazioni non standard, specie con velivoli da bombardamento, richiedono procedure istituzionali e approvazione parlamentare, con tempistiche dedicate.
Non era stata presentata alcuna richiesta formale, e la comunicazione è arrivata ex post, violando gli accordi vigenti.
Palazzo Chigi ha ribadito che l'Italia opera nel rispetto dei trattati, senza tensioni con gli Usa.
Reazioni e chiarimenti
Crosetto ha smentito narrazioni di "sospensione" delle basi: Sigonella resta attiva per usi ordinari, e i rapporti con Washington sono solidi. Resta tuttavia il fatto che i bombardieri USA non possono usare Sigonella senza autorizzazione italiana, in violazione degli accordi bilaterali (che rimangono tuttavia segreti).
L'episodio richiama alla mente la crisi del 1985 sotto Craxi, quando l'Italia oppose un "no" a Reagan su Sigonella.
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