Israele, vietate le manifestazioni pacifiste
Mentre nel parlamento israeliano avanza il disegno di legge per introdurre la pena di morte, nelle piazze gruppi di pacifisti tentano di manifestare contro la guerra, incontrando una dura repressione.
In Israele si restringe lo spazio della democrazia.
Le manifestazioni pacifiste sono infatti state vietate e gli assembramenti di oltre 50 persone vengono considerati fuorilegge. Una misura che colpisce direttamente il diritto fondamentale al dissenso e che sta suscitando preoccupazione tra organizzazioni per i diritti umani, attivisti e osservatori internazionali.Non si tratta solo di un provvedimento tecnico legato alla sicurezza: siamo di fronte a una scelta politica che ridefinisce i confini della protesta civile. Quando lo Stato impedisce ai cittadini di esprimere pubblicamente la propria opposizione alla guerra, si apre una ferita profonda di cui si parla troppo poco.
Circolano alcune immagini dei cittadini che sono scesi in piazza contro la guerra e dell'intervento delle forze di polizia israeliane.
E' molto importante che a Tel Aviv, nonostante i divieti, alcuni gruppi di attivisti abbiano cercato comunque di far sentire la propria voce. Tel Aviv, in piazza Habima, diverse centinaia di persone hanno protestato contro la guerra e sono stati dispersi dalle forze dell'ordine durante una manifestazione definita «illegale» dalla polizia; gli organizzatori hanno denunciato «una dispersione violenta» e hanno promesso nuove manifestazioni. Diverse persone sono state fermate e alcuni manifestanti sono stati gettati a terra. La polizia ha riferito di 13 arresti. Un'altra manifestazione, che ha riunito un centinaio di persone e definita anch'essa “illegale” dalle autorità, si è svolta ad Haifa, dove cinque persone sono state arrestate, secondo un portavoce della polizia. In Israele, in tempo di guerra, sono vietati i raduni di più di 50 persone. “Resistete”, si leggeva sui cartelli branditi dai manifestanti a Tel Aviv, mentre altri si erano radunati dietro un grande striscione che proclamava: “Smettete di alimentare la macchina da guerra”. I manifestanti avevano risposto all'appello di diverse organizzazioni della società civile come La Paix Maintenant o Standing Together, che denunciano «la guerra senza fine» del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
"La polizia ha disperso violentemente 1.500 manifestanti contro la guerra e contro il governo", ha detto sui social media Alon-Lee Green, co-direttore del gruppo di attivisti ebreo-palestinese Standing Together.
In piazza è stato srotolato un enorme striscione con una parola semplice e potente: “RESISTENZA”.

Le voci pacifiste, seppur schiacciate dalla maggioranza, continuano a farsi sentire, portando nelle piazze foto di bambini uccisi a Teheran, a Gaza o in Libano, per ricordare a tutti il costo inaccettabile della guerra.
Le limitazioni alle libertà di riunione e di espressione rischiano di violare standard consolidati del diritto internazionale. Il diritto di manifestare pacificamente è infatti tutelato da convenzioni fondamentali, e rappresenta uno dei pilastri delle società democratiche.
Negli ultimi anni, anche in altri contesti, si è assistito a un progressivo restringimento del dissenso, spesso giustificato con esigenze di sicurezza, le stesse che hanno vietato al cardinale Pizzaballa di entrare in chiesa.
Il governo israeliano tenta di comprimere le libertà civili per evitare che il NO alla guerra si diffonda.
Secondo l'ultimo sondaggio dell'Israel Democracy Institute (IDI), condotto tra il 22 e il 26 marzo 2026 gli ebrei israeliani favorevoli alla continuazione delle guerra sono il 78% mentre tale consenso scende al 19% fra gli arabi israeliani.
Il sondaggio IDI rivela differenze politiche:
-
Destra: 87% favorevole alla continuazione della guerra
-
Centro: 69,5% favorevole
-
Sinistra: circa il 50% favorevole
L'opposizione alla guerra è salita dal 4% all'11,5% dall'inizio della guerra a oggi.
Il caso israeliano si inserisce in questo quadro. Colpire i pacifisti — cioè coloro che chiedono dialogo, cessate il fuoco, negoziati — significa indebolire proprio quelle voci che potrebbero contribuire a costruire alternative alla violenza.
La cronaca dell'agenzia AFP
Secondo l'AFP il 28 marzo, la sera del 28 marzo, le forze di sicurezza israeliane hanno disperso una manifestazione non autorizzata contro la guerra a Tel Aviv e centinaia di manifestanti contro la guerra sono stati dispersi. Gli organizzatori hanno condannato la "violenta dispersione" e hanno promesso di lanciare nuove proteste.
Almeno quattro persone sono state arrestate e alcuni manifestanti sono stati spinti a terra in una manifestazione a Habima Square nel centro di Tel Aviv, secondo i giornalisti dell'AFP presenti.

Un portavoce della polizia ha detto che un'altra manifestazione di circa 100 persone ha avuto luogo nella città settentrionale di Haifa, che è stata anch'essa classificata come "illegale" dalle autorità, e cinque persone sono state arrestate.
A Tel Aviv, lo striscione tenuto in alto dai manifestanti diceva "resistenza", mentre altri si sono riuniti dietro un enorme striscione che diceva "Smettila di aggiungere carburante alla macchina da guerra".
I manifestanti hanno risposto alla chiamata di diverse organizzazioni della società civile, come "Peace Now" e "Watching Together", che hanno condannato la "guerra senza fine" lanciata dal primo ministro israeliano Netanyahu.
Dall'attacco all'Iran del 28 febbraio, che ha scatenato la guerra in Medio Oriente, ci sono state molte piccole proteste a Tel Aviv. "Common Watch" ha detto in una dichiarazione la sera del 28: "Non ci arrenderemo. Le proteste contro la guerra e il governo continueranno ad espandersi". La dichiarazione ha anche condannato le proteste di "dispersione violenta" a Tel Aviv.
Articoli correlati
Hampshire (Inghilterra) dal 20 al 24 luglioUna fiera d'armi travestita da spettacolo aereo
A Farnborough espongono Elbit, Rafael e il Ministero della Difesa italiano. Londra vieta solo russi e iraniani.15 luglio 2026 - Francesco Iannuzzelli
Investimenti, armi, diritto internazionaleCome i Paesi Bassi finanziano l'economia di guerra israeliana
Un'inchiesta in sei puntate del centro di ricerca olandese SOMO ricostruisce il ruolo dei Paesi Bassi come principale snodo finanziario di Israele nel mondo12 luglio 2026 - Francesco Iannuzzelli
HondurasVia libera alla norma che criminalizza la difesa della terra
Tegucigalpa blinda i grandi progetti e consente sgomberi entro 48 ore delle occupazioni attuate dai lavoratori. Sotto attacco chi difende terra, beni comuni e diritti territoriali6 luglio 2026 - Giorgio Trucchi
Nonostante la repressione governativa esiste una rete di iniziativeLa mappa della pace in Turchia
In un paese come la Turchia dove la libertà di espressione è spesso messa a dura prova, il movimento pacifista rappresenta una realtà complessa e coraggiosa che intreccia inevitabilmente la difesa dei diritti umani e la risoluzione della questione curda.8 luglio 2026 - Albert

sociale.network