Il drone "russo" sconfinato in Estonia era ucraino
Una settimana fa, il 24 marzo 2026, un drone ha colpito la ciminiera della centrale elettrica di Auvere, in Estonia, scatenando un'ondata di titoli sullo "sconfinamento russo".
Il drone di Auvere: la fretta dei media sullo sconfinamento "russo"
Molti media italiani ed europei hanno immediatamente parlato di una "incursione russa", di un "drone russo che sconfina" o addirittura di una provocazione deliberata dalla Russia ai confini NATO. Questa narrazione è rimbalzata ovunque, alimentando tensioni geopolitiche senza alcuna verifica preliminare.

Persino l'ANSA ha titolato "Drone russo colpisce centrale elettrica in Estonia". Poi ha dovuto rettificare scrivendo: "Il primo ministro lettone Evika Silina ha dichiarato sul proprio account X che "indagini sono in corso ma le prime informazioni indicano" che il drone caduto sul territorio lettone era apparentemente ucraino". Nuovo titolo dell'ANSA: "Drone esploso in Lettonia, 'forse è ucraino'".
Più preciso il Post che ha verificato la notizia titolando: "Un drone ucraino diretto in Russia ha colpito accidentalmente una centrale elettrica in Estonia". E scrivendo: "Mercoledì mattina presto alcuni droni ucraini diretti in Russia sono entrati nello spazio aereo di Lettonia ed Estonia: uno ha colpito una ciminiera di una centrale elettrica nella città estone di Auvere, vicino al confine russo, causando danni lievi, un altro si è schiantato al suolo nel sud-est della Lettonia. I droni sono stati lanciati nel corso di un attacco ucraino massiccio contro il territorio russo".
La corsa alle conclusioni
Nei primi momenti, la traiettoria del drone – entrato nello spazio aereo estone dalla Russia – ha portato a etichettarlo come "russo" per default.

Il drone non era russo ma ucraino
Solo giorni dopo, indagini ufficiali hanno rivelato la verità: il drone era ucraino, deviato durante un attacco di Kiev contro il porto russo di Ust-Luga. Simili incidenti hanno colpito Lettonia e Lituania con droni ucraini fuori rotta.
Propaganda di guerra e permeabilità mediatica
Questa vicenda esemplifica la scarsa verifica delle fonti in contesti con forte presenza di propaganda bellica. Nel contesto di guerra ucraino-russa, la narrazione del "drone russo" vende, mentre il "drone ucraino errante" complica il quadro. Molti media - anche di comprovata serietà - si sono rivelati purtroppo permeabili alla propaganda di guerra ucraina, che beneficia di una copertura spesso acritica amplificando le paure di uno scontro Russia-NATO.
I media devono scegliere: cronaca verificata o megafono della propaganza bellica?
La causa ucraina può poggiare su valide fondamenta ma l'uso delle fake news non giova alla sua credibilità.
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