Il programma di riarmo all'esame del Parlamento
Atto del Governo n. 348
Si tratta dello schema di decreto SMD 25/2025 relativo alla difesa delle nostre unità navali ed è un provvedimento considerato cruciale per l'adeguamento della Marina Militare Italiana. Sono previste votazioni.
La Commissione Difesa della Camera sta esaminando un provvedimento con cui il Governo intende proseguire un programma militare già avviato: lo sviluppo di sistemi anti-droni da installare sulle navi della Marina militare.
Si tratta di tecnologie pensate per individuare, disturbare o abbattere droni considerati una nuova minaccia nei conflitti armati.
Dal punto di vista ufficiale, l’obiettivo è rafforzare la protezione delle unità navali.
Dal punto di vista pacifista, invece, questo atto solleva interrogativi importanti: investire ancora in armamenti, anche se definiti “difensivi”, rischia di alimentare la corsa agli armamenti e di aumentare a dismisura le spese militari. Essendo un programma pluriennale, comporta infatti un uso consistente e continuativo di risorse pubbliche, che potrebbero essere destinate anche ad altri scopi sociali: sanità, scuola, ecologia e così via.
La questione di fondo resta aperta: questa scelta aumenta davvero la sicurezza, oppure rafforza un modello che affida la pace soprattutto alle armi, invece che alla riduzione delle cause profonde dei conflitti?
Atto di Governo n. 349
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 26/2025, denominato supporto tecnico logistico e Mid Life Upgrade delle unità navali di tipo fregate FREMM (seguito esame Atto n. 349 – Rel. Saccani Jotti) (Sono previste votazioni).
La Commissione Difesa della Camera sta esaminando (e voterà) un atto del Governo che riguarda il potenziamento e l’ammodernamento delle fregate FREMM, tra le principali navi da guerra della Marina militare italiana.
Il provvedimento approva un programma pluriennale dedicato a due aspetti:
-
il supporto tecnico e logistico (manutenzione, aggiornamenti, assistenza);
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il cosiddetto Mid Life Upgrade, cioè un ammodernamento profondo delle navi a metà della loro vita operativa, per mantenerle efficienti e operative ancora per molti anni.
In termini concreti, non si costruiscono nuove navi, ma si rafforza e prolunga la capacità militare di quelle esistenti, con investimenti pubblici distribuiti nel tempo.
Atto di Governo n. 350
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 04/2025, relativo all'aggiornamento e mantenimento delle capacità operative (MCO) - Mid life modernization (MLM) della componente Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR) MQ-9A dell'Aeronautica militare ivi inclusa l'integrazione del payload (350).
La Commissione Difesa della Camera sta esaminando un atto del Governo che riguarda i droni militari MQ-9A dell’Aeronautica militare, cioè sistemi di aeromobili a pilotaggio remoto utilizzati per missioni di sorveglianza e combattimento. Sono denominati "Hunter Killer", ossia "cacciatore assassino".
Il provvedimento approva un programma pluriennale per:
-
l’aggiornamento e il mantenimento delle capacità operative;
-
una modernizzazione di metà vita (Mid Life Modernization), per prolungarne l’utilizzo nel tempo;
-
l’integrazione di nuovi payload, cioè sensori e apparecchiature che ampliano le funzioni dei droni.
In sostanza, non si tratta di acquistare nuovi droni, ma di rendere più avanzati, efficienti e longevi quelli già in dotazione.
Da una prospettiva pacifista, questo provvedimento è particolarmente delicato.
I droni rappresentano una delle trasformazioni più profonde della guerra contemporanea: permettono di colpire a distanza, riducendo il rischio per chi li utilizza.
Anche qui il tema centrale è l’uso delle risorse pubbliche: investire per mantenere e potenziare droni militari è una scelta che orienta il futuro verso una sicurezza fondata sul controllo armato, piuttosto che sulla prevenzione dei conflitti. Il nome "Hunter Killer" la dice lunga sulla funzione di questi droni.
Atto di Governo n. 351
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 16/2025, denominato «Mid Life Upgrade sottomarini U212; serie e prolungamento vita operativa sottomarini classe Sauro IV serie» (seguito esame Atto n. 351 – Rel. Chiesa) (Sono previste votazioni)
La Commissione Difesa della Camera sta esaminando, con votazioni previste, un atto del Governo che riguarda i sottomarini della Marina militare italiana.
Il provvedimento approva un programma pluriennale per:
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il Mid Life Upgrade dei sottomarini U212 di prima serie, cioè un ammodernamento tecnico a metà della loro vita operativa;
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il prolungamento della vita operativa dei sottomarini della classe Sauro (IV serie).
In termini concreti, non si costruiscono nuovi sottomarini, ma si aggiornano e si mantengono in servizio mezzi militari subacquei per molti anni ancora, migliorandone affidabilità, prestazioni e capacità operative.
Dal punto di vista pacifista, questo provvedimento tocca uno degli ambiti più opachi e delicati della militarizzazione.
I sottomarini sono infatti strumenti pensati per operare in modo invisibile e sono parte integrante delle strategie militari di controllo del mare. I Sauro IV serie possono percorrere circa 2.500 miglia nautiche a 12 nodi (circa 4.600 km) senza rifornimento, il che significa che possono spostarsi su distanze significative nel Mediterraneo e oltre. Ben oltre la difesa delle acque territoriali.
I Sauro sono classificati come sottomarini d’attacco convenzionali (SSK). Possono partecipare a missioni offensive contro altre navi o sottomarini con i loro siluri.
Atto di governo n. 352
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 15/2025, denominato «Potenziamento della mobilità tattica per lo strumento militare terrestre su terreni a basso indice di scorrimento» (seguito esame Atto n. 352 – Rel. Malaguti) (Sono previste votazioni)
La Commissione Difesa della Camera sta esaminando, con votazioni previste, un atto del Governo che riguarda il potenziamento dei mezzi terrestri dell’Esercito.
Il provvedimento approva un programma pluriennale finalizzato a potenziare la mobilità tattica dello strumento militare terrestre, in particolare su terreni difficili, come fango, sabbia, neve o superfici poco stabili.
In concreto significa investire in veicoli, tecnologie e aggiornamenti che permettano alle forze armate di muoversi più rapidamente ed efficacemente anche in condizioni ambientali complesse.
Dal punto di vista militare, l’obiettivo è aumentare la prontezza operativa e la capacità di intervento dell’Esercito in diversi scenari, inclusi quelli di crisi o di guerra in altre regioni del mondo.
Da una prospettiva pacifista, però, questo provvedimento pone interrogativi rilevanti.
Migliorare la mobilità su ogni tipo di terreno significa rendere le operazioni militari più penetranti e offensive.
Atto di governo 353
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 09/2025, denominato ''Prosecuzione del programma U212NFS'' (353)
La Commissione Difesa della Camera sta esaminando un atto del Governo che riguarda la prosecuzione del programma U212NFS, cioè la realizzazione e l’entrata in servizio di nuovi sottomarini per la Marina militare italiana.
Il programma U212NFS (“Near Future Submarine”) è l’evoluzione dei sottomarini U212 già in dotazione.
Si tratta di mezzi subacquei di nuova generazione, più silenziosi, più autonomi e tecnologicamente più avanzati, pensati per operare a lungo e con maggiore efficacia nei mari, anche in funzione offensiva e lontano dalle acque territoriali italiane.
Atto del Governo n. 354
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 20/2025, denominato ''Prosecuzione del Site activation dell'unità navale LHD Trieste per l'adeguamento agli standard JSF per la conduzione di operazioni imbarcate con velivoli F-35B'' (354)
La Commissione Difesa della Camera sta esaminando un atto del Governo che riguarda la nave LHD Trieste, una delle unità più grandi e avanzate della Marina militare italiana.
Il provvedimento approva un programma pluriennale per proseguire il cosiddetto “site activation” della Trieste, cioè l’insieme di lavori tecnici necessari ad adeguare la nave agli standard JSF.
In parole semplici: si vuole rendere la Trieste pienamente compatibile con l’impiego dei caccia F-35B, gli aerei a decollo corto e atterraggio verticale destinati alle operazioni imbarcate.
In concreto, questo significa:
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adattare il ponte di volo e i sistemi della nave;
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rendere possibile l’uso continuativo di velivoli da combattimento di ultima generazione;
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trasformare la Trieste in una piattaforma aeronavale con capacità di proiezione militare ben oltre le acque nazionali.
Dal punto di vista pacifista, questo provvedimento segna un passaggio particolarmente significativo.
L’adeguamento agli F-35B non riguarda la difesa del territorio, ma la capacità di condurre operazioni militari lontano dall’Italia, rendendo la nave simile, di fatto, a una piccola portaerei.
Si rafforza così un modello di sicurezza basato sulla proiezione di forza, sull’interoperabilità con alleanze militari e sulla disponibilità a intervenire in scenari di conflitto esterni. Il tutto attraverso un investimento pluriennale che impegna risorse pubbliche ingenti.
In tal modo si potenzia la Trieste che diventa una piattaforma per caccia da combattimento con la capacità di colpire lontano.
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