USA: una voragine i costi della guerra in Iraq, 122.820 dollari al minuto
Due associazioni statunitensi hanno pubblicato ieri una nuova analisi dei costi della guerra in Iraq ( 144 miliardi di dollari ) e delle modalita' alternative di spesa per migliorare la sicurezza USA interna ed esterna. Le due associazioni, indipendenti ed apartitiche, monitorando costantemente i costi della guerra in Iraq, hanno verificato che il costo quotidiano e' di 177 milioni, 122.820 dollari al minuto. Questi dati saranno probabilmente pubblicati in un annuncio a piena pagina sul New York Times del 30 agosto. L'analisi dei costi di gestione della guerra dell'Iraq rivelano che, con la spesa fin qui fatta, gli Stati Uniti potrebbero realizzare 18 nuovi progetti importanti per rafforzare la sicurezza nel mondo e nel Paese. I suggerimenti includono l'aggiunta di due nuove divisioni all'esercito, 100.000 nuovi agenti di polizia nelle strade della nazione, il raddoppio del programma sui pompieri e delle forze operative speciali. "Che siate un critico o un sostenitore della politica del presidente Bush in Iraq, due punti sono chiari: l'Iraq e' stata una guerra voluta e gli Stati Uniti ne stanno sopportando virtualmente tutto il costo" ha detto John Podesta, il presidente del Centro per il progresso americano, aggiungendo che "in un momento in cui ci sono tante priorita' relative alla sicurezza e' importante conoscere il costo di gestione della decisione e del modo di invadere all'epoca l'Iraq." Deborah Rappaport, altro esponente delle associazioni interessate, ha aggiunto di ritenere vitale che i cittadini americani siano informati di questo dispendio considerevole in un momento importante nella storia della nazione: "Quale posto migliore che una bacheca virtuale per le affissioni del mondo?". Sebbene sia noto che dietro le due associazioni, nate nel 2003, vi sia solo un gruppo di Americani che cercano di realizzare un nuovo impegno nazionale sulla base dei principi dell'inchiesta aperta, del dibattito, della tolleranza e della libera espressione, si potrebbe comunque immaginare simpatie democratiche, tuttavia il rapporto non fa altro che rendere pubblici e sottolineare dati di fatto. Dati emersi anche nei preoccupanti rapporti contabili del governo e gia' criticati da un'analisi del Congresso degli Stati Uniti, preoccupato per il deficit di spesa di 12 miliardi di dollari causato dagli interventi in Iraq ed in Afghanistan e che ha costretto il dipartimento della difesa a spostare fondi da altri usi. Ma un aspetto aggiuntivo dei costi della guerra e' anche il prezzo del petrolio in crescita, che incide in modo subdolo sul costo della vita. Ne sanno qualcosa gli Spagnoli, che hanno calcolato un aumento del prezzo di 14 dollari al barile dall'inizio della guerra e lamentato il crescente "impoverimento" del proprio Paese incolpandone il governo Aznar, ma anche gli Stati Uniti (l'amministrazione Bush) che questa guerra hanno voluto.
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