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Greenpeace

«Bloccare le importazioni dagli Usa»

Per l'associazione ambientalista la contaminazione è molto più estesa
22 settembre 2006 - L. Fa.
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Federica Ferrario, responsabile della campagna ogm di Greenpeace, se l'aspettava. Allora, l'abbiamo già mangiato?Non possiamo escluderlo, soprattutto se pensiamo che la sperimentazione di questo riso ogm, negli Stati Uniti, è iniziata nel 2001. La Bayer e il dipartimento dell'agricoltura statunitense hanno informato le autorità europee a fine agosto, ma probabilmente la contaminazione era già nota dallo scorso gennaio. L'Italia è il principale produttore europeo di riso. Per il consumo interno utilizziamo principalmente la produzione nazionale, assolutamente non-ogm e importiamo alcune varietà esotiche di provenienza asiatica (thaibonnet, basmati). In aggiunta però, anche se in quantità non ingenti, importiamo anche riso a grana lunga dagli Usa, che i produttori e trasformatori italiani lavorano ed esportano anche nei mercati esteri.
Adesso, dagli Usa, falsificano anche le certificazioni ogm-free.La truffa è stata scoperta solo perché il riso è risultato positivo ad analisi di controllo fatte dalle autorità in Europa. Queste analisi, però, non vengono eseguite su tutte le importazioni. Ciò significa, purtoppo, che il sistema in essere per controllare le importazioni non ci garantisce. L'unico atto serio per proteggere i consumatori e il mercato del riso, è quello di sospendere immediatamente tutte le importazioni di riso a grana lunga provenienti dagli Stati Uniti, e predisporre un sistema che obblighi ad analizzare ogni singola spedizione destinata all'Europa.
I produttori italiani fino ad ora hanno fatto finta di niente...Spero che il risultato positivo di queste prime analisi scuota lo strano silenzio che ha avvolto alcune aziende italiane. In Europa stanno aumentando di giorno in giorno le grandi aziende di importazione e trasformazione di riso e i supermercati che comunicano ai clienti, fornitori e consumatori, la volontà di non acquistare riso transgenico. In alcuni casi addirittura hanno ufficializzato l'intenzione di non importare più riso Usa il prossimo anno. In Italia, invece, solo pochi giorni fa, Mario Preve, presidente dell'Airi, ha dichiarato che di ogm se ne poteva discutere. Un'affermazione in chiara controtendenza sia rispetto alla volontà dei consumatori italiani ed europei, sia rispetto alla domanda del mercato.
Siamo sicuri che il riso americano è l'unico a rischio contaminazione?La contaminazione causata dal riso ogm della Bayer purtroppo non è l'unica. Due settimane fa abbiamo denunciato la presenza in Europa di alcuni prodotti a base di riso, contaminati con riso cinese ogm ancora in fase di sperimentazione. Riso che porta con sé preoccupazioni anche di carattere sanitario, in quanto contiene una tossina potenzialmente in grado di scatenare reazioni allergiche. Abbiamo immediatamente informato sia le autorità europee che quelle italiane. Mentre le autorità europee hanno dato il via alle verifiche, ad oggi non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta da quelle italiane.
Sinceramente, credi che sia possibile correre ai ripari?La situazione è piuttosto seria. Il portavoce del Dipartimento dell'agricoltura statunitense (Usda), Terri Teuber, ha detto che non c'è la possibilità di misurare la presenza di questo ogm nel mercato e che l'Usda non è equipaggiata per stabilire o stimare dove questo riso possa essere andato a finire.

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