Mobilitazione contadina contro i nuovi OGM
Contadini in mobilitazione: ARI contro i nuovi OGM e per una PAC più giusta

L'Associazione Rurale Italiana (ARI) chiama alla lotta contro gli organismi geneticamente modificati di nuova generazione e contro le politiche agricole europee che favoriscono l'agroindustria a discapito dell'agricoltura contadina.
---
Si è conclusa l'8 febbraio scorso a Pratofontana, presso Reggio Emilia, l'assemblea annuale nazionale dell'Associazione Rurale Italiana (ARI). Tre intense giornate di lavoro che hanno visto contadini e contadine provenienti da diverse regioni italiane confrontarsi sulle strategie da mettere in campo nel 2026 per difendere l'agricoltura contadina e agroecologica.
L'incontro, ospitato dai Rurali Reggiani presso il centro sociale la Fontana, ha delineato un programma di mobilitazione chiaro e determinato su due fronti principali: la lotta contro i nuovi OGM e la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) europea.
Fermare i nuovi OGM
La questione più urgente è quella dei nuovi organismi geneticamente modificati, su cui il Parlamento Europeo è chiamato a votare entro aprile 2026. ARI lancia un appello accorato a tutte le organizzazioni contadine italiane perché si uniscano a questa lotta: "Non si potrà tornare indietro una volta che eventuali decisioni sbagliate dovessero essere prese".
La strategia messa in campo dall'associazione è articolata su più livelli:
- sensibilizzazione delle amministrazioni locali per dichiarare i territori liberi da OGM, creando un cordone sanitario che protegga i sistemi sementieri contadini e le case delle sementi;
- formazione capillare sul problema degli OGM di nuova generazione;
- convergenza a Bruxelles per una manifestazione europea indetta dal Coordinamento Europeo Via Campesina, in occasione del voto parlamentare.
La posta in gioco è altissima: difendere la biodiversità agricola, l'autonomia sementiera dei contadini e il diritto a un'agricoltura libera dal controllo delle multinazionali biotech.
La PAC: soldi pubblici per chi e per cosa?
L'altro grande fronte di mobilitazione riguarda la riforma della Politica Agricola Comune. ARI denuncia con forza la sterzata a destra delle istituzioni europee e dei governi nazionali.
Le criticità evidenziate sono molteplici:
- il ridimensionamento o cancellazione del Green Deal, anche nelle parti che avrebbero potuto favorire una reale transizione ecologica dell'agricoltura europea;
- tagli pesanti che colpiranno soprattutto le piccole aziende agricole e le zone più svantaggiate;
- un uso distorto dei soldi pubblici, impiegati per accrescere i volumi delle esportazioni verso paesi terzi anziché per soddisfare i bisogni alimentari della popolazione europea e combattere la povertà alimentare;
- accordi di libero scambio (definiti "nefasti") sia per la popolazione europea che per i popoli dei paesi coinvolti.
ARI rivendica una PAC che sostenga l'agricoltura contadina, la sovranità alimentare e la giustizia sociale, non l'agroindustria orientata all'export.
Per un'economia solidale
Durante l'assemblea si è svolto anche un importante incontro pubblico sul tema del ricambio generazionale e agroecologico nelle aziende agricole contadine, organizzato insieme alla "Rete Semi e Sovranità Alimentare a Reggio", che ARI ha contribuito a far nascere.
All'incontro hanno partecipato rappresentanti di altre organizzazioni agricole, dell'economia solidale e del sociale. Si è discusso di come le aziende contadine stiano "faticosamente sopravvivendo alla pressione delle politiche agricole comunitarie e di un insieme di normative che – rafforzando l'agricoltura industriale - mirano a distruggere l'agricoltura contadina".
Giovani, donne e agroecologia
L'assemblea ha anche deciso di rafforzare la componente giovanile e creare una nuova componente femminile all'interno dell'associazione, per portare avanti tematiche di genere trasversali e creare momenti di formazione agroecologica.
Questo obiettivo si inserisce nel progetto europeo promosso da Via Campesina Europa, di cui ARI è l'unico membro italiano, e punta a valorizzare le competenze maturate in anni di pratica agroecologica.
Le alleanze per il cambiamento
ARI non lavora da sola. L'associazione ha costruito negli anni importanti alleanze con realtà come:
- Crocevia, con cui condivide battaglie fondamentali;
- Ultima Generazione ed Eco Resistenze, per una lotta integrata per l'agroecologia e contro i sistemi che distruggono terra, clima, ambiente e giustizia sociale;
- Reti locali per la sovranità alimentare e la costruzione di sistemi alimentari contadini solidi.
Queste convergenze mostrano come la lotta per un'agricoltura diversa sia inseparabile dalle battaglie per la giustizia climatica e sociale.
La campagna tesseramenti 2026
Per sostenere questo ambizioso programma di mobilitazione, ARI ha lanciato la campagna tesseramenti per il 2026, invitando tutti gli iscritti e le iscritte a partecipare attivamente ai lavori dell'associazione e agli organismi di gestione.
Lo slogan dell'assemblea racchiude il senso profondo di questa lotta: "Omaggio alla terra e a chi la rivolta".
La mobilitazione per un'agricoltura diversa
La mobilitazione dell'Associazione Rurale Italiana tocca temi centrali per la pace e la giustizia globale. L'agricoltura contadina agroecologica non è solo una questione produttiva, ma un modello di società alternativo a quello imposto dall'agroindustria globalizzata.
Il controllo sulle sementi, la sovranità alimentare, il diritto dei popoli a decidere cosa e come produrre sono questioni di democrazia e autodeterminazione. La lotta per un'agricoltura contadina e agroecologica è un tassello fondamentale della costruzione di un mondo più giusto, solidale e sostenibile.
Per informazioni e contatti: segreteria@assorurale.it
Articoli correlati
Le parole di Giorgio Parisi dovrebbero far riflettere chi sogna un ritorno al nucleare in ItaliaIl Nobel Parisi: "Tornare al nucleare è un errore costoso, l'Italia punti su solare e geotermico"
Il Premio Nobel per la Fisica 2021, Giorgio Parisi, ha pronunciato parole nette sul futuro energetico dell'Italia. In un'intervista pubblicata da La Stampa il 6 giugno 2026, il fisico italiano ha bocciato il ritorno al nucleare e ha indicato una strada alternativa: solare e geotermico.6 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
OceanCare: “Fermate subito i preparativi”L'Islanda riprende la caccia commerciale alle balene
Nonostante il divieto globale e gli appelli degli ambientalisti, Reykjavik si appresta a riaprire una stagione di uccisioni che sembrava ormai tramontata. Fino a 426 balene potrebbero essere uccise solo nel 2026, mentre la Norvegia ha già iniziato le battute.22 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
Difendere l'ETS significa fermare l'ILVA a carbone, responsabile di imponenti emissioni di CO2ETS sotto attacco: il governo italiano vuole smantellare lo scudo climatico europeo
Il Consiglio europeo del 19-20 marzo è il banco di prova. PeaceLink seguirà con attenzione l'esito, consapevole che ogni cedimento sul prezzo del carbonio è un cedimento sul futuro del pianeta. L'ETS è il sistema che in Europa fa pagare l'inquinamento da CO2.19 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Giornata internazionale promossa da Clean CitiesStreets for Kids: meno traffico intorno alle scuole, più salute per bambini e bambine
Il 9 maggio si celebra in tutta Europa la giornata "Streets for Kids", dedicata alla mobilità sostenibile e alla qualità dell’aria nei pressi delle scuole. Una ricerca conferma: le strade scolastiche possono ridurre l'inquinamento fino al 20%.9 maggio 2025 - Alessandro Marescotti
sociale.network